venerdì 22 maggio 2015

Pensieri di un'erotica #3

Nuda e legata a questa trave aspetto il mio Padrone.
Seduto su una poltrona posta di fronte a me, sorseggia il suo liquore preferito mentre aspira con lentezza straziante la sigaretta. Mi guarda con gli occhi tenebrosi e lussuriosi di chi sa esattamente cosa vuole. Non gli ho rivolto la parola, non l’ho guardato, ho camminato sempre ad un passo dietro di lui. Entrando già so cosa fare, denudarmi e aspettare i suoi ordini che sono appena arrivati.
« Mettiti spalle al muro, alza le braccia più che puoi e non togliere i tacchi. »
Faccio come mi è stato ordinato, rabbrividisco a quel contatto freddo del muro. Alzo le braccia e i seni duri come rocce si sollevano ancor di più.
Lui per tutto il tempo è rimasto a guardare,  a studiare ogni mia minima mossa. Poi si avvicina alzando le mani e prendendo i miei polsi e li lega ai legacci della trave. Mi fa accenno di un piccolo sorriso malizioso che mi manda in estasi più di quanto lo sia già. Il cuore mi batte all'impazzata, essere qui completamente esposta nelle sue mani fa crescere l’adrenalina in me in maniera indecente. Più sento il suo sguardo addosso e più cresce la mia eccitazione. L'umido fra le mie gambe ben presto diventa una pozza in terra. Indietreggia di un passo per vedere il suo lavoro e annuisce con soddisfazione –
« La mia piccola schiava è già bagnata fradicia, fa sentire un po’ » alzo gli occhi per guardarlo « divarica le gambe » ordina e la sua mano si insinua dentro di me.
«Oddio! Che sensazione goduriosa! » 
Abbandono la testa contro il muro e i miei fianchi oscillano, ma sul più bello si ferma « no mia schiava, continuiamo così »
Si abbassa e si mette in mezzo alle mie gambe, la sua lingua si insinua dentro la mia figa. Succhia, lecca, morde. Tortura il mio clitoride per poi arrivare al mio buco. Mi sta scopando con la bocca, torturandomi nelle profondità finché esplodo in un orgasmo estasiante che quasi mi fa perdere i sensi. Lui si disseta bevendo il mio nettare. Le gambe tremano senza sosta, ancora scosse dall'orgasmo imminente. Fortunatamente i legacci mi tengono ben salda. Poi alza le gambe e se le avvolge attorno alla vita. Mi penetra in un’unica stoccata. La mia figa e il suo cazzo, carne contro carne, pelle contro pelle. Mi abbandono completamente a lui, il mio uomo, il mio Padrone, il mio amore.
«Dimmi mia schiava, cosa sei tu? E di chi sei? »aumenta il ritmo e pompa più forte, i miei tacchi graffiano la sua schiena spingendolo sempre più dentro me.

« Sono tua, la tua schiava. »

Black Fairy

Nessun commento:

Posta un commento