giovedì 7 maggio 2015

"Inventami" di Elena Fasulo


 “ I sogni sono quei posti fantastici
dove sei la vera protagonista
della tua vita “






Per tutte le principesse, soprattutto per quelle del mio cuore.
A quelle che anche dietro uno schermo sognano con me.
Per chi con una parola o con un suggerimento mi ha sostenuto.
Per chi lavora per realizzare i miei sogni
Valeria e Nicolas




1

<< Dai smettila, ti ho detto che non ho voglia di uscire>>.
<< Sei sempre la solita Grace, divertiti ogni tanto!>>.
Sospiro esasperata dalle lamentele di Alice. La mia coinquilina è sempre pronta a uscire, divertirsi e lasciarsi tutto alle spalle, io no! Soprattutto in questo periodo che non lavoro!
Alice non mi fa pesare che mi sta aiutando in tutto e di questo gliene sono grata, così puntualmente accetto i suoi continui inviti alle serate di puro divertimento!
Lei è sempre impeccabile come potrebbe essere altrimenti. Ha un fisico da far invidia alle più belle modelle in circolo, io sono l’esatto opposto. Mi piace vestirmi bene intendiamoci, ma sono sicuramente più sobria e meno stravagante e comunque le mie forme ben arrotondate non mi permettono di certo un look audace, cadrei nel ridicolo.
Cedo sotto le sue insistenze e indosso il suo vestitino. È molto carino ma è davvero corto, non mi sento particolarmente a mio agio. Mi trucco leggermente e lascio i capelli cadermi sulle spalle, la verità è che non voglio impazzire per loro! Esco dalla camera con poca voglia e già annoiata.
<< Lo vedi Grace che quando ti ci metti sei davvero bellissima, Marc impazzirà stasera>> gli occhi di Alice s’illuminano quando vedono il risultato della sua fatica sottolineando subito il filo che da circa due settimane mi rivolge il suo amico Marc.
<< E’ questo il problema Alice, non m’interessano le sue avance. >> rispondo stizzita io.
<< Sì, lo so! Ma potresti lasciarti andare un po’, credimi il principe azzurro non scappa!>> mi risponde lei a tono!
Si diverte a prendermi in giro perché dice che vivo ancora nel mondo delle favole, ma cosa c’è di male a credere ancora nell’amore?
Perché non dovrei credere che un giorno incontrerò un uomo che mi amerà per sempre? Che nella sua vita ci sarò solo io? Che non potrà fare a meno di me?
Mentre fantasticavo sul mio principe, arriviamo al locale. Questa sera è stracolmo di persone e riflettendoci bene è tutto normale visto che è venerdì! Alice si fionda subito tra le braccia di Stefan baciandolo appassionatamente.
Relazione strana la loro, sempre insieme ovunque, ma non si considerano “fidanzati”, si considerano liberi.
<< Ciao Grace sei uno schianto stasera!>> Marc subito attacca, Alice ride! Ed io vorrei uccidermi.
<< Grazie Marc!>> mi siedo e aspetto inesorabile che questo inferno finisca presto, così potrò tornare nel mio letto a sognare!
L’atmosfera si accende con musica a palla e i drink scendono come acqua, Alice e Stefan si buttano in pista per ballare. Marc, ormai rassegnato, parla con dei suoi amici ed io con il mio gin lemon, offerto gentilmente da lui, resto sola al tavolo. Appena passa un cameriere gli porgo il bicchiere da portare via, anche se pieno, non mi piace questo drink!

<< Prego signorina>> poco dopo il cameriere mi porta un altro bicchiere…
<< Io non ho ordinato niente!>> gli dico subito.
<< Glielo offre quel signore. >> m’indica un ragazzo poco distante da me, rimango sbalordita.
È davvero bello, capelli scuri e non troppo corti, il suo completo nero avvolge il suo fisico mozzafiato, wow! Accetto il drink aspettandomi di vederlo spuntare al mio fianco da un minuto all’altro, rimango indifferente come nei migliori film d’amore, ma i minuti passano e al mio tavolo non viene proprio nessuno. Cerco con indifferenza di girarmi verso di lui, ma al bancone lui non c’è più!
Non avrò le allucinazioni! Insomma è un classico! Una donna sola al tavolo, un uomo bellissimo le offre un drink, lei accetta e boom lui si avvicina per corteggiarla! Forse davvero vivo nel mondo dei sogni! E se Alice ha ragione? Forse il romanticismo e il corteggiamento non esistono più? Dovrei forse rivedere i miei sogni di principessa?
M’intristisco subito e mi sento una stupida.
Quando finalmente sono nel letto, ripenso a tutto, è così bello sognare!

<< Ciao Alice buon lavoro!>> mando un bacio alla mia adorata amica e con la testa bassa saluto anche Stefan che ha passato la notte con lei.
Mi preparo per uscire, devo assolutamente trovarmi un lavoro.
A quanto pare per me non ce n’è nemmeno uno! Sono distrutta sia fisicamente sia moralmente, così mi fermo in un coffee e per tirarmi su compro un enorme muffin ai lamponi.
<< Ciao io sono Edward, ti ho visto ieri sera. >> mi giro ed eccolo là l’uomo dei misteri, ancora più bello di ieri!
<< Ciao >> rispondo io, ingoiando un pezzo di muffin praticamente intero.
<< Mi dici anche come ti chiami?>> domanda lui con un sorriso da svenire.
<< Ah sì, scusa, io mi chiamo Grace, Grace Harper >> mi sbrigo a dire.
<< Non ti ho più visto ieri sera, avrei voluto dirti grazie per il drink>> continuo io.
<< Beh prego! Come mai da queste parti?>> mi chiede lui.
<< Veramente giravo per lavoro>> dico io senza specificare troppo.
<< Capisco! Devo proprio scappare ti andrebbe di cenare insieme, non so, che ne dici di stasera?>>.
Cavolo vuole uscire con me! Come faccio a rifiutare è davvero un sogno!
<< Volentieri, dove vuoi che ci vediamo?>> domando io.
<< Passo a prenderti alle otto se per te va bene. >>
<< Si certo>> prendo un foglio di carta e scrivo il mio indirizzo e il mio numero, lui afferra il foglio e mi lascia il suo biglietto da visita…


Rebecca’s style
Edward Hunt
Direttore generale
0036095467836

Un vero e proprio principe azzurro!




2


Sono emozionatissima, è un uomo bellissimo, educato e galantuomo. I ragazzi di oggi non avrebbero perso tempo per un invito ufficiale o altro, e se fosse il mio principe azzurro? Piano Grace non correre con la fantasia.
Mi preparo meglio che posso. Indosso un vestitino di Alice, che mi è sempre piaciuto, è semplice con pochi fronzoli e perline ma scollato, abbastanza da sottolineare il mio seno fin troppo abbondante, parte delle spalline sono in pizzo, si avvolge intorno alla vita e si lega dietro con un bel fiocco, è comodo perché posso stringere il giusto per nascondere la mia orribile pancetta, arriva poco sopra al ginocchio, ci abbino scarpe con il tacco e sono pronta!
<< Wow dove vai così bella?>> chiede subito Alice al suo rientro.
<< Ho un appuntamento. >> rispondo io spavalda e con un sorriso immenso.
<<Beh divertiti allora principessa>> mi abbraccia e va in camera.
Alle otto in punto il mio cavaliere arriva, apro la porta emozionata.
<< Wow sei bellissima>> mi dice lui sorridendo.
<< Grazie >> rispondo emozionata ed entusiasta del mio duro lavoro di restauro.
Mi apre lo sportello della macchina come un vero galantuomo sa fare, sogghigno come una bambina al ballo delle debuttanti.
Si siede al mio fianco e l’autista parte per la nostra destinazione misteriosa.
<< E così hai un’azienda di moda?>> chiedo io per aprire bottone.
<< Si>> risponde lui. La sua risposta è stata così ferma e secca che mi ha ammutolito, perché non vuole parlare?
<< Hai passato una buona giornata?>> Che razza di domanda è questa?
<< Si >> rispondo io delusa.
<< Bene >> e questa è la sua meravigliosa risposta. Beh forse è teso!
Io incalzo ancora. << Si vede che ti occupi di moda, sei molto elegante>>.
<< Non voglio parlare del mio lavoro >> risponde lui.
<< Ah ok >> abbasso lo sguardo incredula e sentendomi in difetto.
<< Allora di cosa vuoi parlare?>> gli chiedo io al quanto irritata.
<< Di noi, solo di noi!>> mi risponde lui sorridendo.
<< Allora non stai con nessuno giusto?>> la sua domanda mi spiazza.
<< Certo che no!>> rispondo io molto irritata, cosa pensa che sarei uscita con lui se stavo con un ragazzo? Il cuore inizia a battere forte, tutto l’entusiasmo che avevo inizialmente ha lasciato posto all’incertezza e alla paura. Le sue domande e risposte mi mettono in agitazione.

Arrivati al ristorante, il cameriere ci accompagna ad un tavolo vicino alla finestra, un po’ scostato da tutti gli altri. Davvero dolce e romantico ma in questo momento non è la sensazione che sento. Qualcosa dentro di me mi urla di scappare via. Chi è quest’uomo?
<< Vuoi un bicchiere di vino prima di ordinare?>> mi chiede lui.
<< Si grazie>> rispondo io. In verità non so nemmeno se riesco a mangiare qualcosa…
<< Tutto bene? >> mi chiede appena il cameriere va via.
<< Si certo!>> merda la mia faccia fa trasparire il mio disagio, non voglio che lui pensi di avere di fronte un agnellino indifeso. Forza Grace!
<< Sarei curiosa di sapere di cosa vuoi parlare?>> il mio tono è cattivo e arrogante e il suo sguardo mi fa capire che ha preso il colpo.
<< Speravo solo di parlare di noi, infondo sono qui per te>> mi risponde lui.
<< Bene cosa vuoi sapere?>> attacco di nuovo.
Le sue labbra si piegano << Intanto quanti anni hai? >>
<< Ventisette tu? >>
<< Trentacinque >>
<< Altro?>> attacco ancora.
<< Mi sembri arrabbiata ho fatto qualcosa per farlo succedere?>> la sua domanda mi manda in confusione. Non posso certo rispondere “oh sì mi aspettavo che ti comportassi da perfetto gentiluomo e che morissi per me da subito”, mi scambierà per una stupida. In verità non ha fatto assolutamente niente, mi ha semplicemente detto che non vuole parlare del suo lavoro, non posso certo rimproverarlo per questo! Non posso confessargli il mio stato di agitazione, non saprei nemmeno io spiegargli il perché, così con un sorriso gli rispondo semplicemente << No!>>.
<< Che cosa vuoi ordinare?>> mi chiede.
Farfuglio tutte le vocali che conosco.
<< Va bene per te se faccio io?>> mi chiede.
<< Si va bene. >> meglio così, non avrei saputo scegliere.
Mentre lui ordina una cena da urlo io, sembro una svampita, e la cosa non mi piace per niente. Si va bene sono una sognatrice, credo ancora nel romanticismo e la galanteria, ma so vivere in questo mondo! Avanti Grace coraggio!
<< Cavolo questo vino è ottimo>> azzardo io.
<< Sì, vedo che ti piace. E’ meglio che ci vai piano>> mi dice lui.
<< Cos’è hai paura di qualcosa?>> la mia spavalderia fa paura anche a me…
<< No tranquilla, ma non amo particolarmente i post sbronza. >> sorride divertito e devo dire che è mozzafiato, così scappa una risata anche a me, i suoi occhi sono su di me!
<< Bene bambolina arrivo al dunque, ti andrebbe una storia di sesso?>> la sua frase e così gelida e secca che rimango completamente ferma e sbalordita.
Non potevo credere a quello che mi aveva chiesto. Allora è questo che voleva? Una buona scopata!
<< Tutto bene? Scusa non volevo offenderti. >> mi guarda quasi preoccupato.
<< Miseria forse ho sbagliato a chiedertelo, si vede che ti aspettavi altro. >> mi dice lui.
Merda! Pensava che io mi aspettassi una proposta di matrimonio. Di certo non me ne aspettavo una del genere ma non esageriamo nemmeno dall’altro verso.
<< No tranquillo, mi hai preso solo un po’ alla sprovvista. >> cerco di dirglielo più tranquilla possibile.
Mi studia per vedere se ciò che dico è reale, io m’impegno al massimo.
<< Ok mi stavo preoccupando un po’, non sei vergine vero?>>.
Oh Santo cielo ma che razza di domande fa? Ora pensa che sia vergine? Devo proprio sembrare un agnellino indifeso! Avanti Grace tira fuori le palle!
<< Scherzi vero? Adesso sì che inizio a offendermi!>> ribatto subito.
<< Oh no scusa, mi sei sembrata sconvolta tutto qui!>>.
Certo che sono sconvolta da quando si chiedono serate di sesso invece di serata di coppia?
<< Non vivo sulla luna>> rispondo io sicura di me.
<< Bene, allora? Che ne dici?>> lui continua.
<< Quindi mi stai chiedendo di fare sesso e poi basta?>> meglio capire bene.
<< Ti sto chiedendo di vederci e frequentarci solo per divertirci insieme, diciamo un’amica speciale!>>.
Ok afferrato vuole la tromba amica, e adesso? Che cosa faccio? Io non sono per nulla una tromba amica! Merda!
<< Vorrei pensarci se per te va bene>> prendo tempo.
<< Pensarci?>> mi guarda stupito.
<< Scusa ma non so davvero se ne ho voglia. >> rispondo spavalda.
<< E’ davvero la risposta più strana che mi sia capitata>> è perplesso.

<< Non mi vorrai dire che tutte le donne a cui lo proponi accettano senza nemmeno pensarci su?>> chiedo io.
<< Di solito lo chiedono loro >> mi risponde lui.
<< Io non chiedo >> il mio atteggiamento è da diva…
<< Ne sono sicuro >> risponde lui.
Davvero non posso rimanere nemmeno un minuto di più. Non riuscirei a toccare niente e in questo momento mi sento male.
<< Ok ti farò sapere ciao>> mi alzo.
<< Ehi aspetta vai via?>> mi ferma.
<< Si scusa domani devo alzarmi presto, ma ti farò sapere>> sfoggio un sorriso, ma i miei occhi stanno per esplodere.
Mi lascia la mano ed io cerco di uscire con tutta la calma che posso, fuori inspiro una boccata d’aria e m’incammino verso casa.


3


Sono sconvolta, non vivo nel mondo dei sogni e so benissimo che ciò accade. Non sono vergine e mi è capitato di fare sesso anche solo una volta con un tizio, ma ho creduto davvero che da me volesse una relazione, che volesse conoscermi, che volesse provare ad amarmi. Mi sento una bambina stupida che sogna il suo principe azzurro, un matrimonio da favola, una vita condivisa insieme con un uomo che ti ama e ti rispetta. È così orribile non voler essere solo un corpo da usare per dare piacere? Il mio telefono vibra…
Ciao scusami se rompo
Mi dispiace se ti ho offesa visto come sei scappata
Mi piaci ma non sono un tipo da “fidanzatine”.
Speravo solo di piacerti e poter passare del tempo piacevole insieme…
Edward “
Cavolo un suo messaggio, ma se gli ho appena detto che non sono offesa? Beh forse sono scappata troppo velocemente, merda! Rispondo.

Ciao mi sembrava di averti già detto che non sono offesa!
Come ti ho detto ho da fare domani….
Non c’è nessun problema nemmeno io a ventisette anni voglio “impegnarmi”.
Semplicemente voglio pensare se ne vali la pena….
Baci
Grace “
Ok forse ho esagerato, ma assolutamente non voglio che pensi che sia una povera ragazzina indifesa.
La sua risposta è secca “ok” e silenzio assoluto, bene l’ho ammutolito!
Nel mio letto penso a tutto quello che è successo. Inizio davvero a credere di essere in un altro mondo, mi sono sconvolta di una proposta che ormai è all’ordine del giorno, anche Alice e Stefan, hanno questo tipo di rapporto, eppure stanno bene e si vogliono bene.
<< Ehi la tua serata?>> Alice entra in camera.
<< Bene, mi ha proposto di essere la sua tromba amica!>> rispondo io.
<< Oddio sei svenuta!>> dice Alice. Quell’affermazione mi sconvolge. Anche lei pensa che sia una principessina sul pisello? Beh non posso permettere questo, io non sono né stupida né tantomeno bambina.
<< Ti sbagli tesoro ci sto pensando, è un figo da paura! Domani accetterò, può soffrire per una sera no!>> rispondo io spavalda.
<< Oh Grace dici sul serio? Ho sempre pensato che aspettassi il principe azzurro con il cavallo?>> mi dice lei seria, ed io m’infastidisco ancora di più.
<< Spiritosa, credo solo che nel frattempo potrei divertirmi un po’!>> rispondo io.
<< Fantastico tesoruccio!>> e chiude la porta e quel nomignolo m’irrita ancora di più.
Chiudo gli occhi per lasciarmi alle spalle quella strana e fastidiosa serata.
Mi alzo completamente distrutta, non ho dormito bene. Alice è fuori tutto il giorno con Stefan, io sono a casa sola! Decido si fare una passeggiata e magari fermarmi a prendere un enorme muffin.
Mi fermo a un’edicola, sfoglio qualche giornale di pettegolezzi ed eccolo lì in copertina vicino a una bionda mozzafiato!
Compro il giornale e mi fiondo a leggere l’articolo!


“… all’uscita della serata di beneficienza per i bambini del terzo mondo
Mister Hunt e sua moglie rilasciano una dichiarazione;
<< sia io che mio marito siamo in prima linea per combattere questa ingiustizia, ogni bambino deve avere tutto ciò che occorre per una vita dignitosa>>.
Stretti mano nella mano ormai già da tre anni, i signori Hunt lasciano il galà con un sostegno economico non indifferente.
Una famiglia da prendere da esempio…”

L’articolo continua su tutte le persone illustri presenti all’evento, io smetto di leggere sconvolta dalla notizia. E’ sposato!
Oh miseria mi ha chiesto di essere il suo spasso sessuale e lui è sposato?
Schifoso porco, si proprio una famiglia da prendere da esempio. Poveretta lei, non sa nulla delle schifezze di quello stronzo pervertito e porco!
Dovrebbe avere una bella lezione, sua moglie si merita più rispetto, gli ha promesso fedeltà. Non posso credere a tutto questo. Getto il giornale nel bidone e ricomincio a camminare.
In questo momento chiamerei quella povera donna e le racconterei tutto. Sì, come se potesse credermi! Nella foto sembrano molto affiatati, lei si fiderebbe più di lui che di me. Sempre che non abbia delle prove o meglio ancora ci beccasse sul fatto.
Più che una principessa mi sento una strega cattiva!
Penso al suo messaggio, “non sono un tipo da fidanzatine”, ci credo sei un tipo da finto matrimonio! Mi ha preso in giro e fatta passare per una retrograda. Fanculo stronzo!
Ora gli do io una bella risposta a mister bugiardo, si merita una lezione! Accetterò la sua proposta e appena ho l’occasione lo faccio beccare dalla moglie, così impara. Non sarà difficile ci devo fare solo del sesso, semplice freddo sesso, intanto io mi diverto e lo fotto in tutti i sensi.
Gli mando un messaggio con scritto semplicemente “ok aspetto tue indicazioni”.
La sua risposta arriva quasi nell’immediato…
Buon giorno principessa
Ne sono felice, dove sei?
Edward”
Fanculo stronzo! Rispondo
Buon giorno a te
Mi delizio con un muffin al coffee…
Grace”
La risposta è immediata….
Arrivo in 5 minuti
Aspettami
Edward”
Merda! E ora? Forse è meglio che scappo via! Iniziamo bene, voglio fregarlo e mi spavento ancora prima di iniziare? Forse Grace è arrivata l’ora di divertirsi.
Beh ora basta, in questo fottuto mondo non c’è spazio per i sentimenti né tanto meno per i valori. Voglio smettere di credere nella buona fede delle persone. In questo mondo non si può essere principesse ma solo delle fottutissime streghe, ed è quello che farò!
Lo aspetto mangiando il mio muffin avvelenato.
<< Ciao principessa. >> si siede di fronte a me.
M’irrita la sua presa in giro, ma non voglio mandare all’aria il mio piano, gli farò vedere che bella principessa che sono!
<< Ehi ciao >> il mio saluto è fin troppo felice.
<< Speravo accettassi! Allora valgo la pena?>> sorride soddisfatto.
<< Messo a confronto tra quelli che mi gironzolano intorno, in questo momento si>> rispondo io.
<< Capisco! >> risponde lui. Non sorridi più eh!
<< Potremmo iniziare subito che ne dici?>> mi dice lui.
Oh merda vuole scoparmi adesso! E ora? Non posso tirarmi indietro, non dopo aver ostentato tanta spavalderia.
<< Si certo, dimmi tutto>> dico subito.
<< Andiamo>> mi afferra la mano.
<< Ma io non sono vestita nel modo giusto>> mi affretto a dire.
<< Va benissimo così, tanto poi non avrai i vestiti addosso. >> mi fa l’occhiolino, quelle parole mi hanno infuocata.
Salgo sulla sua macchina senza sapere nemmeno dove andiamo, impaurita ma fottutamente eccitata.

4

Mi salgono mille dubbi, cosa sto facendo? Cavolo io non sono così spavalda, sicura di me e del mio corpo! Mi sale un’ansia mostruosa, si accorgerà subito del mio sporco gioco e della mia poca esperienza. Pensandoci un po’, i miei rapporti si sono limitati alla classica missionaria a luci spente, non sono nemmeno sicura di aver aperto bocca.
<< Tutto bene?>> mi chiede lui mentre mi afferra la mano e se la porta alla bocca. La sua bocca è calda, il mio ventre sussulta.
<< Si certo>> rispondo io con un sorriso.
<< Mi sembri nervosa>> continua lui.
<< Concedimi un po’ di ansia>> mi affretto a dire.
<< Stai tranquilla, dobbiamo solo divertirci>> mi risponde lui malizioso.
Tra il nervosismo e l’eccitamento, le mie mani torturano il sedile dell’auto.
L’auto si ferma all’ingresso secondario di un hotel, di certo non può portarmi a casa sua! Non credo che sua moglie ne sarebbe entusiasta!
Entriamo da una porta secondaria, a quanto pare aveva già preparato la stanza. Come faceva a sapere che avrei accettato? Oh merda, magari ne aveva un’altra pronta se io rifiutavo! Questo pensiero m’innervosisce molto, lui intanto mi osserva. Devo stare attenta a non fargli scoprire i miei perfidi pensieri, gli sorrido!
L’ascensore ci porta all’ultimo piano, dove c’è solo una porta!
Porca miseria questa non è una stanza ma un vero e proprio appartamento, notevolmente più grande del mio. Tutto il salotto è alla vista della città, una vetrata immensa dà la possibilità di scorgere un panorama mozzafiato. Un divano ad angolo occupa il centro della stanza, un tavolo con sei sedie subito a sinistra e al muro un impressionante televisore d’ultima generazione. All’estrema sinistra una porta. A destra dell’entrata subito dopo tre scalini, si vede un enorme letto con lenzuola bianche come il latte, tutto fottutamente fantastico.
<< Ti piace?>> mi chiede.
<< Beh sì, è bellissimo>> rispondo io sincera.
<< Mi fa piacere che tu gradisca>> mi dice lui e subito si avvicina a me appena chiude la porta. Merda!
Avvicina le sue labbra alle mie, morbide e calde così tanto da farmi accendere come un cerino.
<< Tutto bene?>> mi chiede ancora.
<< Ci hai ripensato?>> incalza.
<< No. >> ma d’istinto abbasso lo sguardo.
<< Sono solo un po’ tesa tutto qua!>> mi affretto a dire.
<< Stai tranquilla, facciamo un bagno così ti rilassi un po’!>> afferra le mie mani e mi porta nel bagno. Apre il rubinetto dell’acqua e mi guarda, io divento rossa come un peperone. Non mi sono mai sentita a mio agio a mostrarmi nuda davanti a qualcuno, non mi piace il mio corpo so che è completamente imperfetto e abbondante.
<< Mi dici che succede?>> il suo sguardo è serio.
A questo punto non posso far altro che essere sincera, le mie emozioni mi tradiscono in continuazione.
<< Mi vergogno a mostrarmi nuda >> oh che umiliazione!
<< Innanzitutto non devi vergognarti del tuo corpo, è bellissimo!>> mi dice lui.
<< Non mi hai visto nuda>> ribatto subito senza nemmeno riflettere prima di aprire bocca.
<< No, è vero, credo sia giusto lasciare a me giudicare>> sfila la pinza che ho nei capelli liberandoli dalla sua stretta.
Mi alza la maglietta scoprendo il mio reggiseno, io respiro a fatica sia dalla vergogna sia dall’eccitamento che mi provocano i suoi movimenti.
Mi slaccia il reggiseno e me lo sfila, la mia quarta di seno gli fa brillare gli occhi.
<< Credimi è meraviglioso>> le sue parole danno piacere sia alla mia stima che al mio sesso.
Mi abbassa i pantaloni e mi toglie le scarpe, rimango in mutande. << Mi dispiace deluderti principessa, ma sei da urlo!>> le sue parole sono piacevoli, ma il suo appellativo m’infastidisce.
Rimango a guardarlo mentre a uno a uno si toglie i vestiti. Non pensavo si potesse godere anche solo con la vista, e che vista! La sua erezione pronta mi lascia deliziosamente appagata, è eccitato per me!
<< Pensi di toglierti le mutande?>> mi chiede lui divertito.
Mi accorgo di non averlo fatto e mi sbrigo a toglierle senza pensare che avrebbe visto il mio sesso.
<< Molto meglio>> sorride e fa sorridere anche me.
Entriamo nell’acqua, la mia pelle, appena è accarezzata dalla schiuma e dal calore che emana, si elettrizza completamente, rimango comunque in un angolo della vasca, anche se piacevolmente tranquilla, almeno fino a quando lui non inizia ad accarezzare le mie gambe facendomi reagire.
<< Ok bambolina, ora mi dici la verità!>> la sua affermazione mi lascia di stucco, cavolo ha capito il mio gioco!
<< Che cosa vuoi dire?>> sono spaventata.
<< Dimmi la verità sei vergine?>> lui mi guarda.
<< No! Te l’ho detto! Ammetto di non aver avuto particolari esperienze sessuali ma non ho mentito!>> il mio tono è irritato e offeso, tento di alzarmi per andare via!
<< Ehi dove vai? Dai scusa non volevo offenderti >> mi afferra, io rimango a guardarlo al quanto infastidita.
<< Ok, ok scusa. Facciamo così, t’insegnerò io a godere ok? Fidati di me >> mi dice lui.
Bella parola, “fidati di me”, calcolando tutte le bugie che dice come faccio a fidarmi? Ma non ho altra scelta se voglio attuare il mio piano e poi in fondo ci guadagno una bella esperienza.
<< Ok >> rispondo io e mi risiedo di nuovo nella vasca.
<< Oh non vedo l’ora principessa>> quella parola m’infastidisce sempre di più, continua a burlarsi di me.
<< Vieni>> mi afferra le braccia trascinandomi a cavalcioni su di lui, la sua erezione è così prepotente che ho avuto la sensazione di averlo già dentro di me.
Le sue mani dietro le mie scapole mi tirano verso di lui, la sua bocca e la sua lingua assaporano il mio collo, una scarica mi attraversa ovunque concentrandosi alla fine lì. Scende piano fino al mio seno torturandolo con la bocca, il mio corpo reagisce a lui e al suo assalto aprendosi e concedendosi senza che il mio cervello possa dire qualcosa. Le sue mani spingono il mio sedere verso di lui, la sua erezione spinge ancora di più, dentro di me sento un piacere che s’irradia ovunque, mi esce un gemito.
<< Brava godi>> la sua voce è eccitata e vogliosa.
Il mio cervello perde tutta la capacità di ragionare, mi perdo nel mio piacere e nel suo. Tutti i miei nervi sono tesi ed elettrizzati, è davvero piacevole la sensazione che provo. Mi afferra dai fianchi e con un movimento entra dentro di me. La sensazione di appagamento e di sentirlo mi fa gemere di nuovo. Tanto il desiderio di sentirlo ancora e ancora che mi muovo su e giù, appagandomi sempre di più della sua intromissione. Anche lui con me si muove, il nostro movimento smuove l’acqua della vasca rovesciandola fuori, ma nessuno dei due rallenta, anzi! Una tortura piacevole si è fermata nel mio intimo, credo di esplodere, il mio primo vero e stratosferico orgasmo, mi godo quella sensazione lasciandola scoppiare e agitando i muscoli della mia vagina.
<< Oh >> Edward viene appoggiando la sua testa sul mio petto.
Non posso credere che si può arrivare a provare un piacere del genere, sono stravolta dal mio orgasmo, da tutte le emozioni che ho provato. Le mie mani sono strette al bordo della vasca anche per riuscire a non cadere come una pera cotta, la mia testa a penzoloni e i miei capelli bagnati sul suo magnifico viso.
<< Meraviglioso>> stacca le mie mani dal bordo portandole alla sua bocca. Il suo gesto mi emoziona, al tal punto che mi sento male, mi alzo in fretta per staccarmi da lui, staccarmi dalle emozioni. Tutto ciò mi ha provocato un vuoto dentro!
Lui esce dalla vasca e si avvolge l’asciugamano.
<< Rimani un altro po’, ordino qualcosa da mangiare>> mi dice, io rimango lì immobile e vuota.
Poco dopo mi alzo in tutta fretta, afferro i miei vestiti bagnati e vado in camera.
<< Hai qualcosa da prestarmi?>> gli faccio vedere i miei panni zuppi.
<< Dammi, in un’ora saranno asciutti>> mi dice.
<< Un’ora? Io devo andare>> mi sbrigo a dire.
<< Vuoi andare via? Dai rimani un po’!>> il suo sguardo è dolce e mi lascio convincere, fra un’ora andrò via, posso farcela.
<< Hai fame?>> mi chiede. In quel momento provo davvero di tutto! Appagamento, paura, piacere, sensi di colpa ma di sicuro non fame.
<< Non saprei>> rispondo io.
<< Dobbiamo rimetterci in forze piccola>> strizza l’occhio e di nuovo il suo appellativo m’infastidisce, riportandomi al vero motivo della mia presenza lì.

5

Il cameriere porta un carrello stracolmo di sfizi, Edward si fionda come un lupo, io mi siedo sul divano avvolta da un asciugamano morbidissimo. I suoi occhi sono fissi su di me, so che sta cercando di studiare le mie emozioni, sono sicura che si sente padrone e artefice del mio piacere, e in parte è vero ma non lascerò mai che se ne approfitti.
<< Dai mangia>> insiste ancora. Io afferro uno stuzzichino e per mia sorpresa ho fame. Continuo a mangiare e bere il fantastico vino che ha aperto per festeggiare.
Non posso far a meno di pensare a cosa sto facendo, non sono una fredda esploratrice dei miei piaceri, non sono male intendiamoci ma vogliamo paragonare tutto questo quando ci si abbinano i sentimenti? Davvero non posso credere che qualsiasi donna ad ogni sua arresa sessuale non lasci una parte del suo cuore. Il piacere che ho provato era da lasciare senza fiato, tutti i miei nervi reagivano a lui e al suo movimento dentro di me, come un fiume in piena, emozionata e sconvolta avrei lasciato a lui tutto ciò che mi apparteneva, dal mio cuore al mio sfrenato piacere. Invece no! È solo una questione pratica, fredda meccanica.
<< Tutto bene?>> mi chiede.
<< Si certo>> rispondo io.
<< Sembravi pensierosa>> continua lui. Io non rispondo più.
<< Non pensare troppo, lascia andare le tue sensazioni e le tue emozioni >> lo dice guardandomi negli occhi.
Si avvicina a me, si china leggermente e appoggia le sue labbra alle mie, e di nuovo il mio corpo risponde a lui come un interruttore appena toccato. Mi apre l’asciugamano, rimango nuda alla sua vista, mi sposta i capelli umidi da un lato, i suoi movimenti sono lenti e travolgenti, tanto da farmi restare incantata.
Le sue mani afferrano i miei seni, quel tocco mi fa sospirare, stringe tra le sue dita i miei capezzoli che s’induriscono all’istante, è straordinario come loro deliziano e ringraziano i suoi movimenti, gemo!
La sua bocca prende il posto delle sue mani che intanto scendono lì al centro di tutto il piacere.
<< Oh bambolina, sei già bagnata>> il mio clitoride vibra appena le sue dita lo accarezzano. Mi apro di più a lui, la mia testa si rovescia all’indietro completamente presa da quei sensi straordinari, nel mio stomaco si concentra ogni tipo di nervo fino ad esplodere, oh che meraviglia!
Travolta da un nuovo orgasmo, Edward mi sdraia sul divano mi tira a lui, trapassa ogni centimetro con lentezza e piacere infinito, urlo di nuovo, è troppo bello sentirmi riempire in quel modo! La mia schiena si piega di nuovo, le mie mani afferrano il divano e tirano quasi a strapparlo, lui si aggrappa alle mie gambe, piegate nel modo giusto per lasciargli lo spazio affinché possa penetrare fino in fondo. Il suo piacere si sente sotto forma di voce, sotto forma di spinta e infine nel modo più bello possibile dentro di me, lasciando uscire il frutto del suo desiderio. Ancora in preda al mio godimento e a occhi chiusi posso solo pensare che non posso e non voglio rinunciare a questo. Lui si avvicina dolcemente e appoggia le sue labbra sulle mie, apro immediatamente gli occhi sorpresa dal quel gesto così dolce. Mi muovo per staccarmi da lui ma mi blocca.
<< Lasciami ancora un po’ in paradiso>> mi dice. Io rimango ferma ma giro la testa di lato e in quel momento lui esce lasciandomi di nuovo un senso di vuoto spaventoso. Mi dice che fa una telefonata e va nella stanza di là. Io mi ricompongo subito, mi perdo nella magnifica vista della città, le luci danno vita alla notte. Il mio corpo sta divinamente bene, ma un senso di colpa mi pervade ovunque come se non meritassi quel piacere, di sentirmi così appagata. La mia testa quasi esplode per tutti i pensieri belli e brutti che la attraversano. Bussano alla porta, Edward non si vede, avvolgo per bene il mio asciugamano e vado ad aprire. Il cameriere mi porge i nostri vestiti perfettamente asciutti e piegati sfoggiando un sorriso dolcissimo, anch’io a mio volta gli regalo un sorriso, ma nel giro di un secondo sul suo viso appare imbarazzo << Le ho portato i vestiti sig. Hunt>> dice. Mi giro e vedo Edward con un’espressione seria e mi sposta, chiude la porta senza spiccicare una parola. Mi sento come se avessi commesso un omicidio.
<< Hanno bussato >> mi affretto a dire.
<< La prossima volta aspetta me, non voglio che ficchino il naso nei miei affari>> risponde lui irritato.
Certo! Figurati se vuole che gli altri lo becchino a tradire sua moglie! M’infastidisco.
Mi sbrigo a vestirmi per scappare via il prima possibile. Per tutto il tempo rimane in silenzio e freddo come il ghiaccio. Usciamo dall’harem del piacere e ci infiliamo in ascensore. La situazione mi ha talmente innervosita che i miei occhi s’inondano di lacrime, faccio il possibile per trattenerle.
Mi alza il mento e lo gira verso di lui << Non mi piace che stai così>> mi dice.
Il mio istinto parte prima che io possa ragionare sulle mie parole << Non capisco cosa ho fatto per farti arrabbiare>>.
<< Niente principessa>> e di nuovo quella parola mi fa sentire inadeguata.
<< Tu non devi mai preoccuparti capito?>> appoggia le sue labbra alle mie, in quel momento ne ho un estremo bisogno e lo bacio vogliosa di lui. Stringe le sue mani ancora di più sbattendomi alla parete dell’ascensore e si divora la mia bocca. Il mio cervello ha smesso di funzionare.
Quando si aprono le porte dell’ascensore, mi afferra la mano e mi porta alla macchina pronta per accompagnarmi a casa, a quel punto completamente stordita dalla sua foga decido di spegnere il cervello e godermi il gonfiore delle mie labbra.
Sdraiata sul mio letto fisso il soffitto sentendomi persa. Non so davvero cosa pensare e non ho particolare voglia di farlo, riesco solo a pensare che tutte queste emozioni mi spaventano, ma allo stesso tempo le bramo. Il donarsi, il lasciare uscire le proprie emozioni, i propri piaceri è devastante e necessario. All’improvviso ti accorgi di aver bisogno di questo, sentendoti in colpa e allo stesso tempo assetata più che mai. Sento il corpo cambiato, trasformato. La donna che è in me si è risvegliata all’improvviso. Le mie forme prima buffe diventano ora attraenti e armi per sedurre, tutto questo grazie alla capacità di eccitare, dare piacere a una persona, semplicemente regalandogli una parte di te.

6

Mi alzo dal letto, basta pensare e straziare il mio cervello. Decido di preparare qualcosa da mangiare.
Metto la musica e mentre cerco di ballare preparo la carne in umido.
Ciao tesoro
Scusami ma non rientro
Rimango da Stefan…
Baci baci
Alice”
Leggo il messaggio di Alice, miseria avevo preparato anche per lei. Non amo mangiare da sola!
Apro una bottiglia di vino e inizio a muovermi in casa sotto le note della musica che si espande ovunque. Lascio uscire la forza e l’energia che il mio corpo ha addosso.
Sento bussare alla porta molto forte, corro ad aprire e mi ritrovo Edward alla porta.
<< Perché non rispondi?>> è alquanto irritato.
<< Rispondere cosa?>> dico subito stranita.
<< Ti ho mandato dei messaggi e ti ho chiamata, mi stavo preoccupando. >> mi dice lui.
Guardo il telefono, ci sono due messaggi e tre chiamate, oh merda!
<< Scusa ascoltavo la musica e non mi sono accorta di nulla, comunque non devi preoccuparti per me!>> ribatto subito.
<< Ok!>> risponde lui secco.
Mi sento in colpa per avergli detto quelle parole, è venuto qua per me!
<< Ho cucinato qualcosa vuoi rimanere?>> non avrei dovuto farlo, ma è un po’ per farmi perdonare un po’ perché mi piace che sia qui.
<< Sì perché no!>> si accomoda al tavolo. Gli offro un bicchiere di vino che accetta volentieri e rimango in piedi imbarazzata senza aprire bocca. Come si comportano due persone che fanno solo sesso quando non lo fanno?
Inizio a preparare la tavola sempre in silenzio, anche lui non dice assolutamente niente e continua a osservarmi.
<< Wow ottimo davvero>> mi dice lui. Io sfoggio un sorriso compiaciuto e ringrazio dolcissima.
<< Quando vuoi sei dolcissima>> il suo sguardo è penetrante ed io arrossisco immediatamente.
<< Mi piace la musica che ascolti>>
<< Mi piacciono molto i balli divertenti >> rispondo subito.
<< Immagino che sai ballare bene>> mi dice ridendo.
<< Immagini male, non sono un fenomeno>> confesso io.
Allunga una mano invitandomi a ballare.
<< Te l’ho detto non so ballare>> insisto io.
Piega la testa di lato come a pregarmi ed io cedo.
<< Devi solo lasciarti guidare da me e seguire il mio corpo, sono sicuro che ne sei in grado>> mi fa l’occhiolino.
Sorrido << Ok>> e per mia sorpresa sotto la musica inebriante di “DON’T LET ME BE MISUNDERSTOOD” lui riesce a farmi ballare decisamente bene. Mi concentro sui suoi movimenti cercando di seguirli, riesco a capire quali vuole fare attraverso i suoi muscoli e il suo sguardo, è meraviglioso.
Dopo una giravolta mi blocca le mani dietro la schiena, si avvicina lentissimo e mi bacia ed io mi accendo subito. Quando si stacca, senza nemmeno accorgermene mi mordo le labbra e sulle sue si forma un sorriso malizioso e compiaciuto.
<< Perché non mi spogli?>> mi chiede lui. Io sono elettrizzata come non mai. Quando lo osservo meglio, mi accorgo che indossa un fottutissimo elegante completo nero, camicia bianca e cravatta scura, le mie mani bramano dal desiderio. Gli sfilo la giacca e l’appoggio alla sedia, allento e sfilo la sua cravatta, sbottono la camicia godendomi ogni frammento di pelle che riesco a vedere, è eccitante e mi bagno subito.
Accarezzo il suo petto bagnandomi le labbra, desidero baciarlo ovunque.
<< Continua>> la sua voce è bassa e terribilmente calda.
Slaccio la cintura e il bottone del pantalone, abbasso la cerniera, piegandomi a mia volta sospiro alla vista della sua erezione pronta! Non ho mai desiderato e pensato di fare un pompino, ma mai come ora desidero assaggiarlo, gustarlo, mangiarlo. Senza pensarci più di tanto, lasciando uscire l’istinto lo assaporo. Il suo profumo, il suo movimento mi rende vogliosa e desiderosa di portarlo al piacere. I suoi muscoli s’irrigidiscono ad ogni mio assalto. Continuo fino a sentirlo gridare ed esplodere.
Quando mi alzo, ha gli occhi chiusi e la testa rivolta in basso, sono orgogliosa di me per averlo fatto godere tanto.
<< Sei bravissima>> mi dice con un filo di voce.
<< Beh calcolando che è la prima volta!>> dico io senza riflettere, cavolo perché l’ho detto?
<< Dici sul serio?>> mi chiede lui stupito.
<< Si>> ormai non posso mentire.
<< Oh bambolina >> mi afferra il mento e mi morde le labbra.
Mi sfila la maglietta e inizia baciandomi e leccandomi il collo, gemo a sentire le sue labbra bagnate. Toglie il mio reggiseno e le sue mani iniziano a gustarsi i miei capezzoli che rispondono immediatamente a lui. Sbottona i miei pantaloni lasciandoli cadere, mi affretto a togliermi le scarpe e tutto il resto. Mi afferra dalla vita e mi fa sedere sul tavolo, tira su le mie gambe piegandole completamente. Mentre la sua bocca delizia ancora il mio seno, le sue mani tintinnano il mio clitoride, il mio corpo e la mia mente rispondono deliziata da quel piacere gemendo. La mia testa cade all’indietro per riuscire a respirare, un suo dito s’insinua dentro di me e gemo.
Un altro dito ancora, gemo.
Un altro dito ancora, urlo il suo nome disperata.
Le sue dita si muovono dentro provocando un’ondata di stratosferico piacere, non controllo più nessuna emozione e terminazione nervosa, tutto si concentra in quella fessura deliziosamente torturata, al culmine del mio godimento esplodo gridando il suo nome.
Completamente travolta dal mio orgasmo, rimango a occhi chiusi e respiro affannosamente, lui si avvicina e bacia il mio collo. Si può godere di più? Non saprei, ma non vedo l’ora di scoprirlo.
Ci rivestiamo senza nemmeno una parola.
<< Vado, domani ho molto lavoro>> mi dice, poi si avvicina e mi bacia.
Che cosa avevi creduto Grace, che davvero lui fosse venuto perché era preoccupato per te? Smettila di credere alle favole voleva solo scoparti principessina del cavolo!
Spengo lo stereo, riordino la cucina e vado a letto, lì non riesco a trattenere le lacrime.


7

Mi alzo davvero tardi, sono ormai le dieci passate, non combinerò niente, starò a casa a poltrire.
Guardo il cellulare e mi accorgo che poco più di un’ora fa mi è arrivato un suo messaggio.
Buon giorno mia Grace
Edward”
Il suo messaggio mi emoziona, stavolta niente “bambolina” o “principessa”, decido di rispondergli.
Buon giorno a te Edward Baci
Grace”
La sua risposta è immediata.
Dove sei? E”

A casa a poltrire… G”

Non lavori oggi? E”
Mi viene in mente di non avergli specificato nulla di questo, cavolo cosa rispondo adesso? Forse è meglio essere sincera in fondo non c’è niente di male.
Io non ho un lavoro
Sarei dovuta uscire per cercarlo…
Ma oggi non mi va!
G”
Mi risponde subito.
Perché non me l’hai detto?
Potevo aiutarti…
E”

Non devi aiutarmi…
Sono cose mie queste!
G “
La mia risposta è irritata, non vedo perché dovrebbe aiutare la sua amichetta dei giochi!
Ok… Quindi sei libera? E “

Si…. Grace”

Ti andrebbe di venire nel mio ufficio? E “

Ok passo…G”
Mi preparo, passerò a salutarlo.
Entro nel palazzo dove si trovano gli uffici della Rebecca’s Style, il signore allo sportello mi dice di salire al quattro piano. Quando le porte dell’ascensore si aprono un enorme piano si presenta ai miei occhi, subito alla mia sinistra c’è una signorina al quanto carina, è al computer. Ci saranno almeno dieci porte lungo tutto il corridoio e proprio di fronte all’ascensore ce n’è una con scritto “Edward Hunt direttore generale”.
Mi avvicino alla segretaria << Salve sono Grace Harper… >> non finisco nemmeno la frase che quella risponde subito << Sì il sig. Hunt la sta aspettando per il colloquio, la porta in fondo grazie>>.
Il colloquio?
Mi avvio verso il suo ufficio, la porta è aperta. Quando mi affaccio, lui è intento a scrivere qualcosa, educatamente busso. Alza subito lo sguardo e mi sorride << Chiudi pure la porta>> mi dice.
<< Ciao principessa>> dice mentre si alza per salutarmi, partiamo bene!
<< Ciao >> rispondo io.
<< Sono contento di vederti>> aggiunge. Io sorrido.
Si avvicina e inizia a baciarmi il collo << Edward non credo sia il caso, potrebbe entrare qualcuno>> mi affretto a dire.
<< Non entrerà nessuno, sono io il capo>>.
Abbasso lo sguardo, sono proprio stupida! << Non vedo l’ora di iniziare>> dice all’orecchio. Io inizio ad andare a fuoco, perché ogni cosa che dice mi accende in un secondo?
<< Mantengo sempre le promesse>> strizza l’occhio.
<< Quale promessa?>> chiedo io.
<< Sbaglio o ti ho chiesto se volevi venire qua nel mio ufficio? Credimi ne ho tutta l’intenzione>> cavolo non l’avevo inteso in quel modo!
<< Non pensavo che intendessi in quel senso>> arrossisco!
<< Sicura che non vuoi?>> mi chiede maliziosamente, io sono già terribilmente eccitata. Sicura Grace che vuoi rinunciare?
<< Cosa proponi di preciso?>> chiedo io, lui sorride.
<< Mi piace quando vieni, voglio godermi il tuo piacere>> mi dice lui.
Sorrido, l’idea di quello che mi aspetta mi ha già fatto bagnare!
Mi alza la gonna e mi tira giù le mutandine << Signorina sono già bagnate>> sorride, io alzo le spalle e sorrido.
<< Vieni qua>> prende la mia mano mentre getta le mie mutande sulla sua scrivania. Mi avvicina alla poltrona << Metti una gamba sul divanetto>> io lo faccio. Si avvicina e mentre mi bacia il collo, la sua mano invade prepotentemente il mio intimo << Oh Grace>> chiude gli occhi, le sue dita iniziano una danza viziosa sul clitoride, i miei nervi iniziano ad agitarsi in tutti i modi, faccio fatica a stare buona. << Devi godere in silenzio capito?>> annuisco. Con l’altra mano mi avvolge la vita, mi tiene stretta.
<< Cerca di trattenerti un po’>> mi bacia. Oh come faccio a trattenere questa esplosione di piacere? Comunque faccio il possibile per prolungarlo.
Infila un dito, la mia bocca si apre ma non esce un filo di voce, comincia a muovere il suo dito avanti e indietro, la sua lingua si gusta le mie labbra, oh che magnifica tortura!
Non resisto più, ho bisogno di lasciar uscire tutto il mio godimento, afferro la sua giacca tra le mie mani e stringo per soffocare l’urlo che farei uscire volentieri, appoggio la testa al suo petto ed esplodo.
Rimango appoggiata a lui respirando a fatica, lui mi regge con la mano, è stato magnifico. In piedi nel suo ufficio con tutti i suoi dipendenti a meno di 10 metri da noi.
Quando mi ricompongo, mi accorgo della sua erezione, e sorrido, lui con me!
Si siede alla sua scrivania, afferra le mie mutande e le mette in un cassetto.
<< Ehi dammele!>> brontolo io.
<< Non credi che mi meriti qualcosa?>> sorride
<< Sarà eccitante immaginarti nuda per strada >> i suoi occhi s’infiammano. Prendo la mia borsa lo guardo soddisfatta e mimo sulle labbra un grazie, sincero! Esco dal suo ufficio sentendomi sulle nuvole.
Ormai chiusa da sola nell’ascensore respiro più che posso e scoppio a ridere, wow!
Fuori dal palazzo una folata di vento fa quasi alzare la gonna. Mi sale un brivido, un brivido di eccitazione.
Una folata di vento mi stava alzando il vestito
Più che immaginare, qualcuno poteva vedere
;)
Grace”
Sorrido tutta eccitata…
Ummmmmmmmmmm
E “
La sua risposta mi manda in tilt!




8

Cosa mi aspetta? Che cosa voglio? Belle domande. Rimango sempre dell’idea che l’amore sia altro ma davvero è così male tutto questo? Sto provando cose che non immaginavo. Nella mia idea d’amore per sempre non era contemplato il piacere, come se non fosse necessario. Inizio a pensare che non possa esserci amore senza davvero dare tutto di se stessi, cuore, passione, piacere! Io da un uomo vorrei tutto anche il suo modo di farmi uscire di testa. Oh miseria devo staccarmi da lui, mi strega, mi tenta, mi rende viva! Il mio corpo non si è mai sentito così vivo e desiderato. Non ho più paura delle mie forme, almeno davanti a lui. Adoro come mi guarda, come mi brama. Adoro e contemplo il suo corpo. Riesce ad accendermi come niente, ma forse lui sa come si fa, sono io che ancora credo al mondo delle favole. Probabilmente lui ha soddisfatto mille donne, invece io mi entusiasmo per averlo eccitato pochi minuti, oh sono ridicola!
Nel pomeriggio mi arriva un suo messaggio.
Sono molto impegnato al lavoro
Ci vediamo presto vedrai
E “
Sarà sazio!
Alice m’invita a una serata delle sue, io accetto e per la prima volta molto volentieri. Voglio divertirmi, voglio lasciar uscire la mia allegria.
Mi vesto sexy, mi sento sexy! Al locale ballo e mi diverto da matti. I drink scendono come non mai. Marc mi guarda strano, ma a me non importa, non importa più ciò che può capire la gente.
La testa inizia a girare di brutto, afferro il mio cellulare e vado a prendere una boccata d’aria. Non so davvero se è stato tutto quell’alcol a rendermi così tranquilla o cosa, ma decido di chiamare Edward, voglio sentirlo.
<< Ehi ciao>> rido
<< Ciao bambolina, hai bevuto?>>
<< Noooooo>> urlo
<< Dove sei?>> mi chiede.
<< Al locale, tranquillo mi sto solo divertendo>> rispondo io reggendomi a mala pena.
<< E’ meglio che torni a casa signorina>>
<< E perché?>> rispondo io divertita.
Marc esce e si avvicina, avvolge la sua mano sui miei fianchi e tocca il mio sedere << Marc non toccarmi>> grido io.
<< Che cazzo succede?>> chiede Edward. Merda! << No niente>> mi sbrigo a dire mentre Marc si stacca subito.
<< Arrivo>> mi dice lui e chiude. Oh cavolo e adesso?
<< Scusa Grace non volevo >> Marc si giustifica subito.
<< Non preoccuparti ok?>> gli dico.
E adesso? Lui sta per arrivare, cosa faccio? Ehi aspetta un minuto! Perché dovrei preoccuparmi? Non sono sua moglie. Convinta e sicura l’aspetto. Quando scende dalla macchina serio e arrabbiato tutte le mie sicurezze vanno a farsi friggere.
<< Non dovevi venire>> parto subito all’attacco.
<< Sì, infatti>> risponde lui arrabbiato. Io mi ammutolisco.
Alice esce dal locale. << Ehi Grace tutto bene?>> uhm cavolo non sono una bambina.
<< Si non preoccuparti>>
Alice guarda Edward di traverso. << Ciao sono Edward>> le dice.
<< Ciao >> risponde lei fredda
<< Penso sia meglio che Grace torni a casa>> ribatte lui.
<< Si forse è meglio>> dice lei.
<< Se permettete, decido io>> rispondo arrabbiata alzando la voce.
<< Stai tranquilla Alice ci vediamo domani>> giro i tacchi e mi avvio alla macchina di Edward. Non voglio stare nemmeno con lui ma tra le due situazioni è la meno peggio, almeno spero.
Entro in macchina infuriata, Edward poco dopo di me, io incrocio le braccia e rimango in silenzio.
<< Dimmi, sei uscita fuori di testa?>> mi chiede lui.
<< Non sono affari tuoi signorino>> rispondo io spavalda. Lui tace e anch’io, appoggio la testa allo schienale e credo di essermi addormentata.
Mi sveglio nel letto dell’hotel, le lenzuola profumano di pulito. Mi guardo intorno ma di lui nemmeno l’ombra. Mi alzo e cerco di capire qualcosa. Nella stanza di là c’è la luce accesa, mi affaccio e Edward è al computer.
<< Ciao >> gli dico subito.
Alza lo sguardo ma non dice niente.
<< Scusa non volevo farti arrabbiare>> le mie parole sono sincere, mi sento una merda per come mi sono comportata. Mi guarda dolcissimo, io abbasso lo sguardo. Si alza e viene verso di me, mi abbraccia e mi regala un bacio mozzafiato.
Appoggio la testa sul suo petto << Scusa>> dico ancora, senza nemmeno ragionare su quello che dico, ma voglio che adesso non sia arrabbiato con me.
Alza il mio mento con un dito, i suoi occhi si perdono in me, oh!
Si abbassa verso le mie labbra, il suo bacio mi fa sciogliere letteralmente, mi accende. Mi appoggia alla scrivania e continua a invadere il mio collo, le mie labbra, il mio orecchio, ansimo come una matta!
Mi sfila la maglia e toglie il reggiseno, i miei capezzoli sono già duri e pronti, e il mio corpo già attivato al suo attacco. Mi fa sedere, poi mi sdraia, allarga le mie gambe e la sua bocca lecca, mangia, morde, succhia il mio intimo, io a fatica controllo il tremolio delle mie gambe, urlo il suo nome come non mai.
Le sue mani pizzicano e stringono i miei capezzoli così forte che lo imploro di fermarsi.
Dalla punta dei miei piedi alla punta dei miei capelli sento una scossa elettrica quasi dolorosa, esplodo quasi piangendo.
Respiro a fatica, le sue mani mi tirano giù dalla scrivania, mi gira e mi sdraia a pancia in giù di nuovo. Apre le mie gambe quasi violento, e senza nemmeno aspettare un secondo le sue dita s’insinuano dentro di me, una, due, tre dita. Le mie mani si aggrappano ai bordi della scrivania quasi a strapparli. Il suo assalto è un misto tra il violento e l’eccitato, mi tortura, mi sconvolge, mi eccita.
Un altro dito entra nel mio sedere, l’inaspettata intromissione mi manda in tilt, urlo di nuovo il mio piacere e la mia paura. Le dita insieme si muovono all’unisono, in tutta quella zona sento un vero e proprio fuoco, cedo di nuovo ad un orgasmo da paura, è forte e doloroso, stavolta le lacrime non riesco a trattenerle. Rimango ferma sotto la sua presa, e quando entra dentro di me, imploro che finisca tutto. Le mie parole e le mie urla finiscono al vento, continua a sbattermi su quella scrivania fino ad un mio nuovo orgasmo e finalmente anche al suo.
Continuo a piangere e le mie gambe tremano, le sento pesanti e vorrei crollare a terra. Edward mi prende in braccio e mi stringe.
<< Tranquilla ti porto a letto>> mi bacia i capelli.
<< Oh Edward>> continuo a singhiozzare. Cosa mi succede? Non riesco a trattenere niente, ho bisogno di lui, ho bisogno di rimanere lì tra le sue braccia.
Mi mette sul letto e rimane abbracciato a me fino a quando non riesco a calmarmi. I miei occhi persi nei suoi, vorrei urlargli di amarmi, di stringermi, ma rimango a guardarlo più dolce possibile.
Mi bacia << Dormi mia principessa>> chiudo gli occhi e dormo.


9

Quando apro gli occhi Edward è lì a fianco a me. La sua espressione è dolce e tranquilla. Ammetto che mi piacerebbe essere sua anche nel suo cuore! Ma non è così e devo togliermi questo pensiero dalla testa. Sapevo che mi potevo far male, ma non pensavo di soffrire così. È meglio finire questa storia subito! Al più presto devo rubargli il numero di telefono della moglie e farle sapere l’ora del nostro appuntamento. Poi sparirò e lui sparirà dalla mia mente, dal mio corpo e dal mio cuore.
Mi alzo e vado in bagno, al mio ritorno è sveglio.
<< Buon giorno>> dico sorridendo.
<< Buon giorno bambolina>> risponde lui. Ecco un buon modo per rovinarmi la giornata!
Inizio a vestirmi. << Ehi dove vai?>> mi chiede.
<< Scusami, stamattina avrei delle cose da fare>> gli rispondo.
<< Dai rimani qui con me, non te ne pentirai>> mi dice.
Il bello è che me ne sono già pentita << No, mi dispiace>> rispondo con un sorriso.
<< Ok ti faccio accompagnare>> mi risponde lui.
<< No tranquillo faccio da sola>> saluto con una mano ed esco dalla stanza. Mi sbrigo ad entrare in ascensore e premo il bottone pregando che si sbrighi. Fuori dall’hotel respiro.
Quando apro la porta di casa sul tavolo trovo un biglietto di Alice “chiamami” prendo il telefono e la chiamo subito.
<< Oh Grace, come stai?>> mi chiede subito.
<< Sto bene Alice stai tranquilla>> le dico subito.
<< Sono stata in ansia tutta la notte>> io ripenso a quello che invece ho fatto io.
<< Te l’ho detto sto bene>>
<< Quindi è lui?>>
<< Sì>>
<< Senti non mi piace per niente questa storia, non è per te, lascia stare tutto>>.
<< Alice sono abbastanza adulta da decidere da sola>> rispondo io irritata.
<< Sentiti! Non avresti mai risposto così prima. Ti sta cambiando>>
<< Credo di essere cresciuta Alice>> la mia affermazione è terribilmente reale, mi rendo conto che queste esperienze mi abbiano fatto crescere nel bene e nel male.
<< Credo di sì>> mi risponde lei amareggiata.
<< Alice ti prego stai tranquilla, se ho bisogno lo so che tu ci sarai>> le dico io.
<< Ricordatelo! A dopo Grace>>
<< Ciao >> attacco e corro a farmi una doccia.
Esco di corsa da sotto il getto d’acqua, mi avvolgo l’asciugamano come meglio posso e vado ad aprire, bussano alla porta!
<< Cosa ci fai qui?>> Edward è serio.
<< Apri sempre così conciata?>> mi chiede.
<< Da come hai bussato, sembrava urgente>> ribatto io.
<< Sbaglio o avevi da fare?>> mi chiede irritato.
<< Sì, infatti>> rispondo io. Entra abbastanza prepotentemente.
<< Senti a cosa stai giocando?>> mi chiede serio.
<< Cosa? A nessun gioco!>> ribatto io. Inizio a tremare.
<< Hai scelto tu di accettare, ma credo che tu non voglia affatto>>.
<< Non so cosa vuoi dire>> rispondo io.
<< Nessuno ti ha obbligato giusto?>> si ferma un secondo ed io annuisco con la testa.
<< Eppure sembri obbligata!>>
<< No ti sbagli, sono solo tutte cose nuove, ma non voglio rinunciarci >> le mie parole non sono mai state più vere. Abbasso la testa mortificata.
<< Lo spero! >> si avvicina e mi accarezza i capelli bagnati, alzo lo sguardo. << Sei bellissima così sai?>> mi bacia.
Il suo tocco mi fa salire un brivido. Il suo dito accarezza piano tutto il mio collo, io mi mordo le labbra e come sempre il mio corpo risponde immediatamente al suo tocco.
Afferra con i denti il mio labbro martoriato, non mi fa male, anzi è terribilmente eccitante. Le nostre bocche si divorano. Mi afferra e mi siede sul tavolo, le sue mani sono ovunque. Il mio corpo reclama tutta la sua attenzione, mi scappa un gemito.
Si allontana e appoggia la sua fronte alla mia << Devo andare >> mi dice. Io sono così eccitata che quelle parole fanno davvero male.
<< Non fare quel musino>> mi dice.
<< Non è giusto, mi hai eccitata>> ribatto io.
<< Mi faccio perdonare stasera se vuoi!>> lo guardo negli occhi e annuisco, sulle mie labbra si legge un sorriso di piacere. Edward mi afferra il mento e mi bacia, farfugliando che lo faccio impazzire. Mentre lui esce, rimango sul tavolo qualche minuto per respirare.
Mi preparo più carina possibile. Alice mi guarda ma non dice una parola, so che non vuole che io vada da lui, ma dopo la mia risposta di oggi non si azzarda a dire niente. Indosso un vestitino molto aderente, sembra quasi un vestito da sera. L’avevo comprato per una cerimonia insieme a mia madre l’anno scorso. È un tubino blu scuro senza spalline, il mio seno quasi schizza fuori. È molto provocante per questo non l’ho mai indossato, nemmeno a quella cerimonia. Lego i capelli in una coda morbida che lascio cadere da un lato sulla spalla, indosso i tacchi e sono pronta. Quando sento bussare alla porta mi fiondo ad aprire, dico ad Alice di non aspettarmi. Per mia sorpresa c’è l’autista di Edward.
<< Prego signorina>> mi apre lo sportello dell’auto, mi siedo stranita. Arrivati all’hotel, mi avvio in camera come sempre. Busso alla porta dolcemente, rimango quasi pietrificata, è da svenire! Indossa i jeans aderenti, una maglietta nera che praticamente gli fa da seconda pelle ed è scalzo!
<< Cavolo principessa sei bellissima>> la sua mano si stringe alla mia vita e mi trascina a sé appiccicando le sue labbra alle mie.
<< Dai girati, fammi vedere>> prende la mia mano e mi fa fare un giro. << Cavolo>>.
<< Avevo preparato una sorpresa, ma devo dire che neanche la tua scherza>> si avvicina e mi accarezza il sedere.
<< Che sorpresa?>> chiedo io.
<< Un gioco bambolina>> mi risponde.
<< C’è una cosa che vorrei che tu indossassi stasera>> piega la testa.
<< Puoi farlo per me?>> chiede.
<< Si ok>> mi avvio in camera, cavolo mi ero preparata così bene!
Sul letto trovo solo un paio di tacchi e basta! Provo a guardarmi intorno per vedere se trovo qualcosa, ma niente. Oh cavolo vuole che stia solo con le scarpe! La mia intimità fa un sussulto.
Mi spoglio e indosso le scarpe preparate da lui, sono fottutamente alte ma di una bellezza unica. Decolté nere e tutto il tacco è ricoperto da strass. Rimetto i capelli di lato e vado da lui. I suoi occhi s’infiammano appena mi vede. Io vado a fuoco per l’eccitamento e per la vergogna!
<< Non diventare rossa, non devi vergognarti di me, sei bellissima>>io sorrido. Mi accorgo che la tavola è stracolma di ogni ben di Dio. Soprattutto pesce, frutta e dolci.
In mezzo alla stanza ci sono due sedie, una di fronte all’altra. Il mio cuore e la mia vagina battono forte.
Allunga la mano per farmi sedere su una delle due sedie. Mi lascio trasportare dal suo gioco.
<< Hai fame?>> mi chiede.
Annuisco.
Afferra un gamberetto, lo immerge in una salsa e si avvicina << Apri la bocca>> io eseguo, il sapore è straordinario. Il gamberetto è tiepido mentre la salsa è freddissima, quel contrasto è delizioso. Si alza e ripete la stessa cosa ma il gamberetto lo mangia lui mettendosi seduto di fronte a me. Ho desiderato di essere quel gamberetto. Si alza ancora, il mio respiro è irregolare, e adesso?
Con le mani afferra un pezzo di aragosta abbastanza grande, spruzza sopra il limone e poi adagia solo una punta nel peperoncino. Si avvicina e si siede.
<<Succhialo >> mi dice. Apro la bocca, succhio tutto il limone e il peperoncino, la mia bocca va a fuoco. Lo sfila e lo mangia, ora va a fuoco anche il resto del mio corpo.
Quando ingoia, si avvicina e mi bacia << Ci voleva il limone>> mi fa l’occhiolino, io sorrido maliziosa.
Si alza di nuovo, mi agito sulla sedia. Afferra una conchiglia enorme, prende una salsa e gliela adagia dentro. Si avvicina a me.
<< Prendilo solo con la lingua>> io eseguo, tutta la salsa mi sporca le labbra, avvicina la sua sedia e mi lecca, chiudo gli occhi, inizio davvero a vacillare.
<< Hai sete?>> mi chiede.
<< Si grazie>> rispondo io. Versa del vino in due calici. Si avvicina ed io allungo la mano, lui si ferma.
<< No! Signorina, ci penso io>> avvicina il bicchiere ma non tocca le mie labbra, apro la bocca e lui ci fa cadere un po’ di vino. Un po’ cade sul mio collo, lui provvede subito ed io gemo.
Beve un sorso e poi lo lascia fare anche a me. Si alza di nuovo e prende un piatto, sopra ci sono tutte le verdure.
<< Inizio ad avere fame>> la sua frase è terribilmente maliziosa. Prende una carota…
<< Apri le gambe >> io rimango a guardarlo spaventata.
<< Fidati di me>>
Io mi fido e apro le gambe come mi ha chiesto. La punta della carota striscia e stuzzica il mio clitoride, io sono già bagnata. Abbasso la testa all’indietro, esasperata ed eccitata dal suo gioco, lo chiamo ansimante.
<< Dimmi vorresti che la mettessi dentro?>> mi rendo conto che lo voglio eccome, il mio sì è pieno di desiderio. Lui continua a strisciarmi poi la toglie e la morde, apro la bocca dallo stupore e dal desiderio.
Si alza ancora una volta, afferra una fragola e si siede di fronte a me. La passa su tutte le mie labbra, un giro, un altro e un altro ancora. Si ferma, i suoi occhi sono fissi nei miei, all’improvviso infila un dito dentro di me, d’istinto apro la bocca, infila la fragola e toglie il dito. Mi ritrovo a mordere quel frutto, lui mangia quello che rimane fuori avvicinandosi a me. Si alza ancora, il mio corpo non sopporta più nessuna insinuazione. Prende il coltello e taglia qualcosa. Si avvicina con un pezzettino di pesca sciroppata. Tutto il succo cola dalla sua mano. Appena lui si avvicina io lecco dal suo polso, il sapore dolciastro m’inebria. Il desiderio di lui, la voglia di eccitarlo a mia volta mi rende spavalda ed erotica. Preso dal desiderio, afferra il mio capezzolo per strizzarlo. Raggiungo le dita che racchiudono il frutto proibito e glielo strappo succhiando. Mi afferra il mento bloccando la mia masticazione, infila la lingua e lo ruba a me. I nostri occhi sono fuoco puro. Si abbassa sui miei capezzoli e li morde mentre il suo dito tortura la mia intimità, lo imploro!  
<< Oh ti prego Edward>> non resisto, ho bisogno di venire, di esplodere!
<< Shhhh, goditi il tuo piacere, non avere fretta>> mi dice all’orecchio.
Riprende il bicchiere di vino e lo appoggia alla mia bocca. Il liquido aspro s’insinua sulla mia lingua.
<< Non ingoiare >> io eseguo. Infila un suo dito nella mia bocca e gioca con la lingua e il vino, io faccio il possibile per non far cadere nulla. Tira fuori il dito e mi dice di mandare giù mentre lui si lecca il dito.
Mi tende la mano e mi fa sdraiare sul divano. Si avvicina al tavolo e mette in un piatto qualche pietanza.
<< Rimani ferma>> adagia ogni pietanza sul mio corpo, sulla gola, sui capezzoli, sulla pancia, sulle gambe e infine sui peli pubici.
<< Ora mangio io>> mi avverte. Io ho un brivido.
La sua lingua inizia dal collo, gemo.
I capezzoli sono morsi insieme al cibo, gemo.
Quando arriva alla pancia, mi muovo e tutto il resto del cibo cade.
<< Tocca ricominciare>>.
Riprende altre pietanze e ricomincia tutto da capo. Collo, capezzoli, pancia, ma stavolta non mi sono mossa.
Si mette sopra di me, senza toccarmi, sento la sua enorme e dura erezione con il dito del piede, afferra con i denti il cibo sulla gamba destra, subito dopo quella sinistra.
Si alza e beve un goccio di vino, si avvicina e a piccole gocce lascia cadere dal bicchiere qualche goccia per me, il vino fresco calma il mio fuoco.
Si mette in ginocchio di fronte alla mia intimità, apre le gambe e insieme al cibo mangia anche il mio clitoride, a quel punto perdo ogni ragione e vengo.
Rimango ferma a respirare come se avessi scalato una montagna, ma la sensazione di benessere mi fa sorridere.
Mi metto seduta, lo guardo estasiata, ora però voglio giocare io. Mi alzo e prendo la panna, sorrido immaginando dove e come l’avrebbe usata su di me, ma nella mia testa viaggia solo l’idea di come ho intenzione di usarla su di lui. Appena capisce le mie intenzioni, da bravo si siede sulla sedia.
Con una mano abbasso i pantaloni aiutata anche da lui. Il suo pene è deliziosamente bagnato, mi avvicino e mi lecco tutta la panna dal mio dito, sono vicina a lui ma non lo tocco. Abbassa la testa all’indietro.
Aspetto che lui mi guardi, appena lo fa io mi gusto il suo fantastico amico! Geme e gode come non mai, i miei movimenti sono lenti e vogliosi. Viene quasi subito.
Mi siedo di fronte a lui e aspetto che si riprenda. Poi mi guarda e sorride, io potrei morire!  
Mi alzo e mi siedo a cavalcioni su di lui, con un gesto entra dentro, inizio a muovermi per riempirmi di lui fino a esplodere ancora, con lui e per lui.



10


Svegliarmi dopo tutte le emozioni di ieri sera è ancora più faticoso del solito, ma il mio telefono squilla così mi alzo.
<< Ciao mamma come te la passi? >> è un piacere sentirla.
<< Bene piccola mia tu?>> mi chiede.
<< Bene mamma>> rispondo.
<< Tesoro è tanto che non ci vediamo, pensavo di venire una giornata da te per stare un po’ insieme>> mi dice.
<< Oh mamma sarebbe fantastico, quando pensi di venire?>> le chiedo.
<< Dopo domani arriverò sulle dieci/ dieci e mezza al massimo, magari pranziamo insieme e facciamo due chiacchiere>> mi dice.
<< Oh sì mamma non vedo l’ora>>
<< Tesoro anch’io non vedo l’ora. A dopo domani allora>>
<< Si certo>> riaggancio, non vedo l’ora di vederla.
Mi accorgo di un suo messaggio:
Buon giorno ingorda…
E “
Sorrido per l’allusione della sua parola. Rispondo.
Buon giorno
Chef!
G “
La sua risposta è immediata.

Mi fai impazzire…
a dopo
E “

Mi vesto e riprendo in mano i miei soliti affari.
A pranzo faccio compagnia ad Alice.
<< Ciao>> mi fiondo tra le sue braccia.
<< Ciao Grace>> risponde lei fredda.
<< Ehi cosa hai fatto?>> chiedo io.
<< Il lavoro Grace, in questo periodo in agenzia c’è molto da fare>> Alice lavora in un’agenzia di viaggi.
<< La gente sembra impazzita>> mi dice.
<< Dai passerà >> le dico io.
<< Mi ha detto Billy che un suo amico cerca una segretaria, mi ha detto che è il capo di una grossa casa editrice, ho pensato che con la tua laurea in letteratura saresti la persona ideale, tieni questo è il suo biglietto da visita>> mi porge un biglietto.

New Book
Alexander Steel
Capo redattore
0034676543289

<< Grazie Alice, chiamerò per un colloquio oggi stesso. >>
<< A proposito, dopo domani viene la mamma a trovarmi>>.
<< Oh fantastico, non vedo l’ora di rivederla, magari pranziamo insieme?>>.
<< Certo sarebbe fantastico>>
Trascorriamo un piacevole pranzo fatto di semplici chiacchiere tra amiche.
Arrivata a casa, chiamo subito.
<< Salve mi chiamo Grace Harper, il suo numero me l’ha dato il sig. Billy White, mi diceva che cercava una segretaria?>>.
<< Salve signorina Harper, effettivamente sì. Possiamo vederci per un colloquio domani mattina? Per me andrebbe bene alle nove nel mio ufficio>>.
<< Certo sarò lì alle nove sig. Steel>>
<< Bene allora a domani>>
<< Grazie >> e riattacco, spero proprio che sia la volta buona.
Sola in casa mando un messaggio a Edward…

Ciao… immagino che hai molto lavoro!
Volevo solo farti un saluto
Grace “

Ciao bambolina, devo dire di si
Sono sicuro che se ci fossi tu sarebbe più divertente
Il lavoro… spero che stasera tu sia libera per me!
Edward “

Certo….
Grace”
Il suo fastidioso appellativo ha smontato tutto il mio entusiasmo!
Puntuale alle otto passa a prendermi, entro in macchina.
<< Ciao bambolina>> mi dice subito.
<< Ciao>> rispondo io.
La macchina parte per il suo fottuto harem del piacere.
<< C’è qualcosa che non va? Sei silenziosa>> mi dice appena entriamo in stanza.
<< No figurati>> mento.
<< Vuoi mangiare?>> sorride.
<< No!>> e scoppio a ridere anch’io.
<< Allora vediamo, cosa vuoi fare?>> mi chiede lui malizioso. Io lo guardo senza dire niente, lui si avvicina dolcemente e mi bacia. Così puntualmente io mi sciolgo a lui in un secondo.
Quando si stacca, mi accarezza i capelli e va in camera, afferra qualcosa e ritorna da me. Nelle mani ha un foulard nero.
<< Ti va di giocare?>> io annuisco.
Sistema dietro i miei capelli e mi benda. Ora non vedo più nulla. Prende le mie mani e mi avvina al divano.
<< Rimani qui ferma>> mi dice.
<< Edward non lasciarmi qui sola>> gli dico io.
<< Stai tranquilla>> mi bacia sul collo.
Si allontana ma torna poco dopo. Il suo profumo è cambiato, mentre cammina mi sembra di sentire lo struscio dei jeans con il pavimento, quindi credo che sia scalzo. Quando si avvicina, mi bacia ancora.
Sbottona la mia camicetta lentamente, sento le sue dita che sfiorano la mia pelle, si elettrizza subito. Con entrambe le mani la lascia scivolare lungo le mie braccia, si abbassa per baciarmi sul seno.
Passa subito dopo al reggiseno, lo sfila e con un dito tintinna i capezzoli facendoli diventare duri, quel tocco mi fa gemere.
<< Ora tocca a te>> io mi elettrizzo subito.
Afferra le mie mani, rimango bendata. Mi aiuta a sollevare la sua maglia. Le mie mani cadono sul suo petto. Senza poter vedere immagino ciò che percepisco con il tatto. Subito dopo tocco la spalla, scendo piano e i suoi pettorali sono gonfi, sono magnifici. Mi avvicino e lo bacio sul petto. Il suo profumo brucia nelle mie narici, non mi ero mai accorta del suo profumo! Scendo ancora e tocco la sua pancia, è piatta, soda. Mi blocca le mani.
<< Ora continuo io>> la mia intimità applaude!
Slaccia il bottone dei miei jeans e li abbassa, sfila a una a una le scarpe e toglie anche il pantalone. Parte dal mio ombelico e scende su ogni gambe, lento! È una piacevole tortura.
<< Apri le gambe>> io eseguo, sono già bagnata!
Quando mette la sua mano, geme nel sentirmi così. Io con lui.
Continua a deliziarmi fino a farmi quasi esplodere, ma sul più bello si ferma.
Prende le mie mani e li porta ai suoi jeans, io inizio a sbottonare e tiro giù, glieli sfilo, allungo la mano e mi godo il suo fantastico pene, con l’altra mano gli tocco una gamba, che s’irrigidisce ad ogni movimento che faccio sul suo amichetto! È tutto davvero eccitante.
Ferma le mie mani e mi gira di spalle, sposta i miei capelli e con un dito passa su tutta la mia schiena, credo di morire. Passa poi al mio sedere. Si abbassa e lo bacia, lo pizzica ed io tremo!
Quando è il mio turno mi avvicino a lui, il mio seno è spiaccicato al suo petto, le mie mani esplorano la sua schiena, il suo perfetto sedere, la sua erezione si fa sentire su di me.
Poi si allontana lasciandomi spaesata ed eccitata al massimo. Cammina, riesco a percepire un rumore di acqua, si avvina e appoggia sulla mia bocca un cubetto di ghiaccio, per mia sorpresa è piacevole in quel momento. Afferra il mio mento mentre con l’altra mano fa passare il ghiaccio prima sul collo, poi sul petto e infine sui capezzoli, la mia pelle è attraversata da brividi. Sposta il ghiaccio e asciuga con le sue bollenti labbra tutta l’acqua che si è formata sul mio corpo. Inizio a vacillare e lo imploro!
Lo sento sorridere dolcemente e si allontana di nuovo. Quando si avvicina, mi toglie la benda, la luce della stanza quasi mi acceca. Quando finalmente mi ci sono abituata, i miei occhi ammirano un magnifico corpo. Sorrido compiaciuta e mi mordo le labbra.
<< Viziosa>> mi dice. Io annuisco.
Si avvicina e prende la mia mano << Senti quanto sei eccitata>> il mio dito tocca il capezzolo, è terribilmente duro ma malleabile.
<< Continua a toccarti>> mi dice. Io accarezzo entrambi i miei capezzoli sotto l’occhio eccitato di Edward. Mi piace, mi dimeno e mi accorgo di eccitarmi ancora di più.
<< Vai più giù>> mi dice. Con una mano mi avvio verso la mia intimità. Non mi sono mai masturbata più di tanto, ma in questo momento desidero dita che mi deliziano. Sono completamente bagnata e calda. Il mio clitoride è gonfio e super sensibile. Muovo il dito ricordandomi come lui lo fa a me e nel giro di poco mi provoco un fantastico orgasmo.
Lui mi viene dietro e afferra la mia mano bagnata di me.
<< Leccale>> io lo guardo sbalordita, il suo sguardo mi porta all’inferno e lo faccio. Un sapore aspro ma direi piacevole.
<< Pensi solo a te eh?>> allunga la sua mano tra le mie gambe e mi assapora anche lui.
<< Ora tocca a me>> allunga le mie mani sul divano, tira verso di se il più possibile il mio sedere, si avvicina facendomelo sentire, mi aggrappo ai cuscini sottostanti.
Il suo attacco è semplicemente unico, aspetto impaziente un nuovo stratosferico orgasmo.


11

Mentre mi rivesto gli dico della visita della mamma.
<< Arriva dopo domani, se vuoi ci vediamo la sera>>.
<< Ok non c’è problema, rimani qui?>> mi chiede.
<< Oh non posso domani mattina ho un colloquio preferisco andare a casa>>.
<< Con chi?>> mi chiede.
<< Un certo sig. Steel, ha una casa…>>
<< Si lo conosco!>> taglia la mia frase a metà al quanto scocciato.
<< Cosa vuoi dire?>> gli chiedo vedendo la sua faccia.
<< Si vanta spesso delle sue scopate in ufficio>> mi risponde.
<< Interessante!>> mi guarda male.
<< Comunque non sono quel genere di persona! >> mi avvicino alla sua guancia
<< Ci starò attenta>> gli dico.
<< Promettimi che se fa il cretino mi chiami immediatamente>> mi dice stringendomi a lui.
<< Promesso>>.
Ci avviamo alla porta per riportarmi a casa.
Passo davvero una bellissima notte, pensando che presto avrei rivisto la mia mamma, forse ho un lavoro e che il mio corpo è pienamente soddisfatto!
Non riesco a vedere spesso la mamma lei vive a Providence, si è trasferita lì dopo la morte di papà. Io sono rimasta qui a Boston. Non aveva senso perdere anche un possibile futuro, a Providence non ci sono possibilità come qui. Mille volte ho pensato che fosse sbagliato lasciarla sola, il loro amore era forte e vero. Io ho sempre sognato di poter trovare un amore così! Ma in quest’anno da sola, ho trovato solo mille difficoltà e davvero poche persone con cui pensare di creare qualcosa di vero, l’unico di cui mi sia davvero infatuata è Edward, che però da me vuole solo sesso e nient’altro. Ora come ora faccio fatica a credere che mai lo troverò. Forse esistono persone destinate a questo sogno, i miei genitori l’hanno avuto, ma gli è stato anche tolto. Vorrei crederci ma forse non esiste il per sempre!
Mi preparo per il colloquio. Visto le raccomandazioni di Edward, mi vesto semplice ma carina, ho bisogno di quel fottuto lavoro.
Al mio arrivo il sig. Steel mi fa accomodare.
<< Allora signorina Harper, ho bisogno di una segretaria che faccia ciò che le chiedo>> inizia.
<< Di che tipo di lavoro le occorre>> chiedo subito.
<< Molto semplice, oltre naturalmente a rispondere al telefono e prendere gli appuntamenti per me, deve sistemare e aggiornare il mio archivio>> mi risponde.
<< Certo >> rispondo io.
<< Bene, mi sembra una persona sveglia. Starò fuori qualche giorno appena rientro la chiamo per iniziare, preferirei che per adesso stesse sempre con me, sa, non vorrei che facesse qualche danno!>> sorride.
<< Certo sig. Steel non c’è nessun problema. Mi faccia sapere lei. >> mi alzo ed educatamente saluto e vado via.
Mi è sembrato professionale e educato, ma se Edward mi ha detto una cosa del genere, è meglio che rimanga con gli occhi aperti, è meglio non fidarsi delle persone!
Mi avvio verso casa per sistemare un po’. Alice non è di certo una perfetta donnina di casa e non voglio che la mamma veda quel porcile!
Mentre cammino, decido di chiamare Edward, così gli racconto del colloquio.
<< Ciao>>
<< Ciao>> risponde lui.
<< Ti disturbo?>> mi affretto a dire.
<< No! Dimmi>> mi dice.
<< Volevo solo dirti che il sig. Steel si è comportato bene>> gli dico.
<< Bene>> risponde lui secco. A quel punto penso che forse è con la moglie, ma non può certo dirmi niente!
<< Ok ti saluto>> mi affretto a dire.
<< Si ok ciao>> mi risponde lui.
Riattacco e penso che sono davvero una stupida. Per l’ennesima volta mi sono fatta trascinare dai sentimenti. Non volevo farlo preoccupare, o almeno credevo che lo stesse facendo, ma la realtà è un'altra.
Al rientro di Alice la casa è uno specchio. Anche lei è meravigliata di com’è bella così pulita, propone di festeggiare al locale. Io accetto.
Come sempre le serate con Alice sono spassose e piene di allegria. Quando ormai si è fatta una certa ora, decido di andare via. Alice rimane da Stefan.
<< Non preoccuparti ti accompagno>> mi dice lei.
<< Ma no Alice non serve>> le dico.
<< Non voglio che tu vada a quest’ora della sera da sola a casa>> aggiunge.
<< Non preoccuparti>> le dico.
<< Dai tranquilla Alice l’accompagno io>> si propone Marc.
<< Ma no Marc lascia stare>> mi affretto a dire.
<< Dai facciamo due chiacchiere da buoni amici>> mi dice. A quel punto cedo.
La nostra passeggiata è davvero piacevole, Marc è davvero simpatico e dolce. Forse gli ho concesso poche possibilità. Perché nella mia testa s’insinuano sempre gli uomini sbagliati?
Arrivati a casa ci salutiamo.
<< Senti Grace, lo sai che mi piaci, dammi una possibilità>> all’improvviso Marc se ne esce con questa!
<< Senti Marc, mi dispiace, ma per me sei solo un amico>> gli rispondo.
<< Cos’è ti piace quello>> il suo tono cambia.
<< Non sarebbero affari tuoi >> rispondo io irritata.
<< Potresti almeno concedermi una possibilità>> insiste lui, si avvicina e mi accarezza i capelli.
<< Marc!>> sospiro io dispiaciuta.
A quel punto afferra la mia testa e appiccica le sue labbra alle mie. Io cerco con tutte le mie forze di staccarlo e lo allontano.
Riesco solo a vedere un pugno che lo colpisce in pieno volto. Quando riesco a capire, Edward gliene dà un altro, cerco di fermarli ma quei due se ne danno di santa ragione. Riesco finalmente a mettermi in mezzo, terrorizzata come non mai. Marc guarda entrambi e va via.
<< Si può sapere che ti è preso?>> gli urlo.
<< Si meritava una lezione quel figlio di puttana>>.
<< Non hai nessun diritto di dare cazzotti in giro>> m’infurio.
<< Non mi sembrava che tu volessi! Ti ho solo difesa>>
<< Non ho bisogno che tu mi difenda!>> rispondo io stizzita. Mentre lo guardo mi accorgo che gli esce sangue dalla bocca.
<< Vieni che ti esce sangue!>> afferro la sua mano e lo porto in casa. Le mie mani tremano sia dal nervoso sia dallo spavento che mi sono presa. Non so se essere più furiosa o dispiaciuta, ha fatto a pugni per me!
Prendo uno straccio bagnandolo in un angolo e mi avvicino a lui.
<< Si può sapere cosa ci fai qui?>>
<< Ero passato per salutarti>> mi risponde lui secco.
<< Guardati sei un matto!>> mi avvicino per pulirlo lui mi blocca le mani e mi bacia.
<< Queste sono mie>> dice guardandomi. Io rimango pietrificata da quelle parole! Cosa vuole dire? Aspetta Grace non partire in quarta, sicuramente gli scoccia perdere il suo giocattolino. Abbasso lo sguardo.
<< Pulisciti ti ho sporcata>> afferra lo straccio e ripulisce la mia bocca e poi pulisce la sua farfugliando parolacce per Marc.
<< Vado domani ho molto lavoro, ci sentiamo nel pomeriggio>> mi dice.
<< Ok>> rispondo io e va via.
Chiamo subito Marc.
<< Ehi come va?>> gli chiedo.
<< Sto bene non preoccuparti>> mi risponde lui seccamente.
<< Marc mi dispiace non doveva succedere >>.
<< Non avrei dovuto baciarti a forza è l’unica cosa che mi dispiace Grace>> mi risponde lui dolce.
<< Non importa Marc>> rispondo mortificata.
<< Stai tranquilla vai a dormire>> e riattacca.
Per fortuna domani verrà la mamma!






12

Il rumore dell’auto fa saltare di gioia il mio cuore. La mia mamma è qui!
Appena i miei occhi si riflettono nei suoi, tutte le mie paure e le mie incertezze volano via all’istante. Ha la capacità di farmi sentire protetta e serena. Ogni mamma credo che faccia questo effetto alle proprie figlie. Insomma chi se non la propria mamma può guarire una ferita?
Per giunta la mia è la dolcezza fatta persona!
<< Mamma, finalmente>> il mio abbraccio quasi la soffoca.
<< Piccola mia>> ricambia il mio bisogno di lei.
Entriamo in casa, rimane contenta di dove vivo e la cosa la tranquillizza molto. Dopo un po’ di chiacchiere ci rechiamo all’appuntamento gastronomico con Alice.
<< Signora Marion, come va?>> Alice si precipita tra le sue braccia.
<< Alice, tesoro mio, che bello vederti>> le risponde lei.
Passiamo un’oretta tutte insieme a ridere a crepapelle.
Alice torna a lavoro mentre noi rimaniamo lì il tempo di un caffè! Quando usciamo dal locale, i miei occhi vedono ciò che non avrebbero mai voluto vedere. Edward è in compagnia di una mora da mozzare il fiato e la fa accomodare nella sua macchina. Rimango a guardarli mentre si sorridono, io invece da povera deficiente rimango pietrificata da quello.
<< Grace tutto bene?>> la mamma mi sveglia dall’incubo.
<< Si mamma, dai andiamo in macchina>> con la coda dell’occhio percepisco lo sguardo di Edward su di me, mi ha visto e si sta avvicinando. Prego e supplico qualche entità divina di salvarmi da quella situazione. Per fortuna partiamo prima che lui possa raggiungerci. Dopo neanche un secondo il mio telefono si mette a squillare. È lui ma adesso non voglio e non posso rispondere e poi cosa posso dirgli? Non siamo vincolati da nessuna relazione seria.
<< Non rispondi tesoro?>> mi chiede la mamma.
<< No, è un’amica la chiamerò dopo. >> spengo definitivamente il telefono e ci avviamo verso casa.
<< Senti mamma non andiamo a casa, è una bella giornata, dai facciamo ancora un giro>> le dico subito. Ho pensato che lui potrebbe presentarsi lì, meglio evitarlo il più possibile.
Cerco per tutto il pomeriggio di passare delle ore serene con la mamma, lei non si merita i miei disastri. Non voglio che si preoccupi e non saprei nemmeno come dirle che sua figlia ha accettato una relazione puramente sessuale.
Fatta ormai una certa ora, ci salutiamo vicino all’autostrada.
<< Dai ti accompagno Grace!>> mi dice.
<< No tranquilla mamma, prendo l’autobus >> quando finalmente la convinco, si avvia verso casa.
Rimango ferma a guardarla, la saluto con la mano e con il cuore. Rimasta sola devo affrontare tutto. In fondo non posso dirgli niente, e comunque non ero obbligata a presentargli mia madre. Ma se ne sono così convinta perché mi ha fatto così male ciò che ho visto?
Riaccendo il telefono, ci sono dieci chiamate e due messaggi “Chiamami” prendo aria più che posso e recito la mia finta parte.
<< Ciao >> dico subito indifferente e apparentemente serena.
<< Mi ero preoccupato, senti non è come credi, è stato un incontro di lavoro>> mi dice.
<< Non devi giustificarti, non mi devi niente ricordi? Il nostro è solo un gioco>> gli dico io e lo memorizzo bene.
<< Sì, pensavo solo che ti avesse infastidito>> la sua voce cambia.
<< No tranquillo >> ribatto io.
<< Allora perché sei scappata via?>> mi chiede.
<< Pensavi davvero che ti presentassi alla mia mamma? >> la mia frase è davvero dura.
<< No certo!>> la sua risposta altrettanto.
<< Allora ci vediamo stasera?>> chiedo io, ma mi tremano le mani.
<< Si certo, va bene alle otto?>> chiede lui.
<< Si certo, a dopo>> riattacco subito, non sopporto più questa situazione.
Al mio rientro a casa Alice prepara da mangiare insieme a Stefan, sono dolci e affiatati. Non posso far a meno di chiedermi come fanno. Insomma hanno stabilito delle regole comuni e ciò li rende felici? O in realtà sono innamorati, però non vogliono ammetterlo? Perché io non riesco a vivere questo tipo di relazione con altrettanta serenità? Perché io mi devo sentire un’attrice da quattro soldi?
Mentre mi vesto per andare da lui, ripenso a tutto ciò che ho vissuto. A tutte le emozioni che ho tirato fuori, a tutta la femminilità che sento addosso, al desiderio, al piacere. Tutte le volte non ho mai finto, tutto ciò che ho fatto e che gli ho dato, sono vere. Sono sicuramente cambiata, non mi sento così sprovveduta o in una favola. È come se lui mi avesse fatto vedere il paradiso nella realtà. Ogni volta che sono con lui, mi sembra di vivere un momento magico, fatto di piacere, di conoscenza, di emozioni come nelle più belle favole, dove la principessa vive un sogno. Mi fa sentire viva, mi fa sentire vera! E’ tutto ciò che circonda quel sogno, che mi fa sentire un’attrice del cavolo.
Puntuale come sempre la sua auto si ferma davanti a me. Entro con le mani tremanti. È fermo all’angolo opposto al mio, non mi guarda, non parla.
<< Ciao>> inizio io.
<< Ciao>> risponde lui freddamente.
<< Tutto bene?>> chiedo subito.
<< Si sono solo un po’ stanco>> mi risponde e per il resto del piccolo viaggio rimaniamo in silenzio. In ascensore l’atmosfera è ancora peggiore. Ma cosa gli prende?
Appena arrivati in camera, si versa un bicchiere di vino e lo ingoia d' un fiato. Non so cosa fare ne tanto meno cosa dire. Posso solo guardarlo e cercare di capire che cavolo fare!
Si toglie la giacca e allenta la cravatta, sbottona la camicia…
<< Avanti spogliati>> rimango gelificata dalle sue parole…
<< Come?>> gli chiedo subito.
<< Dobbiamo scopare, te lo sei scordata?>> mi risponde lui. Dopo qualche secondo il mio cervello riprende attività. Mi sento umiliata e infuriata.
<< Non sono una puttana>> urlo e mi avvicino alla porta. Mi afferra per un braccio bloccandomi.
<< Sbaglio o noi scopiamo e basta!>> i suoi occhi mi bruciano il viso. Non riesco a trattenere le lacrime mi sento umiliata, rimango a guardarlo.
<< Lasciami>> gli grido.
<< E no signorina!>> il suo tono è spaventoso, con un brutale gesto mi trascina verso il divano. Continuo a dimenarmi dalla sua presa e quando finalmente ci riesco, cerco di correre verso la porta.
<< Ecco la donna!>> mi dice lui. Io mi fermo pietrificata dalla sua affermazione. Perché tanta rabbia? Perché trattarmi così?
<< Ma come ti permetti stronzo!>> la mia rabbia esplode.
Apro la porta e corre più che posso lontano da lui, lontano dall’inferno.
Quando rientro a casa, mi ritrovo sola, sul tavolo trovo un biglietto di Alice, rimane fuori anche stasera. Meglio così, vedendomi ridotta in questo stato si sarebbe preoccupata. Mi sdraio sul letto continuando a piangere come non mai. Perché mi ha trattato così? Il mio telefono squilla da ormai dieci minuti, ho la curiosità di sentire cosa avrebbe da dire, ma in questo momento sto troppo male. Rimango lì ferma e finalmente quel fottuto telefono smette di torturarmi.

13

<< Dai apri, lo so che sei lì>> le urla di Edward mi fanno saltare, non posso far altro che aprire.
<< Cosa vuoi?>> chiedo io incattivita e ancora in lacrime.
<< Mi dispiace ok, hai ragione sono uno stronzo>> mi dice lui.
<< Mi fa piacere che l’hai capito>> rispondo io.
<< Ti prego perdonami>> mi guarda dispiaciuto. E adesso? Cosa dovrei fare?
<< Perché mi hai trattata così?>> gli chiedo.
<< Te l'ho detto sono uno stronzo, ho sbagliato, ma non voglio che finisca>> mi risponde lui.
Abbasso lo sguardo, vorrei davvero perdonarlo, ma mi ha fatto davvero male ciò che ha fatto, ciò che ha detto.
Si avvicina e mi afferra il viso alzandolo verso di lui. << Mi dispiace>> mi ridice.
Rimango a guardarlo negli occhi, il mio corpo m’implora di perdonarlo per poterlo riavere disperatamente, il mio cervello urla che sono una deficiente, il mio cuore piange. Si avvicina e appoggia le sue labbra alle mie, il suo tocco è quasi impercettibile. Come se avesse paura di toccarmi, come se temesse un mio no. Mentre in realtà le mie labbra vorrebbero solo la sua intrusione. Mi avvicino e lo bacio io dolce, un bacio pieno di perdono, pieno di desiderio. A quel gesto lui mi afferra stretta e mentre mi divora, mi abbraccia così tanto che mi sembra di non riuscire a respirare. Il nostro desiderio, il nostro bisogno esplode subito. Senza nemmeno rendermene conto lo spoglio con così tanta ferocia che nemmeno io sapevo di avere. Anche le sue mani tolgono ogni pezzo che copre il mio corpo. Mi afferra e mi fa sedere sul tavolo, sento le sue mani ovunque, il mio corpo esulta del suo tocco. I miei capezzoli rispondono all’appello incoraggiandolo alla piacevole tortura. I miei gemiti e le mie urla di piacere lo incitano ancora di più. Apre le mie gambe con un gesto animalesco, il suo dito accarezza le mie piccole labbra, titillando il mio clitoride, risvegliando la mia pelle, che si elettrizza dal piacere. Mi appoggio con le braccia all’indietro sul tavolo, per inarcarmi ancora di più a lui, per lasciargli largo tra le mie umide carni. Rantola e geme sentendomi così pronta per lui, così vogliosa del suo corpo. Ormai sull’orlo dell’orgasmo mi aggrappo al suo braccio e senza nemmeno accorgermene le mie unghie s’infilano nella sua carne, il suo urlo è un misto tra il godimento puro e il dolore. Mi accascio a lui divorata dal mio stesso piacere. Respiro il suo profumo sentendomi finalmente felice. Lui affonda il suo volto nel mio collo, facendo la stessa cosa, come se entrambi avessimo bisogno di sentirci. Mi avvicina a lui, dolcemente. Afferra le mie spalle e mi adagia sdraiata sul tavolo, affonda il suo membro dentro di me, ansimando e chiamandomi. Io m’immergo in un nuovo piacere, assaporo la sensazione di pienezza e appagamento nel sentirlo dentro di me. La mia carne lo desidera, lo bramo come un’affamata. Inarco il bacino per deliziarmi di lui, i nostri movimenti ci portano a uno stratosferico piacere.
A fatica scendo dal tavolo, il desiderio di lui mi ha distrutta. Mi rivesto e lui anche, lo guardo ricoprire quelle meravigliose grazie.
<< Rimani qui?>> la domanda mi è uscita senza nemmeno riflettere, sicuramente dovrà tornare dalla moglie, non può certo rimanere con me!
<< Si volentieri>> rimango stupita della sua risposta, ma non voglio rovinarmi questo momento. Rimarrà con me tutta la notte, il resto non conta.
Abbracciata a lui, mi addormento beatamente.
Al mio risveglio sono sola, sul cuscino trovo un biglietto con scritto “chiamami”, con una tazza di caffè in mano lo chiamo subito.
<< Ciao>>
<< Buon giorno bambolina>>
<< Sei scappato via!>> gli dico subito.
<< Dormivi beatamente, non volevo svegliarti>> mi risponde lui.
<< Ma ho una sorpresa>> continua.
<< Si? Cosa?>> gli chiedo io.
<< Stasera devo partire per il week end, ti andrebbe di venire con me? Non te ne pentirai>> ecco la sorpresa due giorni per scoparmi a suo piacimento. Stupida io che credevo in qualcosa di diverso. Io e miei sentimenti del cavolo.
<< Allora?>> insiste. Devo accettare la verità, io provo qualcosa di più per lui, ma non vale lo stesso discorso per lui. Dovrei smetterla con questa tortura. È vero lo desidero, mai il mio corpo è stato così bisognoso di attenzioni e di sesso, ha risvegliato la mia femminilità.
<< Grace>> il mio nome è pronunciato così dolcemente che non riesco a resistere. Mi sono resa conto che vorrei essere sua in tutti i sensi, ma ho paura di dovermi accontentare solo di ciò che lui può darmi, il suo corpo. La mia vendetta iniziale si è rovesciata su di me come un uragano. Non m’interessa nemmeno più attuarla. La verità è che non sopporterei vederlo soffrire. Complimenti Grace!
<< Si va bene, vengo>>
<< Fantastico, passo alle cinque a prenderti>> il suo entusiasmo mi fa sorridere.
<< Ok Edward ciao>>
<< Ciao principessa>> non credo affatto di essere una principessa, ora sono e mi sento una donna e quel nomignolo quasi mi fa sorridere.
Avverto Alice del viaggetto di piacere e inizio a prepararmi qualcosa compresa io!
Qualche giorno fa in una vetrina ho visto un completo molto sexy, decido di imitarlo. Indosso i pantaloni eleganti messi soltanto il giorno della laurea. Per fortuna mi vanno bene anzi direi che mi vanno meglio ora. Vado in camera di Alice e prendo in prestito una cravatta di Stefan. Indosso un bel reggiseno decorativo, la giacca chiusa e metto la cravatta come un uomo. Quando mi rifletto allo specchio, sono davvero eccitante. Trucco leggero e rossetto rosso alle labbra. Capelli raccolti da un lato, tacchi e pronta!
La sua puntualità è quasi impressionante. Quando chiudo la porta di casa, il suo sguardo mi fa vibrare. I suoi occhi chiedono solo il piacere. Per assurdo provo anch’io piacere a sentirmi così desiderata.
<< Wow Grace sei fantastica>> Edward mi fa accomodare in macchina. Lui si siede al mio fianco.
<< Destinazione?>> chiedo io.
<< New York>> risponde lui.
<< Devo lavorare, ma tranquilla troverò il tempo per deliziarti>> mi guarda già come se volesse iniziare da subito.
Mentre l’autista imbocca la I90W per New York, Edward fa scendere il divisorio nella macchina. Ora siamo soli. Lo guardo con un misto di paura ed eccitamento. Afferra le mie gambe portandosi nel mezzo di esse. Mi ritrovo sdraiata sul sedile con lui sopra che già ansima.
<< Ma sei matto, c’è il tuo autista>> brontolo io.
<< Allora? Lasciati andare>> mi risponde.
<< Dimmi la verità, tu vorresti godere adesso?>> mi chiede.
<< Si>> rispondo sincera. Non vorrei altro, solo sentirlo sprofondare completamente dentro di me.
<< Allora smettila di rinunciarci per niente, non pensare a lui, pensa al tuo piacere>> la sua capacità di farmi perdere la ragione è impressionante.
Affonda il suo viso sul mio collo e inala il mio odore. La sua lingua assapora la mia pelle. Sbottona la mia giacca e libera il mio petto e subito dopo fa uscire i miei seni già duri. Inizia a succhiare i miei capezzoli già sensibili, così forte che non trattengo un gemito. Sbottona il pantalone e senza muoverlo infila la mano tra le mie gambe. Il suo dito afferra il mio clitoride per pizzicarlo. Gemo di nuovo. Apre un piccolo varco tra le piccole labbra tintinnando il pezzettino di carne del mio piacere. Il mio orgasmo esplode forte come non mai.
<< Oh Grace>> mi bacia dolcissimo sulle labbra. Mi sento in paradiso. Tutto questo mi ha solo dato ancora più voglia di lui. Appena lui si muove m’inginocchio davanti a lui, afferro il suo membro già pronto e leggermente bagnato. Lui appoggia la testa al sedile, capisce il delizioso gioco che avrà. La mia lingua assapora il liquido appena fuoriuscito dolcemente, i nervi del suo glande si fanno sentire, incitandomi ancora di più. Assaporo tutto il suo organo fino al possibile. Muovo la mia testa e a ogni movimento i suoi gemiti crescono. Le sue gambe s’irrigidiscono fino a sembrare pietra. I nervi del membro si gonfiano all’impazzata fino a esplodere, assaporo il suo frutto!
Rimane fermo e a occhi chiusi per qualche secondo. Io nel frattempo mi risistemo. Appena si gira verso di me afferra il mio mento e mi bacia con un’irresistibile foga.

14

La macchina si ferma di fronte all’hotel Plaza sulla Fifth Avenue. L’hotel è davvero imponente, devo essere sincera; mi sento una principessa adesso!
Le tre grandi scalinate all’ingresso già fanno capire il lusso di quest’albergo. Edward mi indica la scalinata nel mezzo, superata la porta girevole, un immenso spazio luccicante si presenta a me. I pavimenti bianchi riflettono le luci del magnifico lampadario a goccia che padroneggia ovunque. A quanto pare Edward aveva già avvisato del nostro arrivo e della riservatezza che gli occorre poiché non mi è stato chiesto alcun documento. Vengono a prendere i nostri bagagli e ci accompagnano alla stanza. Arrivati al diciannovesimo piano le porte dell’ascensore si aprono, in un immenso corridoio, il nostro maggiordomo ci aspetta davanti alla nostra camera: “Terrence suite”.
Appena si entra, dopo un piccolo corridoio dove si trovano due porte, c’è il soggiorno. Uno stile curato e antico ti trasportano direttamente in un'altra epoca. Il camino padroneggia in tutta la stanza, le scale a destra portano al piano di sopra. Una stanza da letto padronale fa uscire un sorriso dalle mie labbra, il bagno decorato con motivi floreali e per ultimo un terrazzo che affaccia direttamente sul Central Park.
Ora vorrei sapere come una donna non può sognare di vivere una favola.
<< Ti piace?>> mi chiede Edward.
<< Scherzi vero? È una favola>> rispondo io ancora sognante.
<< Bene è ciò che voglio>> risponde.
<< Cioè?>> chiedo subito io.
<< Vivere una favola>> si avvicina e mi stampa un bacio mozzafiato.
Si allontana lasciandomi ancora sognante per il meraviglioso posto e per il suo bacio!
Mi dice che ha ordinato la cena in camera, ma se volevo, potevo prima farmi un bagno. Pensando quanto fosse meravigliosa la vasca, decido che il cibo può aspettare. Come una bambina impazzita mi tolgo tutti i vestiti di dosso e mi preparo per il mio bagno da principessa.
Poco dopo mi raggiunge anche Edward, s’immerge nell’acqua calda e il suo viso si rilassa subito. Mi avvicino a lui per toccarlo, per fargli sentire le mie mani, la mia voglia di lui.
Mi metto a cavalcioni su di lui, ancora a occhi chiusi mi lascia baciarlo sul collo, mentre le sue mani già lavorano sulla mia schiena. In poco tempo quell’acqua diventa bollente, a me sembra di andare a fuoco!
Mi alzo quel poco per lasciarlo entrare dentro di me. E quel bagno diventa oltre che rilassante anche terribilmente lussurioso.
Appena ci portano la cena divoro tutto neanche fossero giorni che non tocco nulla. Lui mi guarda divertito, credo proprio che, con tutta la ginnastica che faccio con lui ultimamente, abbia particolarmente bisogno di energie!
Rimaniamo un po’ sul divano a fare le chiacchiere, più che altro mi racconta che è dovuto venire a New York per organizzare la sfilata della sua casa di moda. La sfilata sarà fra due mesi, ma i preparativi sono talmente tanti che è meglio organizzare tutto per tempo.
Distrutti come non mai decidiamo di andare a letto ed entrambi crolliamo nell’immediato, ma mi abbraccio a lui, lasciandomelo fare!
Al mio risveglio Edward non c’è, sulla scrivania trovo un suo biglietto:
Buon giorno
bambolina sono a lavoro ci vediamo per il pranzo
E “

Accendo la musica nel mio telefono e inizio a ballare come una matta per tutta la stanza, o dovrei dire casa!
Lascio spazio alla spensieratezza e al senso di benessere che m’invade completamente, non voglio pensare, voglio togliermi di dosso il peso di questa strana relazione, della difficoltà di viverla fino in fondo senza paure, e per un attimo smetto di pensare a quanto lui sia diventato importante per me!
Mentre guardo dalla finestra del soggiorno, mi gusto il fantastico panorama che ho davanti: Central Park. Dal mio telefono parte la musica di un tango, l’avevo ascoltata nella sua macchina e, una volta a casa, mi sono messa alla ricerca immediata per ritrovarla. Come tutti i tanghi è carico di sensualità ed erotismo. Quelle note mi trasmettono immediatamente la voglia matta di averlo lì al mio fianco. Immagino le sue mani sulla mia schiena nuda che accarezzano dolcemente tutta la mia pelle, per eccitarla ed elettrizzarla. Io rispondo immediatamente scaldandomi subito, lo faccio sia nel sogno sia nella realtà, ritrovandomi già bagnata al solo desiderio di lui. Sento la sua bocca sul mio collo come fuoco, i miei capezzoli aspettano impazienti il suo arrivo. Nella mia testa nasce il desiderio di essere toccata, stuzzicata come lui fa sempre, ma sono sola! Mi sdraio a letto cercando di togliermi di dosso quella sensazione, ma le note continuano ancora a torturarmi. Non mi sono masturbata da sola spesso anzi, mi sento in imbarazzo ad averlo solo pensato, ma il desiderio si fa sempre più forte, ho bisogno di sentire lì al centro del mio essere, il piacere. La mia mano scende inesorabilmente, afferro il clitoride stuzzicando e muovendolo, il mio piacere aumenta. I miei gemiti escono dalla mia bocca senza nemmeno che io possa controllarli, le mie mani continuano il loro lavoro di piacere fino a raggiungere il mio orgasmo, lasciando uscire un grido disperato.
<< Fantastica Grace>> apro gli occhi di scatto e Edward è lì impalato a guardarmi non so nemmeno da quanto. Mi tiro su mettendomi a sedere, con il viso in fiamme.
<< Dimmi un po’ bambolina, e se entrava il maggiordomo? Ti avrebbe visto masturbarti!>> sorride malizioso mentre si siede vicino a me.
<< Non sarebbe dovuto entrare>> rispondo io sentendomi in forte imbarazzo. E se fosse entrato davvero? Che cosa avrei fatto allora io? Tanto presa dal mio eccitamento mi sarei fermata? Lo avrei fatto assistere compiaciuta al mio gioco sessuale?
<< Ti eccita l’idea di lui che entra e ti guarda mentre godi, vero Grace?>> i suoi occhi luccicano.
Io non rispondo.
<< Fammi controllare se hai fatto un buon lavoro>> mi afferra le caviglie tirandomi a lui, con un dito tocca il mio clitoride, sentirlo lì finalmente mi manda in estasi e d’istinto tiro indietro la testa.
<< Oh Grace sei stata bravissima>> il suo godimento nel sentirmi così bagnata mi eccita ancora di più, anche perché le sue dita non si fermano.
Si alza e mi afferra la mano, mi avvicina alla finestra aprendo un po’ la tenda e appiccicandomi al vetro.
<< Allora adesso ti accontento signorina, alla finestra ti vedono tutti>>. Rimango pietrificata non sapendo nemmeno io cosa fare. Non sono nemmeno sicura che mi dispiaccia così tanto!
Mi alza la maglietta, mi tira il sedere verso di lui e mi penetra. Sono così pronta che non fa fatica per niente. Gemo sentendomi presa così, sapendo che qualcuno potrebbe vedere il mio godimento, sentendo lui così impazzito dentro di me. A quel punto perdo ogni ragione e mi godo tutto, al culmine del mio piacere lui geme e viene.
<< Merda! Oh Grace mi fai impazzire>> impreca per essere venuto così presto. Io sorrido e mi sento orgogliosa di me per averlo fatto impazzire!
<< Stavolta ti ho fatto impazzire io!>> ribatto soddisfatta, lui si pianta un sorriso malizioso sul viso.
<< Dai vestiti andiamo a pranzo>> mi sculaccia e va in bagno, io sussulto e brontolo, ma che goduria sentirmi sculacciata!
Mi preparo carina con un vestitino a fiori vista anche la giornata di sole che c’è! Usciamo dalla camera e ci avviamo verso il ristorante che si trova nell’hotel. Saluto cortesemente il maggiordomo, sorrido pensando a quello che mi ha detto Edward prima. Vedendo il mio sorriso, lo fa anche lui, mi tira a lui per abbracciarmi e per dirmi all’orecchio “ingorda”, lo guardo divertita.
Come tutto il resto dell’hotel anche il ristorante è stratosferico. Appena si entra si ha la sensazione di essere in un'altra epoca, di essere in un sogno.
Naturalmente il pasto offerto dallo chef è ottimo, delizia il mio palato. Quando ci s’inizia a nutrire di piacere, si percepiscano anche tutti gli altri!
<< Devi lavorare oggi?>> chiedo.
<< No oggi sono tutto per te, andiamo in giro per Fifth Avenue!>> mi risponde lui. Wow!
La pura e semplice verità è che quest’uomo sa come deliziare una donna in tutti i sensi!
Questa strada è talmente piena di negozi che i miei occhi si perdono troppo facilmente. In una vetrina un manichino è vestito con un abito quasi da mozzare il fiato, almeno per me. Sul petto lo scollo forma un cuore meraviglioso, immagino il mio seno generoso traboccare fuori. Subito sotto il seno una cintura in strass circonda il tutto evidenziandolo. La stoffa scende dritta sui fianchi in modo asimmetrico, lasciando scoperto a destra un bel po’ di gamba e dalla parte sinistra scende invece fino alle caviglie, tutto di un bellissimo blu luminoso.
Rimango qualche secondo incantata da quella meraviglia, almeno fino a quando Edward non mi trascina dentro il negozio.
<< No Edward!>> dico subito.
<< Voglio farti un regalo, provalo per me!>>.
Trascinata da lui, provo il vestito. La commessa mi aiuta a indossarlo, quando mi vedo allo specchio, non posso credere a quello che vedo, mi sta d’incanto!
Esco dal camerino e vedere i suoi occhi illuminarsi in quel modo mi emoziona molto.
<< Sei bellissima>> si avvicina e mi dà un bacio mozzafiato. La commessa si gira imbarazzata.
Senza nemmeno poter fiatare Edward me lo compra, insieme ad un paio di scarpe gioiello fantastiche.
Torniamo in hotel giusto in tempo per prepararmi per la cena organizzata fuori da Edward. Indosso il mio fantastico abito, trucco leggero, capelli sciolti da un lato e i miei trampolini.
Invece di prendere l’auto ci dirigiamo a piedi per le strade di questa città, poco dopo arriviamo al ristorante “Marea”, mi aspetto di sicuro il meglio.
Le mie aspettative sono più che soddisfatte, oltre ad un arredamento magnifico e la vista mozzafiato, il cibo è da considerarsi ottimo. Tra risate e stuzzicate varie la cena passa deliziosamente bene. La passeggiata di ritorno ci consente di camminare come tutte le coppie al nostro fianco, mano nella mano, uno vicino all’altro. Sbaglio lo so, non dovrei credere in tutto questo, non c’è cosa peggiore che vedersi una favola interrotta bruscamente, ma non posso far altro che pensare che comunque vada, comunque sia ora e solo ora voglio vivere la mia favola. Rimuginarci sopra non cambia lo stato delle cose, anzi almeno così posso sempre aggrapparmi a questo. Come può essere solo mio quest’uomo? Insomma penso a quante donne sono passate prima di me, e quante di loro gli hanno dato la possibilità di essere ciò che è nel bene e nel male. Come posso allora pensare che è solo mio? Credo che quest’uomo appartenga ad ognuno di quelle donne, compresa me!
In camera mi aspetta un’altra sorpresa, Edward ha fatto preparare lo champagne sulla terrazza. La vista della città illuminata di notte e noi sereni che viviamo questo nostro momento, mi emoziona forse anche troppo.
<< Ehi cos’è quella faccia? Non ti piace?>> mi chiede lui.
<< Perché stai facendo tutto questo Edward?>> la mia domanda fa male sia a lui sia a me.
<< Volevo farti un regalo >> abbassa lo sguardo. Non so davvero cosa pensare, perché mi vuole fare un regalo? Il nostro accordo lo protegge già, non ha bisogno di conquistare niente, il nostro è solo un gioco di sesso, allora perché farmi sognare?
<< Penso che tu te lo meriti Grace, ti meriti anche di più>> mi dice lui. Rimango in silenzio a guardarlo. È così bello e dolce che vorrei solo mettermi in ginocchio davanti a lui per abbracciarlo e farmi cullare. Mi avvicino, mi siedo sulle sue gambe e lo abbraccio.
<< Grazie Edward>> lo dico emozionata e sincera, lui mi abbraccia ancora più stretta, mi godo quell’istante di semplice e puro amore.
Mi prende in braccio e mi porta sul letto, sdraiato su di me mi accarezza il viso e mi bacia dolcemente. Chiudo gli occhi gustandomi questa nuova emozione. Sfila il mio vestito assaporandosi ogni pezzo della mia pelle scoperta, le sue labbra bruciano su di me ed io prendo fuoco al suo passaggio. Tolto il vestito, si dedica amorevolmente al mio collo, le sue mani sfiorano i miei capezzoli liberati dalla morsa del reggiseno. Mi tortura e mi eccita allo stesso tempo, il mio corpo desidera la sua intrusione, desidero sentirlo dentro di me. Si libera dei pantaloni e sprofonda dentro di me talmente dolcemente e lento, che mi godo ogni centimetro del suo passaggio. Affonda la sua faccia sul mio collo e mentre si muove continua a ripetere il mio nome sottovoce. Mi rendo conto di essere travolta da una forte emozione sia nel corpo sia nel cuore, mi aggrappo alla sua schiena desiderosa di sentirlo su ogni parte della mia carne. Raggiungiamo il nostro piacere quasi insieme. Io a stento trattengo le lacrime, non saprei nemmeno perché vogliono uscire, l’emozione che provo è così forte da non controllare più nulla. Rimane dentro di me e non lascia il mio collo per almeno cinque fantastici minuti. Si alza e va in bagno, io rimango seduta sul letto ancora in preda ad un sogno magnifico. M’infilo sotto le lenzuola e chiudo gli occhi, mi sento bene, mi sento leggera come una piuma.
15

Mi sveglio mentre Edward dorme beatamente al mio fianco, mi avvicino a lui per sentire il suo calore vicino a me. La sua mano inizia ad accarezzarmi il sedere, un magnifico massaggio mattutino.
<< Oh Grace hai un sedere magnifico>> mi dice all’orecchio.
<< Uhm>> mi godo le sue coccole.
<< Non vedo l’ora che sia mio>> mi giro di scatto per guardarlo.
<< Cosa c’è?>> mi chiede.
<< Eh io, veramente>> razzolo di tutto.
<< Mi vuoi dire che il tuo bel sederino è vergine?>> mi chiede.
<< Si>> la mia risposta è detta quasi sottovoce. Ho sempre pensato che avrei fatto quello solo con l’uomo che amo. In verità tutto ciò che ho sperimentato con Edward ho giurato che l’avrei fatto con il mio principe azzurro, solo con colui che amavo davvero, ma è anche vero che l’ho fatto con l’uomo che amo! Non credo sia il classico principe azzurro, ma di sicuro il mio.
<< Se non vuoi non preoccuparti>> mi dice subito.
<< Io, ho accettato di conoscere il vero piacere, non voglio fermarmi qui!>> le mie parole sono terribilmente reali.
<< Ne sono felice bambolina, non vedo l’ora>> mi bacia la schiena e poi si alza.
<< Dai andiamo a fare colazione>> va verso il bagno lasciandomi sbalordita, ero davvero convinta che volesse farlo ora.
<< Cosa c’è?>> mi chiede guardandomi in faccia.
<< Pensavo… >> e mi blocco.
<< Per quel gioiello ci sarà un momento migliore>> e mi strizza l’occhio. Io sorrido e inizio a vestirmi.
Dopo la colazione facciamo un giro per la città, il primo traguardo comprende il Metropolitan Museum of art, Edward mi spiega che è uno dei più importanti musei d’arte del mondo, al suo interno esistono più di due milioni di opere d’arte passando dall’antichità classica, all'Egitto, all' Europa fino all' America.
Decidiamo di fare un giro all’interno del Central Park, passeggiamo nell’immenso verde che ci circonda, passa il tempo senza nemmeno che ce ne accorgiamo. Torniamo in hotel per il pranzo.
<< Sì, ho capito, ok arrivo subito!>> Edward risponde al telefono immediatamente appena vede il numero.
<< Tutto ok?>> chiedo io.
<< No, devo andare bambolina, farò il più presto possibile. >> mi risponde mentre si alza lasciandomi sola al ristorante. Poco dopo mi alzo anch’io e ritorno in camera.
Mi fermo davanti alla finestra della terrazza, ammirando ancora il parco, nella mente passa la magnifica passeggiata della mattina. Sorrido pensando a quale meravigliosa favola sto vivendo. Mi rendo conto benissimo che quando stasera ritorneremo a casa, tutto tornerà come prima, tornerà da sua moglie e ai nostri incontri del piacere e basta! Ma ora non c’è quello, qui ci siamo solo noi e basta, mi giro verso il letto e nella mente si materializza cosa abbiamo fatto la sera prima. Riflettendoci bene è stata la prima volta che abbiamo fatto sesso sul letto e in quel modo. Una parola dolorosa passa nella mente, forse abbiamo fatto per la prima volta l’amore. Lui era diverso, io lo ero. I nostri corpi, tutto era diverso. Posso solo tenermi questo nel mio cuore e basta.
Mi sdraio sul letto proprio dove mi sono sentita amata e con la musica nelle orecchie mi addormento rivivendo il mio sogno erotico.
Sento la sua mano che mi accarezza dolcemente, apro gli occhi sorridendogli. Le sue labbra si posano sulle mie, le assaporo divorandole. Le sue mani mi spogliano del vestito che indosso, i suoi occhi accompagnano i movimenti, il suo desiderio mi divora completamente. Di nuovo le sue labbra si appoggiano alle mie per qualche istante, poi accarezzano il mio collo scendendo piano sul seno. Continuano sulla pancia e si fermano per succhiare l’ombelico. Mi dimeno dal piacere.
Proseguono poi lungo la coscia sinistra, per poi tornare al centro del mio piacere senza toccarlo facendomi implorare. Riprendono il loro cammino sull’altra coscia, torturandomi ancora e poi torna di nuovo in mezzo alle mie gambe e a quel punto succhia il mio clitoride, la lingua si fa largo tra le mie carni facendomi sussultare dal piacere. Mi lascio trascinare dal mio godimento, aspettando impaziente di esplodere da un momento all’altro. Edward si ferma… si avvicina al mio viso senza parlare, capisco cosa vuole.
Afferra i miei fianchi e mi fa alzare, mi gira e mette le mie mani sul letto tirando a se il mio sedere. Rimango paralizzata e senza parole, lo voglio ma, il mio corpo s’irrigidisce immediatamente.
Edward non fa assolutamente niente, rimango qualche secondo ferma e poi mi giro per guardarlo.
<< Vieni qua>> mi aiuta ad alzarmi.
<< Non voglio che tu sia spaventata>> mi guarda. Afferra la mia testa e si avvicina per baciarmi. Quel gesto mi rilassa molto e mi lascio andare. Da sola mi rimetto in posizione, sono impaurita ma tranquilla. Non ha mai deluso le mie aspettative anzi, sono sicura che stavolta sarà ancora meglio. Mi fido di lui.
La sua mano mi accarezza il clitoride facendomi di nuovo andare in estasi, con un dito s’insinua nell’apertura, delicatamente gira in senso orario, mi abituo subito all’intruso godendo. Mette un lubrificante e si avvicina a me. La sua è un’intrusione lenta e dolce. La strana sensazione e il dolore leggero che provo mi mandano in confusione. Non riesco a capire e controllare le emozioni che sento. Il suo gemere mi eccita al tal punto da provocarlo anche a me. Finita tutta l’intrusione, si ferma ma a quel punto ne voglio di più e lo imploro! Afferra i miei fianchi tenendomi stretta e inizia il suo movimento. Un vulcano si forma dentro di me, un’esplosione stratosferica è pronta, continuo ad ansimare e ad implorare dal piacere. Afferro il lenzuolo tra le mani e finalmente il vulcano esplode. Il mio orgasmo è così forte che non riesco a stare ferma, Edward mi blocca.
<< Vuoi che mi fermo?>> mi chiede.
<< Oh no ti prego>> imploro io.
A quella supplica lui riprende il suo ritmo, e la giostra riparte. Il mio intimo vulcano riprende vita, ancora più di prima inibendomi completamente. La mia mano inizia a stuzzicare il clitoride trascinandomi ancora di più nell’estasi. Edward perde ogni ragione e gode infinitamente. Mi muovo con lui per ampliare il nostro piacere fino a esplodere di nuovo. Mi sento distrutta, le mani tremano e anche le gambe, desidero solo accasciarmi sul letto, le lacrime iniziano a uscire inesorabili, ogni emozione mi sfugge al controllo. Finalmente libera cado sul letto arrotolandomi. Edward si avvicina dolcemente e mi accarezza, apro gli occhi e mi getto tra le sue braccia come una bambina. Mi tira su di se stringendomi forte, io non mi muovo nemmeno di un millimetro da lui.
<< Un magnifico regalo mia Grace>> mi dice lui. Già un magnifico regalo Edward, ti ho appena dato il mio cuore!
Rimango in silenzio gustandomi le sue carezze.
Iniziamo a preparare le nostre cose per tornare alle solite vite. Lasciare questo posto mi dispiace molto, mi ha regalato l’illusione di una storia d’amore vera. Rimarrà comunque la bellissima sensazione che ho vissuto, ricorderò la tranquillità e la serenità che ho visto sul volto di Edward, di sicuro ricorderò per sempre come ha fatto l’amore con me ieri sera. Come se voleva lasciarmi un ricordo meraviglioso di lui. Il cuore batte forte pensando a questo, un bellissimo regalo ma l’ultimo. Mentre mi avvicino alla macchina saluto con il cuore quel castello incantato.


16

Edward durante il viaggio di ritorno è particolarmente silenzioso, io anche, mi accascio sul sedile e provo a dormire. Sento improvvisamente avvicinarsi Edward, io non mi muovo. Sento il suo sguardo su di me, rimane qualche secondo fermo poi dolcemente si avvicina e mi bacia la fronte dicendo “Oh mia Grace”. Le sue dolci parole mi lasciano l’amaro in bocca. Il suo tono era quasi triste. Cerco di trattenere le lacrime che vogliono uscire a tutti i costi e in qualche modo mi rubo nel cuore quelle parole per me.
Mi sveglia appena arrivati sotto casa mia, mi avvicino per baciarlo appoggio le mie labbra dolcissime a lui, le sue mani circondano il mio viso tirandomi a se ancora di più regalandomi un bacio mozzafiato.
Al mio rientro Alice e Stefan mi fanno una gran festa. Alice mi chiede tutti i dettagli, io mi limito a raccontargliene solo pochi. Per fortuna non insiste visto anche la presenza di Stefan, sa benissimo quanto mi crea noia raccontare i miei affari davanti agli altri. Mi preparo per andare a letto, mi accorgo del messaggio del sig. Steel, dove mi dice che mi aspetta nel primo pomeriggio per iniziare.
Passo l’intera mattinata a decidere cosa sia meglio mettere per il mio primo giorno di lavoro, ho dovuto comunque impegnare la testa per non pensare che i minuti e le ore passassero ma di Edward nemmeno l’ombra.
Mentre mi avvio a lavoro, decido di mandargli un messaggio… non resisto più.
Ehi ciao
Hai avuto molto da fare?
Io sto andando a lavoro inizio oggi
Baci
Grace “

Mi risponde subito…
Ciao si devo dire che sembra arrivato l’inferno qua…
Mi raccomando stai attenta a quello
Edward “
Sorrido per la sua raccomandazione, sicuramente ha avuto molto lavoro oggi e non ha potuto mandarmi niente. Entro nel palazzo dove si trovano gli uffici della New Book e mi avvio nell’ufficio del sig. Steel. Busso educatamente e attendo l’ordine di permesso. Lui è seduto alla scrivania che scrive al computer, alza gli occhi verso di me sorridendo.
<< Salva signorina Harper, venga pure che le faccio vedere il lavoro>> mi avvicino e m’immergo nelle sue mille spiegazioni. Alla cinque la giornata è finita, spero almeno di ricordare tutto ciò che mi ha spiegato.
<< Qualcosa non va Grace?>> mi chiede lui.
<< No sig. Steel, spero solo di non dimenticare tutto>> rispondo sincera io.
<< Tranquilla Grace non pretendo tutto subito, sono sicuro che non mi deluderai>> sfoggia un sorriso e si avvia verso l’ascensore indicandomi di seguirlo. Quando arrivo di sotto, mi accorgo di un brutto temporale, saluto il sig. Steel e mi copro con la borsa. L’autista di Edward mi apre la portiera, sorrido immaginando che si sia preoccupato di non farmi subire tutto il temporale tornando a casa. Entro in macchina sorridendo come non mai, ma quando vedo la sua faccia, cambia tutto. Lui non sorride affatto, i suoi occhi sono scuri come la notte, il suo volto tirato.
<< Ciao>> dico io seria.
<< Grace devo parlarti>> mi dice lui. Io smetto già di respirare.
<< Credo che il nostro patto non sia più come sarebbe dovuto essere, sta diventando qualcosa di più per te, e credo che per entrambi sia meglio finirla qui>> si ferma per un istante per vedere la mia reazione. Da me non esce nulla, semplicemente perché sono morta.
<< Io non voglio nessuna relazione Grace>> continua. Si ferma per aspettare qualche mia parola.
<< Ok Edward>> sono le uniche parole che riesco a dire, apro la portiera e il più veloce possibile ed esco da quell’inferno. Inizio a camminare, poi inizio a correre sotto la pioggia. Sento la voce di Edward che mi chiama, ma io non mi fermo e corro più che posso. Ormai abbastanza lontana da lui mi fermo per cercare di respirare, la pioggia cade sul mio viso. Rimango ferma guardando in cielo, il mio cuore è a pezzi. Sapevo che poteva succedere, ma non di certo così presto. Avrei dovuto capirlo, è stato il suo ultimo regalo! La pioggia per fortuna nasconde le mie lacrime, così io le lascio uscire fino a quando non ne ho più.
<< Santo cielo Grace sei zuppa>> mi dice Alice appena rientro a casa.
<< Si è vero diluvia >> cerco di non farle vedere il mio viso.
<< Vado a fare un bagno caldo>> le dico. Rimango immersa nell’acqua per molto tempo.
Con una scusa dico con Alice che vado nella mia camera, non potrei sopportare di parlare. Mi chiudo nella mia camera, nel mio cuore, mi sdraio senza pensare, senza piangere, come se ogni parte di me non fosse nemmeno viva.
Mi alzo come se un treno mi avesse appena investito, faccio due chiacchiere con Alice e mi avvio a lavoro. Passo l’intera mattina a studiare tutto l’archivio. A pranzo vado insieme con le altre dell’ufficio in un coffee poco lontano. Quest’ora con loro mi ha fatto bene, abbiamo riso e scherzato come tutte le persone dovrebbero fare, e per un po’ lo faccio anch’io.
Nel pomeriggio il sig. Steel mi spiega come preferisce che prenda gli appuntamenti per lui.
<< Scusami Grace, posso dirti una cosa?>> mi chiede.
<< Si certo>>.
<< Ieri ti ho vista salire sulla macchina di Edward Hunt, se posso, ti consiglierei di stare alla larga da lui. Non è un tipo di cui fidarsi e poi è sposato>> le sue parole mi lasciano fulminata.
<< Si lo so>> ammetto io.
<< Sai, lui sa solo usare le persone, non credo nemmeno che sappia cosa vuol dire fare del bene a qualcuno>> sorride.
Edward non è così! Lui sa come voler bene a qualcuno, forse non vuole farlo ma sa benissimo come si fa! E comunque non credo proprio che lui sia migliore di Edward. A prescindere da tutto non posso accettare che parli di Edward in questo modo, mai!
<< Mi scusi sig. Steel ma non credo affatto che sia così, accetto volentieri il suo consiglio, ma posso cavarmela da sola>> rispondo educatamente e con un tono pacato ma della mia vita a lui non deve interessare.
<< Certo, pensavo solo che meriteresti di meglio>> mi risponde lui secco.
<< Grazie ma va bene così>> rispondo e continuo a fare ciò che devo.
Al solito orario esco e mi avvio verso casa. Per fortuna una giornata è passata in qualche modo, m’infilo a letto appena possibile e smetto di pensare.
17

Una altra giornata inizia, dentro di me sento un vuoto immenso. Sembra quasi che nulla abbia più senso. Mi domando solo perché vedere tanta felicità per poi farsela sfuggire. Esco da casa e un cielo limpido e azzurro si presenta a me. Guardo in alto, quella luce magnifica sembra quasi che scaldi il mio cuore. Come vorrei adesso sentirmi solo un po’ meglio. Ricordo la mamma che ogni volta che si trovava in un momento difficile della sua vita si rivolgeva al cielo, si rivolgeva a Dio. Pregava incessantemente che quell’inferno finisse subito. In fondo credo che ognuno di noi credente o meno, all’inizio del proprio tunnel si rivolga a Lui. Sei talmente caduto in basso che sai che l’unico modo che hai per rialzarti è aggrapparti con tutte le forze solo a Colui che regna lassù. Mi chiedo se dovrei anch’io supplicarlo di non soffrire più. Sono furiosa perché mi ha dato la possibilità di conoscerlo, di amarlo e poi alla fine me l’ha tolto, perché?
Arrivo in ufficio timorosa della possibile reazione del sig. Steel alla mia risposta di ieri, ho bisogno di questo lavoro. Per mia sorpresa è sorridente e mi aiuta a capire come fare al meglio ciò che mi chiede. Probabilmente sono corsa subito a conclusioni affrettate. Passo un’ennesima giornata immersa nel mio lavoro. All’uscita il capo mi chiede se va tutto bene.
<< Sì, grazie sig. Steel>> rispondo io.
<< Grace chiamami pure Alexander, mi fai sembrare vecchio con quel signor >> sorride.
<< Ok certo>> sorrido anch’io.
Ci salutiamo tutti e mi avvio verso casa. Poco dopo incontro Marc, rimango imbarazzata davanti a lui. L’ultima volta che l’ho visto è stata la sera della scazzottata.
<< Ciao>> dico timidamente io.
<< Ciao >> risponde lui.
<< Senti Marc, mi dispiace molto davvero>> inizio io.
<< Lascia stare Grace, è passato >> io abbasso la testa.
<< Come te la passi?>> mi chiede. Che bella domanda!
<< Bene>> la mia risposta è falsa da far paura.
<< Non sembra sai>> mi dice lui. Io non rispondo.
<< Ti vedi ancora con >> non finisce nemmeno la frase.
<< No >> rispondo secca io.
<< Capisco>>
<< Ti va di vederci una di queste sere, magari ci facciamo due risate>> continua lui.
<< Marc, io >> rimango con la testa bassa.
<< Voglio solo vederti sorridere, non preoccuparti non farò nulla>> mi guarda e a me scappa un sorriso.
<< Si ok, due risate mi faranno bene>> rispondo io sincera.
<< Bene, possiamo fare domani sera che ne dici?>> mi chiede.
<< Si ok >> lo saluto e vado via. Penso che una serata tranquilla mi farà bene. Ho bisogno che il mio cervello smetta di pensare.
Alice è a casa che prepara qualcosa da mangiare. La saluto e vado in camera. Poco dopo sulla soglia vedo lei che mi guarda.
<< Che cosa succede Grace?>> mi chiede freddamente.
<< Niente>> ma già sento le lacrime.
<< Grace >> mi guarda come per dire “non mentire”.
<< Edward ed Io abbiamo chiuso>> la guardo per vedere cosa mi dice. Lei abbassa la testa. Ecco perché non volevo dirle niente.
<< Lo so cosa stai per dire e non voglio sentirlo >> le lacrime escono inesorabili.
<< Ti sbagli Grace, posso immaginare come ti senti, se succedesse a me, io >> abbassa la testa.
<< Può anche iniziare come un gioco, ma la verità è che ti ritrovi a donare tutto di te e perdere quell’amore ti distrugge dentro >> la guardo sbalordita, non pensavo che provasse questo. Mi rendo conto che in fondo noi non siamo capaci di donarci a un uomo con freddezza e senza cuore. Sarebbe come dare un qualcosa senza senso. Durante un rapporto, prima di tutto si dona il cuore e molte volte si ha talmente paura di questo che ci si nasconde dietro la scusa del sesso e basta. Donare il cuore è talmente difficile che per proteggersi le persone inventano la scusa del cuore di ghiaccio.
Si avvicina dolcemente e mi abbraccia, mi lascio cullare da lei, dal suo profumo. Il suo amore per me mi scalda davvero. Ora che le ho detto tutta la verità mi sento meglio, mi sento quasi libera, quasi mi rendo conto che la vera felicità la sentirò solo quando potrò amare lui, ma non succederà mai!
Per fortuna a lavoro mi trovo bene, Alexander è davvero simpatico e tranquillo con me, almeno così le ore passano in qualche modo.
Quella sera esco con Marc, arrivata al locale, l’atmosfera è serena e allegra. Tutti nel locale sorridono e scherzano. Quell’allegria contagia anche me. Ci sediamo prendendo un drink, tra chiacchiere e risate alla fine mi ritrovo in pista a ballare.
Mentre tutti continuano a scatenarsi io vado al bancone per prendere un altro drink. In un angolo spostato ci sono dei tavolini, in uno di quelli c’è Edward con la ragazza che vidi con lui il giorno che la mamma venne a trovarmi. Il mio cuore si ferma. Vederlo parlare tranquillamente mi ferisce molto. Si lo ammetto avrei voluto che soffrisse per me, che stupida cosa! Mi ha lasciata proprio perché lui non provava niente per me. Il mio modo di stare con lui l’ha infastidito, mi giro per scappare via. Vado di corsa verso il bagno, lo stomaco mi ribolle. Mi sento bloccare da un braccio, Edward mi ha fermata.
<< Ehi aspetta. >> mi dice.
<< Che cosa vuoi?>> rispondo io nera.
<< Potremmo salutarci come amici almeno>> quelle parole mi fanno male.
<< Non voglio esserti amica Edward, lasciami in pace!>> strappo il braccio dalla sua presa e corro in bagno.
Mi chiudo in uno dei gabbiotti schifosi, l’odore fastidioso di sporco agita di più il mio stomaco e tra le lacrime vomito tutto.
Mi avvicino al lavandino completamente sfatta, come mi presento ora da loro? Una ragazza vicino mi guarda con compassione!
<< Dai succede a tutte di esagerare con i drink>> mi dice. Mi si accende una lampadina, penso che quella ragazza mi abbia appena trovato una scusa plausibile per i miei amici. Le sorrido per il suo inconscio aiuto e le dico un grazie sincero.
Arrivo al tavolo e dico che credo di aver bevuto troppo e che preferisco tornare a casa, subito afferro le mie cose per andare via.
<< Ti accompagno>> Marc si propone subito, mi rendo conto di non aver pensato a questo. Ma non ho nessuna voglia di stare sola per strada così accetto.
La passeggiata come l’altra volta è davvero piacevole, devo comunque mantenere il comportamento di una che ha bevuto. Arrivata a casa, saluto Marc e lo ringrazio del gesto. Lui abbassa lo sguardo, mi avvicino per dargli un bacio sulla guancia, lui mi sorride intimorito. Se solo mi fossi innamorata di lui!
Timidamente si avvicina alle mie labbra ma non mi tocca, mi avvicino e dolcemente gli do un bacio. Non so nemmeno io perché l’ho fatto. Sinceramente penso che volessi sentirmi per un attimo amata. Ma mi rendo conto subito di aver sbagliato. Le sue labbra non mi trasmettono tutte le emozioni e le sensazioni di piacere che Edward, anche solo avvicinandosi, mi provoca. Non è giusto fare questo a Marc. Illudere qualcuno è orrendo, io ne so qualcosa! Mi stacco subito e gli chiedo scusa. Senza aggiungere molto Marc capisce di cosa mi sono scusata, mi abbraccia e questa volta sento un amore pulito, sincero, da amico.
Rientro a casa, sicuramente meglio di quello che credevo.










18

Oggi sono stata per tutta la giornata sola, Alexander era impegnato in mille riunioni. A differenza di quello che pensavo, me la sono cavata molto bene. Ho messo in ordine l’archivio e preso appuntamenti esattamente come lui mi ha chiesto. Sono fiera del mio lavoro.
Usciamo tutti dall’ufficio, tutti scappano come possono visto il terribile temporale, io come sempre non ho mai un ombrello con me. Alexander mi propone di accompagnarmi, accetto. Salgo sulla sua macchina e l’autista parte subito.
<< E’ stata una giornata pesante>> si appoggia allo schienale.
<< Immagino>> rispondo io.
<< Saprei io cosa ci vorrebbe per rilassarmi. >> mi dice lui. Io non rispondo.
<< Tu Grace hai un metodo per rilassarti?>> la sua domanda è terribilmente maliziosa.
<< No. >> rispondo io tesa.
<< Potrei farti vedere il mio metodo. >> si avvicina e appoggia la sua mano sulla mia gamba. Io mi sposto immediatamente.
<< Credo che tu abbia confuso qualcosa. >> rispondo io infastidita.
<< Credimi posso farti stare meglio di Edward. >> mi dice lui.
<< Non credo proprio e comunque non m’interessa affatto farmi rilassare da te>> il mio tono di voce è arrabbiato.
<< Non mi piace quest’atteggiamento Grace.>> mi dice.
<< Beh mi dispiace, ma a me non interessa ciò che a te piace. >> gli dico io.
<< Non permettermi mai più di fare una cosa del genere. >> continuo io.
<< Ti sbagli Grace io mi permetto ciò che voglio, sono io che comando>> mi risponde lui irritato.
<< Allora comanda qualcun’altra stronzo>> gli rispondo io. Urlando all’autista di fermarsi continuo
<< Se pensi che per un lavoro possa accettare questo ti sbagli di grosso, ti conviene cercarti qualcun’altra caro mio>> apro la portiera e la sbatto furiosa. Aveva ragione Edward, è solo un lurido porco.
Racconto tutto ad Alice, è terribilmente dispiaciuta pensando che me lo aveva detto lei di quel lavoro. Io non sono assolutamente arrabbiata anzi, riesco a farglielo capire e si calma subito.
Ora sono esattamente punto e capo, senza lavoro e senza lui. Posso cadere più in basso di così? Nel mio letto mi aggrappo a Dio. Tra le lacrime lo supplico di ridarmi il sorriso, di ridarmi la serenità, di ridarmi lui, continuo a supplicarlo fino ad addormentarmi.
In casa da sola mi sento ancora peggio, rimango a letto per tutto il giorno!
Al suo rientro Alice si prepara per andare da Stefan lasciandomi di nuovo sola, ma mai le avrei fatto rinunciare a stare con lui, soprattutto adesso che so i veri sentimenti che prova per lui.
Bussano alla porta, mi ritrovo l’autista di Edward con un pacco nelle mani.
<< Mi scusi signorina Harper, il sig. Hunt mi ha chiesto di portarle questo>> afferro il pacco, lo ringrazio e chiudo la porta. Quando apro dentro ci sono il vestito blu e le scarpe, quelle che lui mi ha regalato a New York. Ricordo che li avevo lasciati in macchina stesi nella custodia per non rovinarli nella valigia. La vista di quel regalo mi spezza di nuovo il cuore. Perché farmi questo? Si diverte a vedermi soffrire? La rabbia mi sale inesorabile, non gli permetterò di prendermi in giro. Afferro le chiavi e il telefono, prendo la scatola e anche se piove a dirotto, mi avvio correndo verso il suo harem del cavolo. La strada è davvero tanta ma la rabbia mi aiuta a non mollare. Entro dall’ingresso secondario, premo quel fottuto bottone e aspetto di essere davanti all’inferno. Busso così forte che mi fanno male le dita. Mi apre con solo la tuta dei pantaloni, quando mi vede il suo viso è sbalordito. Furiosa gli sbatto tra le mani il suo fottuto pacco.
<< Non lo voglio questo>> gli urlo.
<< Grace, è tuo>> mi risponde.
<< Non voglio niente da te, tieniti il tuo fottuto regalo >> urlo più di prima, tremo sia dal freddo sia dal nervoso.
<< Santo cielo sei completamente zuppa! Dai entra, ne parliamo>> mi dice.
<< No! Smettila di far finta di preoccuparti per me >> gli dico io ancora agitata.
<< Grace adesso smettila, dai entra>> mi risponde lui irritato.
<< Non dirmi cosa devo fare>> lo urlo forte.
<< No certo, tu sai bene cosa fare vero Grace? >> mi urla lui.
<< Che cosa vuoi dire?>> gli chiedo.
<< Merda Grace!>> il pacco dalle sue mani vola per terra rovesciando il vestito e le scarpe.
<< Come hai potuto, come cazzo hai potuto Grace>> urla ancora.
<< Come ho potuto cosa?>> gli chiedo io.
<< Ti ho visto salire sulla macchina di Alexander >> è furioso.
<< Come hai potuto pensare a una cosa del genere?>> urlo. Lui non risponde.
<< Davvero pensi che potrei fare una cosa del genere? Si lui me l’ha chiesto, ma gli ho dato anche il ben servito>> continuo.
<< Io non sono come te>> gli urlo. A quelle mie parole il suo viso si contrae.
<<Io non ho bisogno di consolarmi con nessuno >> dico io.
<< Nemmeno io>> mi risponde lui.
<< Smettila di dire cazzate Edward, al massimo non sapevi se scegliere tra tua moglie o la puttana del bar>> le parole mi escono senza nemmeno accorgermene. Lui rimane pietrificato.
<< Da quanto lo sai?>> mi chiede calmo.
<< Da sempre, ho sempre saputo di tua moglie e come una stupida ho accettato il tuo gioco >> rispondo io.
<< Allora perché hai accettato?>> il suo tono si fa più alto.
<< Io. >> mi blocco.
<< Io cosa Grace?>> insiste lui.
<< Volevo farti beccare da lei, hai fatto una promessa e non l’hai mantenuta, ma poi. >> dico io.
<< Tu non sai niente di me, tu non sai niente di lei. >> urla come un pazzo.
<< So solo che non sai amare nessuno>> le mie parole fanno male anche a me.
<< E così mi hai preso in giro? Anche questa stupida scenetta di stasera. >> il suo tono è furioso.
<< No, ammetto che all’inizio volevo questo ma poi mi sono bruciata da sola>> le lacrime si mescolano alla pioggia rimasta sul mio viso.
<< E perché dovrei crederti? >> mi dice lui.
<< Perché ti amo!>> gli urlo tutto il mio amore, la mia rabbia, il mio dolore. Scappo via da quella stanza inizio a correre per le scale come una matta. All’uscita continuo più veloce che posso, gli ho detto che lo amo, che stupida.
Mi ferma lì in mezzo alla strada, anche lui sotto la pioggia.
<< Lasciami>> gli urlo.
<< Tu non sai niente di noi, e non è come credi>> è calmo.
<< Non importa più, lo capisci?>> gli dico.
<< Grace. >> i suoi occhi mi bruciano. Stacco di nuovo il mio braccio da lui e corro via, poi il nulla.
19

Un dolore lancinante m’invade ovunque, mille voci ronzano attorno a me. Faccio fatica ad aprire gli occhi, non riesco a fare e dire niente, non ricordo cosa è successo, non so dove sono, sono in panico.
Mi agito, cerco di muovermi e a fatica apro gli occhi.
<< Oh Grace sei tornata!>> un uomo mi guarda come se avesse appena visto la morte.
<< Grace come ti senti? Riesci a parlare?>> una nuova voce mi parla, non riesco bene a capire da dove arriva. Provo a parlare ma non riesco, riapro gli occhi e non vedo altro che due persone che si muovono su di me, lui non c’è più. Nella testa sento solo il ronzio delle loro domande. Continuo a cercare in tutti i modi di capire qualcosa. Riesco solo a pensare: “chi cavolo sono queste persone? Chi sono io! “.
<< Che cosa è successo?>> è l’unica cosa che riesco a far uscire dalla mia bocca.
<< Sono qui Grace!>> giro la testa verso la voce di quell’uomo.
<< Perché continui a chiamarmi Grace? Chi sei?>> inizio ad agitarmi. I suoi occhi si spalancano e non risponde.
Arriviamo in ospedale nel caos più totale. Loro continuano ad armeggiare macchinari di tutti i tipi. Mi mettono il collare per bloccarmi e mi portano in una stanza, altre persone continuano a trafficare su di me. Uno di loro si avvicina.
<< Signorina si ricorda cosa è successo?>> mi chiede. Io rimango in silenzio cerco in tutti i modi di ricordare qualcosa. Io non ricordo assolutamente nulla.
Lui mi dice che ho avuto un incidente, una macchina non è riuscita a frenare in tempo e mi ha travolta. L’impatto non mi ha causato probabilmente nulla, ma essendo caduta di peso ho sbattuto la testa e mi sono rotta la caviglia. Aggiunge che ho perso momentaneamente la memoria.
Mi dice che sono stata fortunata in qualche modo, che poteva andare molto peggio e che per fortuna hanno chiamato subito i soccorsi, io penso a quell’uomo. Continua dicendomi che hanno dovuto mettermi tre punti in testa e fare una fasciatura molto stretta alla caviglia, devo portarla per un mese. Mi portano in una camera, dove l’infermiera mi dice che rimango per tutta la notte sotto osservazione e che se tutto procede bene fra qualche giorno, posso tornare a casa. Esce dalla stanza lasciandomi sola. Poco dopo entra una matta. Corre subito ad abbracciarmi.
<< Dio Grace, mi hai fatto prendere un colpo>> mi accarezza.
<< Scusami tu chi sei?>> rispondo io.
<< Che cosa dici Grace? Sono io Alice>> mi dice lei.
<< Io non ricordo nulla, io non so chi sono>> continuo io.
<< Non preoccuparti, andrà tutto bene>> mi dice lei.
<< Scusami chi è quel ragazzo che era con me?>> le chiedo.
Abbassa lo sguardo, perché?
<< E’ qui fuori, vuoi che lo faccio entrare? >> io faccio cenno di no con la testa.
<< Sicura Grace? >> io rimango in silenzio.
<< Credo che sia giusto che possa almeno vederti, è rimasto per tutto il tempo qui>> continua.
<< Ok>> rispondo io. Esce dalla stanza e poco dopo entra lui.
<< Ehi come ti senti?>> mi chiede.
<< Bene tranquillo, grazie per avermi soccorso >> gli dico io. Lui abbassa lo sguardo.
<< Credo che sia meglio che tu vada adesso. >> anche se quello che dico è logico, poiché io non so nemmeno chi sia, nel mio cuore sento un sussulto.
<< Ma tu chi sei?>> gli dico.
Inizia a raccontare una storia assurda, dove io e lui ci siamo dati tutto corpo e anima, anche se non subito a quante pare! Mi spiega come mai mi trovavo lì per strada. Nei suoi occhi si forma quasi una lacrima. Il suo racconto sembra un film!
Lui mi guarda ed io giro la testa per non farmi vedere da lui. Sono sconvolta da tutto quello che mi ha detto, e ancora di più del fatto che non ricordo assolutamente nulla. Com’è possibile? Perché? Mi sale una sensazione angosciante. Sono sola, non riconosco nessuno. Sono sicura che quello che dicono sia lui sia quella ragazza, sia vero. Perché mentirmi? Perché rimanere con me e preoccuparsi? La caviglia fa un male terribile, anche la testa non scherza. Sembra che mi batti il cuore nel cervello. Minuto dopo minuto il dolore diventa insopportabile, d’istinto metto le mani sulla testa per proteggerla da tutto. Urlo tutto il dolore che sento sperando di mandarlo via da me. Loro si avvicinano, fisso i suoi occhi in preda alla disperazione. L’immagine svanisce lentamente.











20

Una voce autoritaria s’insinua nella mia testa. Mi concentro sulle sue parole.
<< Abbiamo scoperto un ematoma nel cranio, abbiamo dovuto provvedere immediatamente a eliminare la pressione che provocava, probabilmente la perdita della memoria è dovuta a quello, l’intervento è riuscito bene. Ci vorrà un po’ di tempo ma prevediamo che la sua ripresa possa avvenire al più presto. A breve l’anestesia svanirà del tutto, controlleremo le sue condizioni e vi sapremo dire di più>> sento il rumore della porta che si chiude.
Perdita della memoria? Io ricordo tutto! Ricordo che lì sotto la pioggia ho perso il mio amore. Ricordo tutte le parole, tutto il dolore, tutta la paura. Ricordo una macchina, luci che mi abbagliano e poi il nulla. Mi perdo nei miei ricordi, li rivivo a uno a uno. La verità è che quello che ho vissuto è assurdo, sconvolgente, un sogno magnifico. Ho scoperto che in quello che credevo un errore, un peccato assurdo, ho trovato amore, passione, desiderio. Ricordo però che tutto è finito!
Alice si abbassa baciandomi la fronte, il calore delle sue labbra scalda il mio cuore. La mia mano è accarezzata da quelle grandi di Edward, dentro di me si scatena l’inferno! Faccio il possibile per aprire gli occhi ma sono pesanti come pietre, mi arrendo alla mia condizione. Mi lascio accarezzare non potendo fare niente.
Alice inizia a chiedere spiegazioni dell’accaduto a Edward, anche se titubante lui le racconta tutto. Posso solo ascoltare riluttante tutto il mio dispiacere, tutto il casino creato. La sua voce è spenta e sofferta e questo mi fa ancora più male. La cruda realtà è che lui è sposato e nel frattempo si delizia a giocare con le altre donne. Probabilmente tutte le altre erano consapevoli e quindi divertite da questo gioco perverso. Fino a quando ha beccato me. Ingenua ragazzina che crede ancora nell’amore rovinando tutto il divertimento. Ho sbagliato io, mi sono infilata in un meccanismo di divertimento sapendo benissimo che non era per me. Allo stesso tempo l’ho messo in difficoltà, mi ha sempre detto cosa voleva dire per lui tutto questo, un bel gioco di piacere.
Sentirlo parlare mi dà la sensazione di sentire la mia coscienza che mi rimprovera obbligandomi a sentire la stronzata che ho fatto.
All’improvviso tutto tace. Non si sente nessuno parlare, nessun rumore. Penso di essere rimasta sola. È terribile questa sensazione. Provo ancora a svegliarmi, sforzo ogni muscolo del mio corpo a reagire. I miei occhi pesano ancora ma finalmente una piccola luce li attraversa. Senza smetter mai di sforzarmi li apro entrambi. La luce del lampadario mi acceca, sbatto le palpebre cercando di abituarmi. Sento lenzuola sotto le mie dite, d’istinto stringo per accertarmi che tutto quello sia reale. Giro la testa lentamente per vedere ciò che mi circonda.
<< Oh Dio Grace!>> Edward si fionda vicino a me, i suoi occhi mi guardano pieni di lacrime.
<< Ciao>> con un filo di voce gli rispondo a mala pena.
La sua mano accarezza i miei capelli, il suo gesto mi commuove, una lacrima scende sul mio viso. Alice entra di corsa per correre vicino a me. Mi abbraccia così forte che quasi non respiro. Piano piano riprendo tutte le mie facoltà sentendomi sempre meglio, a parte la caviglia e il dolore alla testa. Sulle braccia un’infinità di aghi mi punzecchiano ovunque, vorrei togliermi tutto ma credo che questi infernali aggeggi mi aiutino a sentire meno male possibile. Alice esce dalla stanza per parlare con Stefan, guardo Edward e per l’ennesima volta mi perdo per qualche secondo in lui. Tutto questo è inutile! La situazione è chiara e non posso rimandare l’inevitabile. Cerco di prendere tutta la forza che ho.
<< E’ meglio che tu vada adesso, non è più necessario che rimani>> la mia frase è fredda, crudele. Fa così male che giro la faccia lontano da lui per non vederlo andare via da me. Stringe le mie dita tra le sue ed esce. Il mio cuore, il mio corpo è morto lì in quel preciso istante.
Alice si avvicina e mi accarezza in silenzio, rimane con me fino a quando io mi addormento.

Apro gli occhi, sento dolore ovunque come se mi fosse passato un treno addosso, ah sì vero mi è passata una macchina!
<< Ciao Grace>> mi giro verso la voce che ho sentito e quasi mi prende un colpo.
<< Sono Rebecca, la moglie di Edward>> continua lei. Io non fiato.
<< Dopo quasi due anni e mezzo Edward è venuto a casa, casa nostra!>> il cuore mi batte all’impazzata.
<< Finalmente mi ha urlato contro la verità>> continua.
<< Mi ha accusato di avergli rovinato la vita, che per colpa mia ha perso la donna che ama>> ascolto le sue parole stordita.
<< Ascolta Grace non ti ha mentito, è vero siamo sposati ma... >> si ferma e abbassa lo sguardo.
<< Io amo un altro uomo. >> rimango di sasso davanti a quella rivelazione.
<< L’ho sposato sapendo che lui mi amava mentre io continuavo la mia relazione clandestina, tutti si aspettavano che io e lui ci sposassimo, mio padre mi avrebbe lasciato la casa di moda e mi avrebbe lasciato libera da lui, io come una codarda ho pensato che fosse la soluzione migliore, ma senza pensare al male che avrei potuto fare a Edward>> continua.
<< Nei primi mesi del nostro matrimonio lui non si è accorto di nulla, ma una sera mi ha beccato a letto con lui, credo di avergli fatto molto male in quel momento. Cercai di parlare con lui, eravamo sposati da poco ed entrambi ci avremmo rimesso la faccia. Gli dissi tutta la verità e gli proposi un patto; ognuno faceva la propria vita rimanendo sposati, in cambio io gli lasciavo l’azienda, dove lui ci aveva messo l’anima. E così abbiamo fatto, tutto andava liscio fino a te Grace.>> mi dice.
<< Sono qui perché credo che lui si meriti il tuo amore, l’ho costretto a rinunciare a tutto, ma ora non voglio che rinunci a te. Oggi chiederò il divorzio, non dovrei essere io a dirtelo ma Grace credimi, ti ama tanto. >> ad ascoltare quelle parole il cuore si strazia, immagino il dolore che ha provato, ha amato ed è stato tradito, penso che dopo un uragano del genere si smetti di amare. Le lacrime inondano il mio viso.
<< Ti prego Grace non fargli questo, non lasciarlo>> mi chiede lei. Mi sorride e va via. Rimango qualche minuto ferma.
Il mio Edward. Mi muovo come posso, devo andare da lui! Scendo a stento dal letto, la testa mi gira ma cerco di infilarmi i pantaloni. In quel momento entra Alice.
<< Cosa diavolo fai?>> mi chiede urlando.
<< Alice devo andare da Edward>> urlo io e ricomincio a vestirmi.
<< Non puoi andare >> mi dice lei.
<< Alice devo andare da lui, capito?>> urlo e piango, faccio fatica a muovermi ma devo assolutamente riuscirci.
<< Se vuoi lo chiamo e lo faccio venire qua>> mi chiede.
<< No, devo andare da Edward >> urlo ancora.
<< Sono qui!>> lui è lì davanti alla porta.
Si avvicina, mi stringe un braccio per tenermi, Alice va via. Mi rimette a letto immediatamente.
<< L’hai mandata tu?>> grido io.
<< Chi?>> mi chiede lui.
<< E’ venuta tua moglie>> singhiozzo.
<< Cosa ti ha detto?>> mi chiede. Io abbasso lo sguardo
<< Mi ha detto la verità su di voi>> gli rispondo io a filo di voce. Lui abbassa lo sguardo.
<< Avanti Edward dillo!>> gli grido. Lui tace
<< Dillo!>> dico di nuovo.
<< Che cosa dovrei dirti, che ti amo? >> quelle parole sono un terremoto.
<< Non avevi capito che ti amo?>> lo dice più calmo. Abbassa lo sguardo distrutto. Era tutto quello che chiedevo, era tutto ciò che mi serviva, il suo amore. Afferro il suo viso tra le mani e mi fiondo sulle sue labbra. Le sue mani mi abbracciano tutta, stretta. Il mio corpo così vicino a lui è guarito.

21

Edward mi aiuta a salire nella sua macchina. Non ho potuto replicare sulla sua decisione di farmi stare nel suo “appartamento”. L’harem del piacere non era altro che il suo appartamento dal momento che ha lasciato la sua casa coniugale. Tutta la sua premura per farmi salire, per aiutarmi in ascensore e poi farmi appoggiare al suo letto, mi scalda il cuore e allo stesso tempo mi turba. In tutto questo tempo non ho desiderato altro che averlo solo per me, volevo che mi amasse e che per lui fossi la sua principessa. Volevo premure, amore, attenzioni come una coppia stabile, come una coppia tradizionale dovrebbe fare. Quando però penso a tutto quello che ho vissuto con lui, a tutto quello che mi ha dato, mi rendo conto che tutta la mia favola l’ho sempre vissuta, convinta che quello che può essere considerato vero amore, l’amore visto e sognato nei film era lì davanti a me, nelle mie mani. Ho solo sprecato tempo e dolore nel cercare qualcosa che avevo già, forse un po’ diverso dagli altri, ma vero perché alimentato dall’amore del cuore!
<< Vado per qualche ora in ufficio, per qualsiasi cosa chiedi ad Albert >> finalmente so come si chiama il suo fedele autista \ maggiordomo e non so cos’altro!
<< Non preoccuparti me la caverò anche da sola>> ribatto io.
<< Ne sono sicuro!>> si avvicina e mi bacia facendomi solo sognare ancora di più di averlo un po’ per me!
Rimasta sola chiamo la mamma per tranquillizzarla dopo che Alice le ha telefonato. Dopo almeno mezz’ora riesco a calmarla, così decido di parlarle di Edward. Il mio discorso però cade molto sul classico. Le dico che ho conosciuto un uomo, che ci siamo frequentati e che stiamo provando a stare insieme. In fondo quello che le dico è vero, ho solo tralasciato qualche passaggio!
Appena attacco con lei, il telefono squilla ancora. Alice è ansiosa di sapere e dalla voce la sento anche un po’ preoccupata per me. Cerco di tranquillizzarla facendomi sentire sicura di me e di quello che faccio, ma so che ciò che dico è solo una piccola parte dei sentimenti che provo. Non ho idea di quello che succederà d’ora in poi, non so nemmeno cosa intendo fare sul serio. L’unica certezza che ho è il mio amore incondizionato per lui.
Al suo rientro il mio cuore sussulta. Mi sento felice ed emozionata come una bambina e forse per la prima volta mi rendo conto di essere una principessa davvero fortunata!
Rimango sul letto a guardarlo mentre si toglie uno a uno i suoi vestiti, mentre lo fa, parla al telefono per ordinare la cena. Il suo modo autoritario, sicuro di se, mi manda già fuori di testa. Mi godo il suo spettacolare spogliarello. Indossa subito i suoi jeans e una maglietta semplicissima. Sono sicura che per tutte le donne quel jeans e quella fottuta maglia sono tutto tranne che semplice!
Mi guarda mentre lo ammiro, sorride soddisfatto dell’effetto che provoca, si avvicina al letto e gattona fino a me. Le sue labbra iniziano a sbranarsi le mie, disperate per l’assenza che hanno dovuto subire. Dolcemente s’insinua in mezzo alle mie gambe continuando il suo tormento. Le sue mani sfiorano i miei fianchi elettrizzandomi tutta. La mia pelle già assapora le sue labbra, il mio corpo reagisce immediatamente al solo pensiero di ciò che lui riesce a scatenare rendendomi pronta a lui, pronta a godere. I miei banali vestiti sfilano uno a uno sotto le sue mani. Ogni centimetro della mia pelle è dolcemente sfiorata da ogni parte di lui, le sue mani, la sua bocca, la sua pelle, ogni cosa di lui mi sfiora. Afferra le mie mani portandomele sulla testa, le stringe senza farmi male mentre lui continua ad assaggiarmi. Quando mi lascia le mani per togliermi il resto, io rimango in quella posizione. Mi eccita pensare al suo completo potere su di me, mi piace essere in balia di lui, so bene cosa vuol dire volare nel suo desiderio.
Chiudo gli occhi gustandomi la sua bocca, le sue mani, tutta la sua voglia di me che mi porta a esplodere. Rimango immersa nel mio piacere, lui si toglie i vestiti e mi penetra gustandomi ancora. Il mio corpo lo riceve ancora più desiderosa di prima. Seguo il suo ritmo fino a renderlo in sincronia, fino a portarci all’orgasmo.
Sono cambiata, sono una donna ora. È riuscito a tirare fuori tutta la mia femminilità, tutto il mio desiderio. Sento che il mio cuore ama ed è sempre stato ciò che io desideravo. Lo ammiro mentre si prepara un bicchiere di vino e con tutta la normalità di questo mondo, assaggia il cibo appena arrivato. Nella mia testa era un principe di altri tempi. Ho pensato che fosse un uomo tutto particolare. Mi rendo conto che è una persona che ha sofferto e che ha reagito di conseguenza. Ha un magnifico cuore che non solo sa amare, ma sa regalare tante emozioni.
Mangiamo insieme come non abbiamo mai fatto. Mi guarda incantato, mi sorride, mi ama! Altro che sogno!
Sarà magnifico questo tempo con lui. Mi curerà, mi amerà, mi farà volare in alto!
Ormai sono passati parecchi giorni sotto le sue cure, la caviglia è migliorata molto. Albert fa in modo che non mi manchi niente, Edward mi riempie di attenzioni fisiche e spirituali, come sempre rientra nel nostro harem alle sei di sera. Il mio cuore e il mio corpo desiderano solo farlo sentire in paradiso. Ogni cellula di me lo brama, la donna che c’è in me vuole portarlo in alto. Lui va subito in bagno per deliziarsi di un bagno caldo. Mi spoglio di tutto quello che ho addosso. Rimango solo in mutandine. Cammino verso la porta del bagno con calma, apro la porta e mi godo il suo viso rilassato appoggiato alla vasca. Quando si accorge della mia sensuale presenza i suoi occhi s’illuminano. Tutto di me dice femminilità, sensualità, passione e desiderio!
Mi avvicino a lui e con un dito accarezzo il suo petto bagnato, i suoi peli si elettrizzano subito. Chiude gli occhi assaporandosi il mio gioco. Le mie dite avide si aprono per godersi i suoi fianchi e quella linea perfetta che ti accompagna alla giostra del piacere. Afferro il suo membro già pronto, le mie dite si muovono per eccitarlo di più. I suoi gemiti rispondono felici al mio assalto. Le sue gambe diventano dure come pietra. M’immergo nella vasca vicina a lui ancora con indosso l’intimo. Ora tocca alle mie labbra. Le appoggio sul suo collo, assaporo ogni centimetro della sua pelle bagnata, i suoi pettorali gonfi mi provocano un gemito. La mia sete di lui mi divora. La sua perfetta pancia mi delizia. I suoi fianchi mi portano al paradiso. La mia bocca si gode il suo piacere di me, è godurioso sentire la sua erezione. Continuo il mio tormento fino a farlo esplodere. Vedere i suoi occhi come fuoco, vederlo impazzire per avermi mi fa sorridere come una bambina, ora tocca a me!
Si alza dalla vasca e mi prende in braccio. Inzuppata come non mai, mi sdraia sul letto. Afferra le mie gambe con dolcezza e le apre per deliziarmi. Si avventa su di me come un animale, e come un affamato, divora il suo piatto preferito. La mia carne urla dal piacere, le mie mani torturano le lenzuola, le sue torturano i miei capezzoli. Urlo e mi muovo in preda a spasmi eccitanti fino a donargli tutto il mio godimento.
Ancora con gli occhi chiusi mi godo la sua intrusione, i muscoli delle mie gambe si tirano fino a diventare marmo. Le sue dita s’infilano nella mia carne, i nostri corpi e il nostro cuore diventano una cosa sola!
Non esiste tempo, non esiste spazio. M’immergo nei suoi occhi mentre mi guarda compiaciuto. Il mio cuore esplode di felicità. Potrei rimanere così per sempre!
<< Ti amo principessa>> le sue parole mi commuovono.
<< Anch’io>> rispondo a fatica.


<< Sposami!>>.

Nessun commento:

Posta un commento