Preparatevi ad allargare gli orizzonti e non solo le gambe.
Oggi vi serviamo su un piatto d'argento, un pezzo della cultura erotica giapponese, la "Shunga".
STORIA
La Shunga ha origine in Cina tra la metà del 1300 e la fine del 1500.
Stampe, disegni e dipinti venivano solitamente pubblicati nel formato del libro o del rotolo orizzontale, ed erano fruite per svariate motivazioni: per autoerotismo, come guida per le future prestazioni o per dialetto.
Una delle caratteriste di questi pittori giapponesi era la tendenza ad ingrandire le dimensioni delle immagini dei genitali.
Un'altra caratteristica dello Shunga era quello di raffigurare frequentemente personaggi come le geisha e le prostitute dei quartieri piu' importanti della città, che a quel tempo grazie alla loro professione venivano viste come icone dell'erotismo e della sensualità sia dagli uomini, sia dalle stesse donne che aspiravano a diventare come loro.
Nonostante i numerosi tentativi da parte dei governanti giapponesi di vietare loro la produzione e la vendita dei libri Shunga, il movimento non si fermo', ma divenne clandestino a dispetto della legge.
Per tale motivo, gli artisti fautori di queste opere si nascosero dietro uno pseudonimo per non incorrere a eventuali danni legali.
Purtroppo con il passare degli anni e il cambiamento degli usi e costumi della civiltà, la cultura Shunga si arresto' completamente anche a causa dell'ingresso della fotografia erotica occidentale.
Oggi nonostante le molteplici difficoltà si è cercato di riportare in vita la Shunga attraverso i dipinti e le stampe storiche che ritraggono la meravigliosa cultura giapponese dell'epoca.
MOSTRA BRITISH MUSEUM – LONDON (3 Ottobre 2013 – 5 Gennaio 2014)
La mostra della "Shunga Sex" raccoglie una serie di stampe e dipinti tra gli anni 1600 e il 1900, che hanno ispirato i grandi artisti del calibro di Picasso, Lautrec, Beardsley, Sargent e Gustave Coubert, il cui lavoro è stato spesso rappresentato dalla ricerca dell'intimità e del piacere.
Questo genere artistico prendere il nome di "Le immagini della primavera" e vengono raffigurate immagini erotiche e scene di sesso esplicite, molto dettagliate, senza mai però cadere nel volgare o addirittura nella pornografia. I personaggi raffigurati (eterosessuali e omosessuali), infatti, non vengono mai ritratti del tutto svestiti, questo perchè secondo la cultura giapponese non è la nudità in sè che provoca l'erotismo in un un uomo, ma piu' che altro, il "vedo non vedo" e le immagini illusorie collegate ad esso.Non mancano le parodie e le raffigurazioni comiche che ritraggono scene di gelosia e tradimenti, molto frequenti già a quell'epoca.
Capitano
però non sapevo di questo Shunga, interessante è da cercare. ...
RispondiEliminaBellissimo , questo articolo👏👏! Nn ero a conoscenza di questa corrente culturale / pittorica!
RispondiEliminaGrazie !!