CHIARA
NO!NO!NO!Ti prego… non un’altra volta. Ti prego, lasciami stare…
Gli vorrei dire, ma dalla mia bocca non esce alcun suono, sono bloccata in balia di quest’uomo… LUI è più forte…LUI è più grande…LUI…
Mi sveglio per l’ennesima volta in preda ai postumi di un incubo, sempre lo stesso, sempre LUI, che nonostante siano passati anni, tormenta costantemente i miei pensieri.
Francesco dorme accanto a me, il mio amore, colui che capisce e che comprende tutto senza sapere.LUI ha rubato la mia fanciullezza ma non può rubare il mio futuro, quello no, non posso permetterlo! Ho lottato, nonostante le mie ferite non mi ha ucciso, sono qui e sono viva, viva e con il mio grande amore accanto.
<<Amore, anche questa notte hai dormito male… Pensi davvero che io non mi accorga cosa ti succede? Ma adesso basta!sono stufo!Ogni volta che cerco di avvicinarmi tremi. Sono stanco di vederti piangere ogni volta che facciamo l’amore. SONO STANCO!>> Mi dice, avvicinandosi sempre di più al mio viso, ed io ho paura, tanta paura. Perché fa cosi?Non ho mai visto tutta quella rabbia nei suoi occhi.
<<Ti prego calmati.>> Cerco in qualche modo di far sparire quello sguardo che proprio non mi piace.
<<No! Adesso basta! Vado via, ho deciso Chiara, questa sera vado via>> aggiunge lui.
Io non so reagire, resto lì in preda al mio più grande incubo. L’ho perso, perso per sempre.
Come promesso Francesco va via, dopo cinque anni mi lascia ed io non posso farci niente, lui ha ragione, non mi lascio toccare, fa l’amore in sostanza da solo. Mi ha sempre capito, prima che ci sposassimo, non ha mai forzato la mano, e dopo il matrimonio ha sempre rispettato i miei tempi e i miei spazi, ma dopo sei mesi di notti a cullarmi, quelle notti che lui non sapeva esistessero prima del matrimonio, si è stancato ed io non posso che prenderne atto. Nemmeno io vorrei vivere con una donna che non si fa toccare, che piange in continuazione e che ogni notte ha un incubo.
I giorni e le notti sono sempre le stesse, da quando Francesco non è più con me, non riesco a fare più niente. Ha vinto… il mio passato ha vinto sul mio futuro, su la cosa più bella che mi potesse regalare la vita, FRANCESCO.
Torno a lavoro tutte le mie colleghe sono felici di rivedermi, ma c’è Lucia che non appena mi vede scoppia in lacrime e scappa via. Lucia, la mia migliore amica, la mia sorellina, quella che mi è sempre stata vicina e che in questo periodo di dolore ho tagliato fuori dalla mia vita. Lucia è l’unica ha sapere la mia tormentata infanzia. Appena abbiamo cinque minuti di pausa lei, si avvicina e con tutta la tenerezza e la dolcezza di questo mondo mi fa notare come quanto io sia dimagrita e come lei ne soffre di questo. Io che sono stata sempre formosa ho di colpo perso tutte le mie forme, credo che ormai sono a meno quindici chili e non riesco a fermare la bile che mi sale ogni volta che vedo il cibo. Anche Francesco ha perso molto peso, mi dice Lucia. Mi afferma inoltre che le è stata vicino in questi mesi, ed io la ringrazio per questo, lo amo e voglio solo che lui stia bene.
<<Chiara, devi dirglielo! Devi dire a Francesco ciò che ti affligge. Tu sei mia amica, io non ti tradirei mai, ma non costringermi a farlo. State troppo male, vi amate troppo e dovete superare questa cosa insieme.>> insiste Lucia.
<<No, Lucia nemmeno per sogno!Lui non deve sapere che sono sporca! Francesco non deve sapere delle violenze che ho subito, mi odierà cazzo!mi odierà…>> Piango e mi dispero. Forse Lucia ha ragione, dovrei dire tutto a Francesco.
<<Chiara, devi correre questo rischio, io non credo che lui ti odierà o cose simili,ti ama troppo, ma se dovesse accadere almeno, non avrai nessun rimpianto.>>
<<Grazie Lucia>> la abbraccio forte e piangiamo fino a quando non rimaniamo senza nemmeno una lacrima.
Dalla chiacchierata con Lucia sono passate settimane, e nulla è cambiato, tranne il fatto che ho ripreso oltre al lavoro in panetteria anche a cantare nei locali il fine settimana, cosa che non facevo ormai più da un anno. Ed è proprio in un locale che rincontro Francesco. Abbiamo cercato di evitarci per mesi, litigando con amici e parenti che volevano a tutti i costi farci incontrare, ma adesso proprio qui, questa sera lui è davanti a me, un metro e ottantuno di bellezza, fisico asciutto ma non muscoloso, capelli castani tendenti al rame, e i suoi bellissimi occhi verdi.
Oddio mi manca la terra da sotto i piedi. Non appena mi vede, si avvicina.
<<Ciao Chiara, sei bellissima come sempre>> mi dice. Io non sono bellissima è lui che mi vede cosi, non sono alta, ho un fisico che viene soprannominato “a pera”, ho un bel vitino e un bel culetto che piace molto agli uomini, beh si forse piaccio molto agli uomini perché son formosa, ma a lui so che piacciono sopratutto i miei occhi color miele, spesso mi ha detto che al nostro primo incontro l’ho folgorato con lo sguardo.
<<Ciao Francesco, anche tu non scherzi>> cerco di sdrammatizzare.
Ovviamente siamo impacciati, vorremmo abbracciarci e si vede lontano un miglio, vorrei baciarlo e dirgli di tornare con me, ma non lo faccio.
<<Allora ci si vede, vado, i ragazzi aspettano solo me>>.
Mentre sto per andare mi dice: <<Fammi sognare Chiara, facci sognare tutti.>>
Si reca verso un tavolo. Solo allora mi rendo conto che non è solo. Fumo dalla rabbia, ma vado, il dovere mi chiama.
La serata passa come sotto effetto di qualche strana sostanza, mi sento vuota e quando torno a casa, è ancora peggio. Francesco è andato via dal locare con la sua “accompagnatrice misteriosa” senza nemmeno salutarmi. Basta! Mi devo risvegliare da questo torpore, devo reagire. Lui è mio!
FRANCESCO
Sento che si agita accanto a me…Oh la mia piccolina, il mio amore, un altro incubo, cosa non farei per far smettere tutto ciò.
Sono cinque anni che siamo insieme, ma solo sei mesi che siamo sposati e che lei continua ad avere incubi quasi tutte le notti. Non riesce a lasciarsi andare, io la amo ma non può andare avanti così. Ho visto i segni sulla sua pelle e avvertito le sue ferite interiori, ma non ho mai insistito per sapere che cosa fosse accaduto, non voglio lei riviva quelle cose, qualsiasi cosa lei abbia subito deve rimanere nel suo passato. Mi ricordo la nostra prima volta, può sembrare banale, ma per me è stato come vivere un sogno.
La nostra prima notte di nozze, è stata mia per la prima volta, una delle poche volte che l’ho sentita mia per davvero. Lei bellissima in abito bianco, stanca ma felice dopo aver passato un giorno intero a festeggiare con amici e parenti. Eravamo in hotel e lei si avvicina ammiccante…ahhh la mia bambola sexy, non è stata mai timida. Mi tira per la cravatta e inizia a baciarmi, adoro la sua bocca, i suoi baci mi hanno sempre mandato in estasi, che sacrifici ho dovuto fare per non toccarla ogni volta che mi baciava! Ci spogliamo e inizio a toccarla da per tutto, capisco subito che c’è qualcosa che non va, ma la passione prende il sopravvento e cosi continuo, si lascia andare, ansima nella mia bocca e lì perdo la testa, la distendo sul letto e le bacio tutto il corpo meraviglioso, con le mani gli stringo i seni, la bacio e scendo piano verso i suoi capezzoli già duri dall’eccitazione, lei smania sotto di me.
<<No amore, piano o ti farai male, tranquilla.>> E la bacio ancora e ancora.
<<Dai Francesco ti desidero, ti prego>> ansima.
Posso mai non accontentare la mia cucciola? Certo che no! Allora prendo un capezzolo nella mia bocca e lo mordicchio dolcemente, e con la mano scendo verso il centro del suo corpo. Quando arrivo al monte di venere lei, si blocca, ma io non demordo, lei è mia adesso e dovrà superare ogni timore, con le dita la apro e inizio a massaggiare il clitoride, mentre alterno con il divorarle la bocca e il seno. Sto per scoppiare, adesso deve essere mia, lei è pronta, quindi avvicino il mio pene alla sua fessura e pian piano entro dentro di lei. La sensazione che provo è indescrivibile, il suo imene si lacera sotto la mia spinta, io mi fermo, ma lei mi chiede di non farlo, cosi continuo, è strettissima.
Il paradiso. La faccio mia, esplode sotto le mie spinte ed io con lei subito dopo.
Ci amiamo e ci prendiamo per tutta la notte.
Adesso lei dovrà parlarmi! Mi deve dire cosa la fa stare cosi male, io devo sapere!
So che non lo farà. Allora decido di andar via. Voglio che lei rifletta bene e soprattutto senza di me. Solo cosi potremmo andare avanti.
Spero solo capisca che lo faccio per noi e che non mi perderà mai.
I giorni passano e Chiara mi manca sempre di più, non mi vuole vedere, non credo abbia capito fino in fondo il mio scopo. Chiamo Lucia.
“Ciao Lucia, sono Francesco. Ti devo vedere! Grazie a domani”
Lucia sta come me, lei è la sua migliore amica ma Chiara non vuole vederla.
<<Francesco, lei sta male, tu devi capirla!>>
<<Non posso Lucia, non posso stare con lei cosi, mi sento tradito. Se lei adesso che siamo sposati non si fida di me, non posso più stare con lei. Potevo e posso capire tutti i suoi buoni motivi, ma io voglio una famiglia con lei, dei figli e così, a queste condizioni non mi sta bene!
Non è una questione solo di sesso, lei mi ferisce ogni volta che mi taglia fuori.>>
<<Ti capisco Francesco, lo sai bene, ma noi la amiamo anche per questo no? Abbiamo sempre amato i suoi difetti, la rendono unica. Io ti chiedo solo di aspettare>>
<<Io aspetterò per sempre. La amo troppo!>>
Tramite Lucia ho saputo che Chiara canterà in un locale questa sera, io sarò lì.
Purtroppo non posso andarci da solo. inoltre ho questa ragazza che mi ronza intorno, e proprio questa sera non la posso mollare. Sono due settimane che mi da filo da torcere. Mi preparo con ansia, ma non per Roberta, anche se è una bella ragazza. Questa sera mi preparo solo per la mia Chiara. Roberta non sa che sono sposato, e non conosce Chiara, spero questo giochi a mio favore.
Arriviamo a locale. Subito la vedo.
Oddio è bellissima, molto dimagrita, ma sempre bella.
Tremano le mani solo guardandola.
<<Francesco, che ti succede? Pare che abbia visto un fantasma!>>
<<Niente Roberta, tranquilla, adesso vedo se c’è un tavolo>>
<<Potremmo anche saltare la cena sai… >> si avvicina.
<<Prima ceniamo, poi andiamo a casa mia.>> Non so nemmeno perché cazzo gli faccio questa promessa. Vado dal cameriere a vedere se c’è un tavolo. Vedo Chiara scambiamo qualche battuta formale e scappa via.
Lei deve cantare e non so se questa cosa mi rattrista o mi rende felice. Amo la sua voce e son sicuro che abbia cambiato la scaletta. Cantano tutta la sera solo i pezzi che piacciono a me, la amo sempre di più, quasi mi scordo di Roberta.
<<Oddio Francesco… quanto sei simpatico e loquace! Eppure per quel che ti conosco, non sei mai stato cosi taciturno e distratto>> afferma, mentre segue con il suo sguardo il mio.
<<Non è che ti piace la tipa che canta?>> chiede ed io cambio subito espressione.
<<Nooo non ci posso credere!!! Come fai a uscire con me mentre ti scopi quella!?!>>
Lo dice cosi sprezzante che la prenderei a schiaffi nonostante non abbia mai picchiato nessuno in tutta la mia vita.
<<Roberta ti prego smettila! Adesso ti porto a casa>> La faccio alzare.
Mentre aspetto che mi diano le chiavi della macchina, lei ancora insiste.
<<Francesco, ma tu non sei un tipo da "puttanelle" come fa’ a piacerti quella lì>>
<<Adesso basta!!!Sparisci subito dalla mia vista!>>
<<Ok… calmati, non credevo t’interessasse cosi tanto>>
<<Roberta quella “puttanella”come la chiami te, è mia moglie… MIA MOGLIE!>>
Scandisco bene ogni parola.
<<Né tu né nessun’altra potrà mai competere con lei, e per tua informazione non è per niente una puttana!Addio Roby a mai più rivederci>> Metto disprezzo nel pronunciare il suo nomignolo. Scatto come una furia e vado via.
CHIARA
Decido di riprendere la mia vita di sempre. Oltre al lavoro in panetteria e con il mio gruppo, mi devo riprendere anche il mio Francesco.
Chiamo Lucia.
“Lucia, devo vederti subito. Grazie a dopo”
Quando arriva Lucia già ha capito cosa voglio fare,
Mi dice che nemmeno per un attimo ho rischiato di perderlo e che non sono andati via insieme dal locale,anzi, hanno litigato per colpa mia.
Evviva, adesso sì che tutto va per il verso giusto!Devo superare i miei disagi, per lui, per me, per noi.
Insieme alla mia cara amica di sempre decido di non invitarlo fuori, ma qui a casa nostra per una cena.
Quando lo chiamo, sembra sorpreso ma felice, e come pensava Lucia, è molto contento di restare a casa, dice, per non dover condividere questo momento con nessuno, nemmeno con la natura.
Il solito romantico.
Bussano alla porta, so che Francesco è qui, lo sapevo già da prima, ho avvertito la sua presenza ancor prima che bussasse.
<<Ciao Chiara, ho preferito bussare, posso entrare?>>
Io lo guardo imbambolata, cazzo quanto è bello.
<<Certo… ehm scusa, sei stupendo.>>
Mi scappa, non posso farci niente, quando lui è nei paraggi, perdo ogni contegno e ogni controllo.
<<Sei sempre la solita, tu sei fantastica. Quel vestito ti sta d’incanto.>>
Ci ho messo una vita a decidere cosa indossare. Non amo le cose pompose, infatti, questo è un abito semplicissimo a tubino blu, arricchito solo da una piccola cintura in vita dello stesso colore, che ha come chiusura una rosa con perline.
<<Grazie.>> Non so cos’altro dire, mi fa veramente piacere il suo complimento.
Ci accomodiamo e Lucia fa da mia “cameriera-complice” serve la cena e mi da la forza per affrontare il discorso che dovrò fare a Francesco. Credo che si aspettasse la presenza di Lucia, sa perfettamente che per me non è facile, e come sempre rispetta i miei limiti.
Quello che non sa e che Lucia a un certo punto andrà via, perché ho una sorpresa per lui.
FRANCESCO
Mi ha invitato a cena a casa nostra, sono felicissimo. So che alla fine non saremo soli, sospetto che ci sarà Lucia, ma non m’infastidisce, so che sono molto legate e che per quello che deve dirmi, avrà bisogno di sostegno. Ho cercato in tutti i modi di farmi dire da Lucia che cosa tormentasse Chiara ma niente.
Busso alla porta, non voglio entrare con le chiavi, non lo trovo giusto. Mi apre Chiara…
Cazzo è una visione, bellissima più che mai, ancora troppo magra per i miei gusti ma, sempre stupenda. La serata passa piacevolmente e come sospettavo Lucia, è con noi. Chiara diventa sempre più nervosa e capisco che ormai è arrivato il momento di parlare.
<<Chiara, so che per te è difficile, ma adesso è arrivato il momento. Sappi che qualsiasi cosa tu mi dirai io sarò sempre qui al tuo fianco>> Mi guarda come se fossi un marziano, donna cocciuta, ma davvero crede che ci sia qualcosa al mondo che mi potrebbe portar via da lei?Mi è bastato questa di tortura, adesso in poi non la lascerò più per niente al mondo.
<<Francesco… Io… io>> Scoppia in lacrime, a quel punto mi alzo e mi metto in ginocchio davanti a lei.
Fa un grande sospiro, si asciuga le lacrime e continua
<<Francesco, sono stata violentata!>>
La guardo incredulo. Io so che non è vero, perché mi dice questo? Ho sentito il suo imene lacerarsi e visto il sangue. Sono confuso, molto confuso. Credo in lei quindi invece di fare congetture inutili la invito a continuare con lo sguardo.
<<Ho subito cose assurde, tu hai visto le mie ferite esterne, quelle che mi sono inflitta da grande. Ma il dolore più grande è dentro di me. Io sono sporca Francesco, non ti merito, non merito il tuo amore,non merito la tua carne, LUI mi ha fatto cose assurde… >>
Quasi non le lascio il tempo di finire.
<<Lui chi Chiara? Dimmi chi ti ha fatto del male!>>
C’è tanta tristezza e rassegnazione nei suoi occhi, che quasi le direi di stare zitta, che non mi importa, ma devo sapere, ne vale del nostro futuro.
<<Francesco non posso e poi adesso sarebbe inutile>>
Adesso mi arrabbio davvero!
<<Com’è successo, quando è successo!?!>>
Non voglio perdere la calma, e non voglio spaventarla ma adesso sto veramente male per lei.
La mia mente va oltre. E se fosse successo qualcosa dopo il nostro matrimonio? Basta deve dirmi tutto. Quasi come se mi avesse letto nel pensiero mi dice:
<<Non pensare nemmeno di incolparti! Ero una bambina, nessuno immaginava, nessuno poteva mai sapere>> Piange, ed io non so che dire… i miei sospetti erano fondati, adesso so di chi parla. Il suo patrigno era un violento e questo lo sapevo, ma che aveva toccato lei no,e probabilmente oltre Lucia non lo sa nessuno. Non volevo ammettere a me stesso, non posso credere che un uomo che credeva di essere suo padre abbia potuto farle questo.
<<Chiara adesso basta, non ho bisogno di sapere nient’altro>>
<<No, no, no, tu devi, se vuoi decidere con serenità, devi sapere cosa mi ha fatto fino in fondo>> Gli faccio un segno di assenso con la testa. Se serve per lei, va bene cosi, la ascolterò.
<<Ti prego siediti, sarò breve, ma devi essere preparato a un racconto crudo>>
Prendo la sedia e mi metto di fianco a lei, le sue mani nelle mie.
<<Vai, sono pronto amore mio, ma prima di tutto desidero baciarti>> Avvicino le mie labbra alle sue e ci scambiamo un bacio ricco di sentimento e di passione, le nostre lingue s’intrecciano, diventa subito un bacio esigente, la prenderei qui sul tavolo, ma voglio che si tolga questo peso che porta da troppo tempo, solo cosi andremo avanti.
<<Francesco ti amo>>
<<Anch’io Chiara>>
Sì schiarisce la voce. Trattenere tutte quelle lacrime le ha causato un tono basso, respira profondamente e inizia a parlare come un fiume in piena.
<<Avevo solo sei anni quando ha iniziato a masturbarsi davanti a me, mi chiamava troia, mi diceva che ero uguale alla mamma, una bella troietta tutta da scopare… ero una bambina, non sapevo nemmeno cosa volesse dire. Spesso godeva nel vedermi spaventata e più dicevo che non volevo più si eccitava, prima si strusciava e si masturbava davanti a me poi chiedeva scusa e si faceva promettere che non l’avrei detto a nessuno. Era un gran porco, ma provavo tanta pena per lui, piangeva e mi diceva che stavo diventando troppo uguale a lei, ero bella e che ero io a fargli perdere la testa, lui mi spingeva il suo pene nella mia piccola bocca perché ero io che lo stuzzicavo. Continuava imperterrito, anche se avevo i conati di vomito. Non mi ha mai penetrato, e se avevo segni, perché magari qualche volta mi aveva stretto troppo o dato qualche schiaffo, diceva di dire agli altri che era stato mio fratello. Una volta a nove anni, sono andata a scuola con un occhio nero… che bastardo! Mi sentivo anche in colpa, lui continuava a dirmi che non lo avrebbe fatto più, ma appena ne aveva l’opportunità continuava e continuava e continuava e continuava fino a quando preso da un incontrollabile rabbia mi picchiava.>> Non ce la faccio a sentire le sue parole, mi fanno troppo male, ma se serve a farla stare bene, andremo fino in fondo.
Alza gli occhi e aggiunge: <<Francesco, mio padre, cioè quello che credevo fosse mio padre abusava di me capisci? Sai questo cosa vuol dire? Che non possiamo stare insieme, che sono sporca e sbagliata…>> Non le do il tempo di continuare il suo delirio, mi alzo e la metto sulle mie gambe e inizio a cullarla, piangiamo per non so quanto tempo. Se non fosse già morto quel figlio di puttana dovrebbe vedersela con me! Conosco il vero papà di Chiara ed è una persona fantastica, suppongo che quando quel verme guardandola le diceva di assomigliare alla madre in realtà aveva capito che non era figlia sua e che volesse in qualche modo vendicarsi del tradimento… bastardo! ha fatto pagare a una bambina un prezzo cosi alto, solo perché era un incapace e un malato. Adesso devo pensare a lei, devo far dimenticare tutto quello che gli è successo di brutto nella vita, non dovrà mai piu' soffrire la mia Chiara.
<<Shhh adesso basta, ci sono io, avrò cura di te Chiara come ho promesso, lo farò per sempre>> Alza di scatto la testa e mi guarda incredula.
<<Dopo tutto quello che ti ho detto, tu mi vuoi ancora?>>
<<Più della mia stessa vita!>> Iniziamo a baciarci, i suoi baci sono pieni di gratitudine, i miei carichi d’amore e passione verso questa splendida creatura. Sentiamo che qualcuno alle nostre spalle si schiarisce la voce, Lucia.
<<Non vorrei disturbarvi, ma adesso sono di troppo.>> Dice mentre prende il soprabito e si dirige verso la porta.
<<Ciao Lucia e grazie di tutto>> sussurra Chiara.
Lei commossa corre ad abbracciarla, io abbraccio entrambe e rimaniamo cosi per non so quanto tempo. Poi simpaticamente sculaccio Lucia e la butto fuori. E’ arrivato il momento di rimanere soli.
CHIARA
Dico tutto a Francesco e quando vedo che nei suoi occhi non c’è disprezzo, sembra che il peso di tutto il mondo si sollevi dalle mie spalle, mi bacia e avverto tutto il suo amore. Dietro di noi Lucia si schiarisce la voce e sta per andar via quando io la ringrazio e lei mi corre incontro per abbracciarmi e Francesco abbraccia entrambi. Lo amo troppo, lui sa quanto è importante per me Lucia, ma quando le dà un leggero schiaffetto al sedere e la butta fuori, sono la prima a sorridere, vuole rimanere solo con me e lo capisco.
E’ la prima volta dopo non so quanto tempo che desidero fare l’amore con lui, voglio che mi stringa, voglio che mi faccia sua in tutti i modi possibili. Spero solo che lui capisca quanto desidero tutto ciò e non si faccia problemi. In quel momento mi viene in mente la sorpresa che avevo preparato per lui, non so se adesso è il caso, Lucia ed io avevamo pensato questa cosa, ma adesso non ne sono sicura, faccio un bel respiro e tutto d’un fiato gli dico:
<<Francesco, voglio che tu mi ceda tutto il potere. Sono convinta che questo mi aiuterà ad andare avanti e a permetterti man mano di superare dei limiti… ti va?>>
Senza nemmeno esitare un attimo mi afferra la mano e ci avviamo in camera.
Ci sono candele ovunque, lenzuola nere, e abbiamo preparato anche delle corde e un foulard.
Avevo promesso a me stessa che se mai Francesco avesse accettato il mio passato, avrei fatto di tutto per riconquistarlo, soprattutto a letto.
<<Wow, cos’hai intenzione di farmi?>>
<<Vedrai mio caro, ti piacerà, e se mi dai tempo, da oggi, sarà sempre così. Mi farò toccare e amare ogni volta che vorrai. Ormai sai tutto di me e non mi ritieni sporca.>> Mi afferra prontamente per il viso, si avvicina quasi a sfiorarmi le labbra.
<<Non sei mai stata sporca! Era lui quello malato. Da stasera voglio che tu non pensi più al tuo passato, ma al tuo futuro con me. Chiara, voglio un figlio, voglio provarci da subito, ti va?>>
In lacrime gli faccio di si con la testa.
Inizio a baciarlo, voglio donarli tutta me stessa come non ho mai fatto in tutti questi anni, anima e soprattutto il mio corpo.
Le mie mani sono smaniose, lo spoglio e lui come promesso mi lascia fare. Le nostre bocche sono esigenti, le nostre lingue si intrecciano,si assaporano,si bramano. Con le mani percorro tutto il suo meraviglioso corpo, e intanto con la lingua inizio a scendere giù per il collo. Lui mi afferra per le spalle ed io vacillo e cosi decido di mettere in atto il mio piano.
Gli ordino di sedersi sul letto, lo faccio distendere, gli prendo i polsi e lo lego, sto attenta a non fargli male, mi alzo e sono di fronte a lui, nel suo campo visivo, inizio a spogliarmi sensuale. Il suo pene già semi eretto ha un fremito, io mi godo lo spettacolo e divento sempre più disinibita, con il suo sguardo vorace ma pieno d’amore mi rende cosi. Non ho usato l’intimo, quindi faccio scivolare il vestito lungo il fianco generoso e sono nuda.
<<Cazzo Chiara, sei stata così tutta la sera! A saperlo ti avrei preso sul tavolo!>>
Sorrido, credo che ben presto metteremo alla prova la resistenza di quel tavolo.
<<Zitto o ti bendo e non mi faccio guardare!>>
<<Ok, sto zitto promesso. Ti amo>> Sorride anche lui, gli piace giocare cosi.
<<Anch’io ti amo tanto>> Gli dico con voce sensuale che quasi io stessa non riconosco.
Salgo carponi sul letto, la mia bocca è sulla sua caviglia, lo voglio baciare tutto, lo voglio divorare. Salgo sempre più fino a ritrovarmi davanti alla sua imponente erezione. E’ arrivato il momento di superare il mio più grosso limite.
Intimidita lo tocco e con la lingua piatta lo lecco iniziando dal basso. Lecco avida i suoi testicoli e per mia sorpresa non mi infastidisce, mi sento libera.
Decido di slegarlo, desidero sentire le sue mani. Come speravo, anche se lo slego, lui non parte in quarta ma accarezza il mio viso.
Prendo ancor più forza dal suo gesto e lo faccio scivolare nella mia bocca calda e accogliente, dalla sua gola esce un grugnito quasi animalesco, perdo il senno, cosi lo infilo ancora più in gola e vado su e giù, ha un buon sapore, ed ho sempre amato il suo odore, presa da tutte queste piacevoli sensazioni succhio, vado sempre più forte su e giù, lo tolgo dalla mia bocca e la mia lingua percorre tutta la sua lunghezza dell'asta, e poi di nuovo dentro di me, nella mia bocca,.
Lui continua ad accarezzarmi il viso e la testa. Capisco che è al limite ormai e mi fermo, il mio uomo dovrà impazzire questa sera. Mi guarda sorpreso, ma sa a cosa miro e cosa voglio, sa che adesso tocca a lui, dovrà fare tutto quello che non gli ho mai permesso. Mi bacia con passione, ho ancora il suo gusto nella bocca ma pare non gli dia fastidio. Mi adagia sotto di lui e percorre il mio corpo con la mano, afferra uno dei miei seni, ansima ed io con lui, subito la sua bocca è sul mio capezzolo già indurito dall’eccitazione, lo bacia e lo succhia avido, va sull’altro seno e prende esigente tutto quello che vuole, scende con la bocca sempre più, si ferma al mio ombelico e ci infila la lingua, ma ci resta poco, ha un altro scopo il mio Francesco, è un uomo con una missione da compiere e questo mi fa sorridere e rilassare sempre più. Sono bagnatissima e in preda alle convulsioni, non ho mai provato tante sensazioni, nessuno mai ha toccato il mio corpo da adulta e soprattutto mai in questo modo. Arriva al suo bersaglio, si aiuta con le mani, mi apre, mi espone, lecca, quasi come se non ci fosse un domani, mi sento già al limite, so che non resisterò molto, smanio sotto i suoi colpi, mi divora sempre più forte, perde il controllo, glielo lascio fare.
<<Quanto l’ho desiderato, farti mia in tutti i modi farti godere come non mai>> riesce a dire ansimando.
<< Oh Francesco anch’io ho desiderato questo momento.>>
Mio angelo.
Ricomincia la sua dolce tortura, la sua lingua divora il mio clitoride e sono in paradiso, ma quello che porta al più intenso orgasmo della mia vita, sono le sue dita audaci che si infilano con prepotenza in me, una due, tre dita nel mio corpo, e vengo nella sua bocca.
Continua imperterrito il suo assalto, non mi lascia, fa continuare il mio piacere e quasi non mi accorgo che si scosta e mi penetra con violenza,ma lo fa cosi carico di desiderio e di amore,che ancora una volta non sono infastidita.
<<Oddio Chiara sto per esplodere,non so quanto durerò>> mi avverte.
<<Amore mio bellissimo,lasciati andare>> gli dico ancora frastornata dall’orgasmo.
Improvvisamente esce da me e mi gira, culo all’aria ed è di nuovo dentro me,mi penetra ancora e ancora, sento montare un altro orgasmo, ma so che non può succedere, ne ho appena avuto uno cosi intenso da bastarmi per una vita intera.
Si muove da prima con lentezza e poi aumenta la velocità in modo convulso,diminuisce di nuovo e poi di nuovo forte, quasi una danza, esplodo di nuovo. Quando credo che tutto sia finito e che tocchi solo a lui, allunga una mano e inizia a massaggiare il clitoride, mentre i suoi affondi sono sempre più intensi. Esplodiamo insieme,i nostri liquidi si fondono e dalle nostre gole si elevano lamenti disconnessi.
<<Wow!Fantastico!Chiara se sarà sempre così morirò presto.>>
Mi fa un sorriso smagliante, ed io non posso fare altro che baciarlo e sorridere anch'io.
Il mio cuore scoppia di gioia, se è possibile lo amo ancora di più, forse non me lo merito, lui è buono e comprensivo, spero che tra noi sarà sempre cosi e che non cambi mai niente.
Non riesco ad immaginare la mia vita senza di lui.
UN ANNO DOPO
FRANCESCO
<<Chiara sei sveglia? Dai amore,lo so,sei stanca,ma mi manchi da morire.>>
Da quando ha partorito non è più la stessa, ultimamente era sempre eccitata e mi faceva morire ogni volta che facevamo l’amore.
<<Dai Francesco, sono esausta, i bambini non mi danno tregua, non so nemmeno io come arrivo a fine giornata… >>
Mette il broncio, è adorabile quando fa cosi, spero che torni presto quella di sempre ma per adesso la lascio dormire.
<<Dormi angelo mio.>> Le bacio i capelli e lei si addormenta all'istante.
E’ diventata una “perversa”. La sua specialità? Stuzzicarmi continuamente anche quando non posso fare altro che subire.
Circa sei mesi fa ne ha combinato una delle sue…
Chiamo la banca e mi siedo tranquillo alla mia scrivania, non so come quella birbante si infila sotto di soppiatto e abbassa i pantaloni della tuta. Noi in casa siamo spesso senza intimo e devo dire che molte volte è tornato utile e quella volta non ha fatto eccezione.
Ha iniziato a masturbarmi e poi a leccare tutta la punta. Di solito le piace iniziare dal basso, ma quel giorno aveva fretta la mia principessa,voleva che impazzissi subito. Ancora oggi non so come ho fatto a mantenere la calma, lei continuava ad andare su e giù, mentre l’impiegato della banca mi spiegava delle cose che io ovviamente non ho capito.
Appena ho posato il telefono lei ha smesso,l’ho presa in braccio stando attento al pancione.
Che bella che era con la pancia, se è possibile ancor più bella di sempre. L’ho portata in bagno.
Lei non capiva la scelta ma la mia vendetta ha avuto inizio.
Gli ho legato i polsi con la cintura dell’accappatoio al termo arredo, l'ho girata ed ho iniziato a sculacciarla.
Si dimenava come un'ossessa ma io continuavo imperterrito.
Poi preso dalla forte eccitazione, l’ho penetrata senza pietà, entrambe abbiamo grugnito come due animali e più lei ansimava forte più io spingevo. Avevo tutto il membro dentro di lei, i miei testicoli battevano forte sulla sua vagina. Con le mani allargavo il suo bel sedere ed ho iniziato a massaggiargli l’ano,ho infilato piano un dito, poi un altro, giravo e rigiravo le mie dita dentro di lei, nel frattempo continuavo con i miei affondi e ha avuto un orgasmo pazzesco. Volevo di più,volevo il suo bel culetto.
Senza pensarci ho sfilato il pene dalla vagina e con un unico movimento, ho penetrato il suo culo. Quando ci penso mi viene ancora duro. Lei cosi bella, cosi stretta,cosi fottutamente sensuale.
Ho perso praticamente la testa, l’ho scopata come non mai. Ad ogni spinta si apriva sempre di più e siamo venuti insieme. Quello che si è presentato alla mia vista dopo, non potrò mai più dimenticarlo, il mio sperma che usciva denso dal suo buchetto e colava lungo le sue gambe mischiandosi con i suoi umori. A quella vista me la sarei fatta di nuovo,ma l’ho slegata e portata in braccio a letto,mi sono accoccolato con lei e l’ho baciata fino a quando esausti ci siamo addormentati.
CHIARA
Quanto tempo che non dormo tre ore di fila… sono stremata! Francesco mi sveglia con la sua innata gentilezza.
E’ unico il mio amore,non è cambiato per niente in questi anni,sempre meglio. Si è sempre preso cura di me e adesso dei nostri bambini.
La nostra vita sessuale è migliorata giorno dopo giorno,ma da quando ho partorito sono spesso stanca, lui capisce come sempre, ma io mi sento in colpa, per questo ho incaricato la mia fedele e sempre presente Lucia di portare i bambini con lei domani. Per un pomeriggio saranno a casa sua, dove li raggiungerà mia madre e mio padre.
Francesco entra dalla porta e va subito verso la cameretta dei Gemelli.
<<Ehi! Dove sono i miei bambini?>>
<<Nostri!!!>> lo rimprovero.
<<Baciami donna>> e mi bacia come solo lui sa fare.
<<Comunque i NOSTRI bambini, sono a casa di Lucia, non cambiare espressione, ci saranno anche mamma e papà.>> Il mio brontolone.
Si rende conto che una sola persona non può stare con loro, ma quello che proprio non vuole capire è che io sono più in ansia di lui. Oggi però è il nostro momento, solo nostro.
<<Ok ma hai chiamato? Tutto bene? >>
Gli metto un dito sulle labbra e lo zittisco con un bacio.
Ovvio che lui già ha capito cosa ho in mente, quindi mi afferra come un sacco di patate e corre sotto la doccia. Non riesco nemmeno a realizzare dove sono e già apre il getto d’acqua su di noi, rido come una scema, amo troppo quest’uomo. Ogni tanto ho paura di perderlo, ma basta guardarlo negli occhi per capire che non potrà mai accadere. Ci amiamo troppo e adesso ci sono anche i nostri figli a completare il tutto. L’amore ha deciso per noi, al di là di tutto e di tutti, della razionalità e dei problemi quotidiani, l’amore decide.
Volevo fare i miei complimenti per il racconto.... è davvero bello!!!! :-)
RispondiEliminaCaty, veramente bello, complimenti sono piacevolmente colpita! Bravissima!
RispondiEliminaBrava ! Molto bello!
RispondiEliminafinalmente col pc....brava Caty....complimenti davvero
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