Varcai l'uscio di quella galera stanca ma stramaledettamente elettrizzata. Mi ritenevo finalmente una donna libera. Libera da vincoli, libera da soprusi, libera da depravazioni di ogni genere. Libera.
Assaporai il gusto dell'aria come non facevo da molto tempo.
Quasi non ricordai l'ultima volta che alzai la testa verso il sole. In compenso, conoscevo a memoria le strade attraverso i marciapiedi. L'unico passatempo che mi era consentito, era contare i mozziconi di sigarette che mi si paravano davanti mentre camminavo per le vie del centro dietro al mio ex padrone.
Chiusi la porta con il mio passato e m'incamminai verso una nuova vita.
Tentai di pensare ad altro ma i ricordi nitidi sfociarono prepotentemente davanti agli occhi.
Non potevo farmene una colpa, era ancora presto.
Avevo vissuto quella condizione per due anni, cosa potevo aspettarmi?
Una figura di una donna tanto esile che si potevano contare le costole, mi si parò davanti.
Era nuda, con i capelli arruffati, completamente esposta ai suoi aguzzini.
Aveva le mani imprigionate in due manette metalliche legate a loro volta ad un termosifone.
Aveva una ciotola davanti. Una ciotola sporca, chissà da quanto tempo era lì e dentro conteneva un liquido bianco, forse del latte.
<<Bevi gattina, facci vedere come lecchi la tua pappa>> si prese gioco uno dei cinque uomini presenti nella stanza.
<<Miagola cagna! Facci sentire il suono proveniente da quella deliziosa boccuccia>> ordinò l'altro.
Le figure dei cinque uomini erano leggermente sfuocate ma lei era nitida come un pugno in un occhio.
Le lacrime iniziarono a graffiarle il volto e colarono sul parquet insieme al mascara.
<<Chi ti ha dato il permesso di piangere? Eh?>> inveì il primo scaraventandole la ciotola addosso.
A grosse falcate si precipitò per afferrarle una generosa ciocca di capelli tirandogliela verso di sé.
Il suono delle manette riecheggiò nell'aria.
<<Cosa pensi di risolvere piangendo?>> gli bisbigliò ad un centimetro dall'orecchio.
<<Non rispondi?>> la sfidò ironicamente.
La donna prese tutto il coraggio che le era rimasto in corpo e lo guardò di traverso.
L'uomo a quel punto, le tirò un sonoro ceffone in pieno volto.
<<Toglietele le manette>> ordinò, <<qualcuna deve ancora capire chi comanda>>.
To be continued .....
By Capitano

....troppi pochi assaggi!
RispondiEliminaCapitano oh mio capitano................ brava!!!!!!!!!!! ;-)
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