Vita e lavoro: Sylvia Kant è una paffuta signora romana di mezza età (segno zodiacale cancro ascendente scorpione), laureata in una materia tecnico-scientifica e che, per mangiare e pagare le bollette, lavora come impiegata presso un ufficio molto simile a quello di Filini e Fantozzi e popolato, più o meno, dagli stessi personaggi. Di natura socievole e ottimista, ama sempre sdrammatizzare, facendo proprio il detto africano “uomo che non ride è uomo morto”.
Tempo libero: a parte scrivere e leggere, ha prestato per lungo tempo opera di volontariato nel campo del disagio sociale, psichiatrico e psicologico, inoltre, Sylvia ama la natura, i viaggi, le cene con gli amici, le feste, i concerti, le discoteche (suo fratello faceva il dj), il rock, la techno e gli animali, con particolare predilezione per i serpenti, come immagino, ormai, avrete capito ;) .
2) Tu hai sempre avuto l'attitudine a scrivere e il sogno di fare la scrittrice, oppure un libro in particolare ha rivoluzionato la tua vita conducendoti alla scrittura?
Ho sempre scritto storie, fin da quando ho memoria. L'idea di fare la “scrittrice”, però, non è mia bensì di una vecchia insegnante di italiano, che ancora ricordo con affetto, un'anziana signora prossima alla pensione che parlava latino e greco come una seconda lingua e terrorizzava gli alunni con i suoi voti da inverno artico e che, alla fine del secondo anno di liceo, dandomi dieci in un tema, disse: “Quando pubblicherai il tuo primo romanzo, mandamene una copia”.
3) "Antony", il tuo primo romanzo, com'è nato? L'hai scritto prima o dopo il boom di cinquanta sfumature?
Il primo “Antony” risale addirittura ai tempi del liceo ed era la storia di un tipo che avevo conosciuto. Il soggetto era un piacevole trentenne, amico di una mia amica, che, per lavoro, organizzava le “feste dei ricchi” e girava nei quartieri periferici di Roma al fine di “arruolare” ragazzi e ragazze da portare ai festini popolati da politici, gente di spettacolo e funzionari di varie emittenti. Propose la cosa anche a me e a mio fratello che, all'epoca, non eravamo proprio da buttare via, ma noi declinammo gentilmente l'invito. Di lui mi affascinarono la freddezza e la completa amoralità, portate con estrema disinvoltura. Circa vent'anni fa, decisi di inviare l'ennesima versione di Antony (molto simile a quella attuale) a varie case editrici, ma rispose solo una (molto gentilmente), spiegando che “non erano interessati”. Dopo l'uscita di Cinquanta Sfumature di Grigio, provai nuovamente a inviare il romanzo, ottenendo la solita risposta gentile dalla solita casa editrice. Il romanzo ha continuato a girare in fotocopia per anni, finché un'amica non mi consigliò di metterlo su un sito gratuito per vedere se incontrava il parere favorevole del pubblico. La stessa amica ha poi creato il sito e la pagina facebook, essendo io persona famosa per essere tecnologica quanto un Homo neanderthalensis. E così è iniziata l'avventura che mi ha portata prima alla pubblicazione su Amazon e poi alla Newton.
4) Secondo te, che cosa ha Antony da riuscire a far innamorare chiunque abbia letto il libro?
Come personaggio, nonostante sia un gigolò “dal passato torbido, il presente schizofrenico e il futuro quanto meno incerto”, Antony racchiude, a mio avviso, molte delle caratteristiche che una donna cerca in un uomo, tra cui affidabilità, tenerezza e quel pizzico di mistero che non guasta mai. Antony non è un manager in carriera o un ricco possidente, bensì un ragazzo che la vita ha portato a fare un lavoro che non tutti sarebbero disposti a fare. Il romanzo "Antony", poi, è ricco di personaggi che mi sono divertita a tratteggiare, ognuno con la propria personalità, né completamente buona, né completamente cattiva, ognuno con le proprie ossessioni e le proprie perversioni e, forse, anche questo piace.
5) Come mai hai scelto questo titolo? Nome di fantasia o vecchi ricordi?
Antony è solo un nome di fantasia. L'ho scelto perché breve, sintetico, facilmente memorizzabile e poi rappresenta esattamente l'argomento trattato: Antony.
6) E' noto che esiste già "Angela", il tuo secondo romanzo, cosa puoi anticipare alle tue impazienti lettrici?
Per non compromettere la mia fama di scrittrice sadica, posso solo anticipare che rivedremo tutti i personaggi conosciuti nel primo libro e ne conosceremo degli altri ;)
7) Dopo "Angela" progetti di continuare a scrivere questo genere di libri o stai meditando qualche cambiamento? Quale? Riesci anche in questo caso ad anticiparci qualcosa?
Ho iniziato a scrivere romanzi d'evasione (o erotic-suspance) per rilassarmi mentre scrivevo (sotto altro pseudonimo) romanzi che trattavano tematiche sociali ed è mia intenzione continuare a scrivere entrambi i generi. Per quanto concerne Antony, dopo Angela, è previsto il “prequel” e, probabilmente, le storie di alcuni personaggi come, per esempio, Duncan. Mi piacerebbe scrivere anche di Rachel, ma non so a quanti interesserebbe la sua storia :D .
8) Quale casa editrice ha preso i diritti del libro Antony? Le tue impressioni a riguardo? Com'è stato per una come te, che si è fatta strada attraverso fb, approdare all'editoria?
La casa editrice che ha acquisito i diritti di Antony è la Newton Compton. Pubblicare “self” riserva all'autore una libertà infinita, libertà che può avere sia lati positivi che negativi. Tra gli aspetti positivi c'è senz'altro la possibilità di scrivere qualsiasi cosa e in qualsiasi modo. E ciò è bellissimo! Credo che pubblicare “self”, per un autore, sia una delle cose più divertenti al mondo. Sempre per chi si diverte a scrivere e non viva la cosa come un parto gemellare, ovviamente. Tra i lati negativi possiamo annoverare gli stessi aspetti positivi: spesso l'autore può scrivere cose ridondanti, inesatte, contraddittorie e in modo sgrammaticato, oppure può montare le scene in modo da creare poca suspance o sbagliare l'incipit o scrivere un finale frettoloso e non accorgersene, oppure scegliere una copertina e un titolo poco appetibili (come pare sia avvenuto nel mio caso). L'opportunità di affidarsi alle figure professionali di una CE apre la mente a differenti prospettive e anche all'ottica di mercato. Diciamo che, collaborando con una CE, si passa dal divertimento puro e sfrenato del “self” al lavoro vero e proprio.
9) La tua iscrizione a fb è dipesa dalla promozione di Antony oppure da motivi diversi?
La mia iscrizione a facebook è dipesa solo dai lettori che, sulla pagina facebook, dopo che Antony era apparso sul mio sito gratuito (www.romanzigratissylviakant.com), cominciarono a tempestarmi di messaggi chiedendomi di creare un profilo per vedere, come dissero, “il caos che avevo scatenato”. La mia solita amica tecnologica ha creato l'account, essendo io, come già detto in precedenza, una specie di troglodita informatica.
10) Che canali utilizzi per mantenere un filo diretto con i tuoi lettori?
Per mantenere i contatti con i lettori, utilizzo il mio profilo facebook, la pagina facebook di Antony e, per le comunicazioni, anche il sito gratuito.
11) Di solito, come affronti le critiche?
Adoro le critiche oneste e motivate, anche se negative o dure, perché aiutano a guardare le cose da un'altra prospettiva e servono a scovare errori e contraddizioni che, spesso, all'autore sfuggono. Un po' meno quando capisco che chi ha letto il romanzo, cercava cose completamente diverse da quelle che scrivo e mi critica per questo. Sia all'inizio del libro che sulla sinossi di Amazon, ho messo, all'uopo, tanto di avvertenze e, nel caso in cui, onestamente, la persona avesse sbagliato genere, Amazon dava anche la possibilità di avere i soldi indietro… E poi il romanzo era tra gli erotici, non nella sezione "caccia e pesca" ;)
12) Cosa pensi della pirateria nell'editoria?
Discorso lungo e complesso. Si parla molto della pirateria per quanto concerne i prodotti informatici come gli e-book, ma se volessimo essere onesti e corretti fino in fondo, anche prestarsi un libro tra amiche andrebbe considerato, a mio avviso, un atto di pirateria, in quanto inficia la vendita di un prodotto e i ricavi che da essa ne derivano per l’azienda produttrice, mettendo, alla lunga, a rischio licenziamento le maestranze che vi lavorano, senza voler considerare la fatica creativa della maggior parte degli autori (come ho già detto non è questo il mio caso, dato che scrivere non mi affatica). La parola pirateria e le politiche per contrastarla, però, mi ricordano molto quel fattore che chiuse la stalla dopo che i buoi erano fuggiti. Anche il famoso “compra con un click” di Amazon (idea, a mio avviso, davvero geniale), non impedisce la pirateria, segno che sono altre le politiche da individuare per contrastarla. Personalmente immagino un futuro in cui tutto (libri, musica, film) sarà libero e gratuito e le case editrici (discografiche, cinematografiche, ecc.), otterranno profitti dalle pubblicità che le aziende metteranno sui loro siti. Ovviamente, le pagine dell’autore, del film, del brano più visitato e scaricato, saranno quelle che otterranno maggiori guadagni. L’idea è già stata sfruttata abbondantemente dalle televisioni commerciali ormai da secoli e mi è parsa piuttosto vincente. Il fatto è che qualsiasi prodotto prenda la strada del web, diventa piratabile, quindi è proprio abolendo il concetto stesso di pirateria che, secondo me, la si debella. Ma il discorso, ripeto, è lungo e complicato e non sono certo la persona più indicata per trattare questo argomento, dato che il mio romanzo ha girato per mesi gratis sul web e, nel caso di Antony, nessuno ha mai piratato proprio un bel niente! Non avendo avuto successo presso le case editrici per lustri, la scelta di metterlo gratis sul web, è nata dalla curiosità di testare se, effettivamente, anche il pubblico, oltre gli amici, avrebbe gradito la storia di Antony. Finché non ho visto che, effettivamente, il romanzo piaceva, non mi sono azzardata a pubblicarlo a pagamento e, quando l’ho fatto, è stato al prezzo minimo sindacale, dato che mi considero una perfetta sconosciuta, il libro non era stato sottoposto a editing e la copertina era stata, amorevolmente, fatta in casa ;) .
13) Cosa consigli a chi ha il tuo stesso sogno, quello di pubblicare un libro?
Consiglio di scrivere per divertirsi, per prima cosa. Poi, dopo aver scritto (e solo DOPO aver scritto tutto), "pensare" a quello che è stato messo nero su bianco e correggerlo. Dopo di che, far leggere il testo ad amici e parenti, poi agli amici sconosciuti degli amici e, infine, metterlo sulle varie piattaforme oggi disponibili, omettendo, se uno si sente particolarmente sicuro di sé, di pubblicarlo su un sito gratuito così come ho fatto io (e come rifarei senz'altro). Per me è stato un onore che tante persone si siano prese la briga di leggere il romanzo di un'emerita sconosciuta (circa 700 pagine!), perdendo ore del loro tempo libero, anche se a costo zero. Per questo ero restia a metterlo su Amazon seppur al prezzo minimo sindacale. Mi domandavo: perché una persona dovrebbe pagare anche solo 0,99 centesimi per una misconosciuta Sylvia Kant? Immagino che questo ragionamento faccia inorridire chi "partorisce" romanzi, ma io la penso così e a cinquant'anni suonati nessuno mi farà cambiare idea neanche strepitando come un'aquila o lanciandomi anatemi e bolle papali ;) .
14) Quali sono i tuoi libri preferiti (self-non self)?
Ho una lista che non finisce più e che si va allungando di giorno in giorno, specialmente di autori self. Oggi, per esempio, ho appena iniziato un libro molto divertente di Alex De Rosa, ma la mia lista è immensa e devo ancora leggere molti autori self e non self. Amo leggere quasi quanto amo scrivere. Passeggiare nei cervelli e nei mondi degli altri autori, per me è un godimento assoluto. I libri e gli autori non sono mai abbastanza. E, nel cuore di un lettore, c'è posto per tutti, perché il suo amore non si divide, semmai si moltiplica. Comunque è ormai noto che sono una fan sfegatata di Tiffany Reizs (ti prego Newton Compton, acquisisci i diritti di TUTTI i suoi libri, ti prego, ti prego, ti prego). Non so quanto spazio ho per questa risposta, ma partiamo dal presupposto che non parlo dei libri che ho letto e che non mi sono piaciuti, perché i libri sono una cosa strana: romanzi che mi sono stati caldamente consigliati, a volte non mi sono piaciuti affatto e viceversa. L'ho visto accadere spesso, perciò non vedo il motivo di parlar male di un libro e, magari, influenzare un'altra persona che, invece, potrebbe amarlo visceralmente. Questa, ovviamente, è solo una mia filosofia, assolutamente opinabile, però, per la sottoscritta, è così che funziona. Quindi non chiedetemi recensioni negative. Non ne farò mai ;) . Ho adorato i romance e gli erotici che mi hanno fatto evadere, divertire ed emozionare come quelli di Jenny Anastan, Kehira Palevi, Irene Pastorelli, Michela Compri, Robin C., Morgana D. Baroque, Valeria Luzi, Sara Tessa, Irene Cao, Emanuela Torri, Sabina Di Gangi, Elisa Gioia. Ho letto i loro libri e sono davvero curiosa di leggere quelli che stanno scrivendo e anche i loro sequel (Elisa dammi il sequel!!!!) perché mi piacciono le loro storie, i loro personaggi, come scrivono e quello che mi fanno provare. E i loro splendidi maschi alpha! Poi ci sono quei libri che mi hanno lasciata spiazzata e col fiato corto, romanzi che, sulla vita e sull'amore, danno da pensare e molto, come quelli di Lady P. e Manuel Sgarella (M.S.). E come dimenticare l'eleganza della penna e i personaggi di A. I. Cudil? Anche questi autori, per me, sono ormai una certezza. Poi ci sono quelli che stalkerizzo letteralmente, perché adoro le loro trame contorte, storiche, fantasy o glamour, i loro personaggi ombrosi, a volte demoniaci, i loro caratteri irascibili, antipatici, viziati, divertenti e spigolosi, perché ho un debole per i bambini cattivi e, come dice una mia amica, i personaggi scorretti. Per questo amo visceralmente i personaggi e le storie di Nina Pennacchi, Ann Owen, Anna Chillon e Naike Ror. E poi c'è lei, una scrittrice che è il mio alter ego, l'esatto opposto, tenera dove io sono dura, dolce dove io sono amara, compassionevole dove io sono crudele. Le sue storie semplici… semplicemente ti aprono l'anima e ci scavano dentro (ravanare sarebbe il termine esatto :D ). E tu stai lì a cercare di capire l'alchimia di quelle parole che ti hanno strizzato il cuore come un straccio e ridotto l'anima a brandelli, senza riuscirci. Daniela Volonté, sbrigati a pubblicare altri libri che sono in crisi d'astinenza! Ecco, io amo tutti questi autori e vorrei poter leggere le loro storie ogni giorno della mia vita.
15) Com'è il tuo rapporto con le altre autrici?
Splendido! Le amo tutte indistintamente a prescindere da quello che pensano di me. Dato che mi diverto come una matta a passeggiare nei loro cervelli, come posso non amarle? Io sono un lettore, quasi prima ancora di essere un autore… Però, è ovvio che alcune le amo visceralmente di più! Quelle generose, quelle umili, quelle che aiutano gli altri autori con i loro consigli e le loro esperienze. Ecco, queste sono le mie preferite e loro lo sanno :D :D :D
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Captain & Toxic & Sweet Siren
Silvia ho molta stima nei tuoi confronti ti sento una di noi ma che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e che è riuscita alla grande, uno aprono per ognuna di noi. Nell'attesa dell'uscita di Angela ti auguro altri traguardi importanti , te lo meriti
RispondiEliminaDirei che sia impossibile non amare Sylvia Kant, il suo modo di scrivere (perché la si conosce prima di tutto come autrice) e il suo modo di essere, di porsi con il resto del mondo. Onesta, umile, di grande cultura, solare e ironica. E poi quella che per me è la qualità migliore di tutte, quella che ti fa sperare che ci sia davvero del buono dietro l'angolo: è una donna altruista. Grazie Sylvia!!!
RispondiEliminaIn alto il bicchiere... cin cin Sylvia ;)
RispondiEliminaGrande Sylvia. Scrittrice di talento, donna dall'intelletto brillante, dalla battuta pronta e, come già sottolineato, umile e generosa. Ti auguro ogni bene. Cristina.
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